I Bottini di Siena: tesori sotterranei della città

A guardare lo spettacolo dei palazzi medievali, con le finestre adorne di trine architettoniche, delle chiese gotiche che un tempo accoglievano il pellegrino lungo la sua strada verso i cuori della cristianità, Roma e Gerusalemme, dello scenario che ogni giorno ed ogni sera offre quel palcoscenico teatrale che è Piazza del Campo, non ci si immagina di certo che la città toscana possa nascondere ancora un tesoro sotto il pavimento stradale e le fondamenta degli antichi palazzi; un antico mondo sotterraneo che è ancora in grado di raccontare la città, come era distribuita, e come vivevano i suoi abitanti in passato. Sono i Bottini, scavati nel sottosuolo di arenaria, antico sedimento sabbioso che il mare, milioni di secoli prima, ha lasciato ritraendosi fino alla costa attuale.

I fossili delle conchiglie sulla volta svelano l'antichissima presenza del mare
I fossili delle conchiglie sulla volta svelano l’antichissima presenza del mare
L'ingresso del bottino che conduce fino alla fontana di Piazza del Campo
L’ingresso del bottino che conduce fino alla fontana di Piazza del Campo

Nessun tesoro, però, nessun “bottino” da scoprire ma, in realtà, un reticolo di strade sotteraneo che corre sotto quello che i senesi sono soliti percorrere ogni giorno, magari più silenzioso e sempre fresco.

Sono gli antichi acquedotti sotterranei che, ancora oggi, alimentano le fonti storiche di Siena e che, un tempo, rifornivano d’acqua le case dei senesi più abbienti.

Il loro nome, Bottini, deriva dalla forma di volta a botte che veniva data ai soffitti scavando sotto terra ma rappresentano, comunque un tesoro storico e culturale che, recentemente, il Comune di Siena, ha aperto alle visite guidate.

Il percorso scavato nell'arenaria
Il percorso scavato nell’arenaria
Uno dei camini che dalla superficie garantivano il ricambio d'aria all'interno
Uno dei camini che dalla superficie garantivano il ricambio d’aria all’interno

I Bottini di Siena presentano due ramificazioni maestre, quella di Fontebranda, più profonda, e quella di Fonte Gaia che arriva ad alimentare la bellissima Fonte del Campo ed il loro lavoro, terminato in gran parte nel 1914, era quello di raccogliere le acque filtrate nel terreno, nelle vallate e nei campi intorno alla città e coinvogliarle tranite i gorelli, canali di flusso, sotto il centro urbano per arrivare fino alle fonti pubbliche ma anche alle case private.

All’interno dei bottini lavoravano i bottinieri, dediti al mantenimento dei gorelli, alla pulizia dell’ambiente e al controllo dei “dadi” che venivano assegnati ad ogni famiglia che poteva permettersi l’acqua in casa; ogni dado corrispondeva ad un quantitativo di flusso d’acqua che veniva incanalato sotto la casa e, sulla base del numero dei dadi richiesti, si chiedeva il dovuto da pagare.

Scendendo sotto terra, camminando spesso chinati a causa del basso soffitto, si scopre come era disposta l’urbanistica della città; lo dicono le tabelle scritte con magnifica calligrafia dagli stessi bottinieri i quali, con cura, segnavano i cognomi delle famiglie che abitavano ai “piani” di sopra e i dadi concessi.

Le tabelle ad ogni "incrocio" raccontano il vissuto della Città
Le tabelle ad ogni “incrocio” raccontano il vissuto della Città
A ciascuno veniva assegnato un quantitativo e, in base a questo, si pagava
A ciascuno veniva assegnato un quantitativo e, in base a questo, si pagava
Ed alcuni erano esenti
Ed alcuni erano esenti

La guida che accompagna i gruppi di visitatori sa spiegare esattamente in quale punto ci si trova e quali edifici sono venuti a sostituire le antiche case delle ricche famiglie senesi; in questo senso i bottini rappresentano un affresco storico della città toscana fino al 1800.

La canalizzazione verso un'abitazione privata
La canalizzazione verso un’abitazione privata
La guida racconta, dai sotterranei, come era disposta la città di Siena in passato
La guida racconta, dai sotterranei, come era disposta la città di Siena in passato

Visitare i Bottini è un’esperienza unica, un modo diverso per conoscere la città ed alcune sue curiosità; ovviamente, se siete anche lievemente claustrofobici oppure soffrite di patologie cardiache non sarà possibile visitare questi affascinanti percorsi ma Siena ha moltissimo da offrire al di sopra di questi, non siete d’accordo?

Gocce di acqua incatenate a sottili radici che escono dai soffitti come preziose collane
Gocce di acqua incatenate a sottili radici che escono dai soffitti come preziose collane

Nel sito del Comune di Siena, al seguente link, troverete tutte le informazioni sui bottini e su come prenotare una visita: I Bottini di Siena.

Alla prossima!

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16 thoughts on “I Bottini di Siena: tesori sotterranei della città”

  1. È un luogo magico che merita sicuramente visitare. Bellissima idea dedicare un post

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