Categories: Consigli per blogger

Il blog perfetto, almeno per Google

Scrivo volentieri questa pillola su Trippando per provare a raccontare ai lettori di questo storico travel blog italiano che vogliono cimentarsi nell’avventura del blogging, cosa controllare e su cosa fare attenzione da un punto di vista “Seo Tecnico” per il proprio blog. Intanto mi presento con estrema rapidità: sono Alessandro Giagnoli, fondatore di FattorieDigitali.com e project manager di MovingUp. Il mio lavoro consiste nell’aiutare diversi editori anche importanti del panorama nazionale a migliorare le loro performance. In questa veste infatti ho potuto stilare una sorta di casistica sulle prime cinque cose da verificare sul proprio sito (sia esso un blog o un giornale da milioni di pagine viste al mese) per renderlo perfetto. Almeno secondo Google, s'intende!

Partiamo da un presupposto: Google deve essere aiutato a comprendere meglio il contenuto dei nostri articoli. Sì, proprio così: Google è Google, certo; è fighissimo ed ha un sacco di soldi e un sacco di strumenti fantasmagorici, ma ha bisogno di essere aiutato anche dai publisher, ovvero da tutti coloro che hanno la possibilità di pubblicare online).

Ecco dunque il mio personalissimo elenco delle 5 cose da tenere a mente per un blog perfetto su Google.

  1. Velocità di caricamento. Google vuole sempre fornire la migliore esperienza ai propri utenti. Secondo questo presupposto, un sito lento è una buona esperienza per gli utenti? Assolutamente no. Per questo ogni blog deve essere “pesato” in termini dai caricamento; per farlo potete usare GtMetrix: si tratta di un servizio gratuito che misura i tempi di caricamento di un sito web e restituisce una serie di consigli su cosa fare per velocizzarlo.
  2. Mobile: tutto ok? L’ho già scritto sulla mia newsletters dedicata ai blogger, ma è bene ripeterlo: Mobile non è responsive. Provo a chiarire meglio: Google che funziona sui nostri smartphone è diverso da Google che usiamo sui nostri PC. La versione “mobile” fa attenzione ad una serie di fattori per posizionare meglio un sito, tra cui il fatto che sia usabile da smartphone. Spesso si pensa che usabile da smartphone sia sinonimo di “responsive”, invece non lo è affatto (cliccare con un mouse è diverso da cliccare con il pollice di una mano). Per verificare che un  sito è considerato da Google come adatto ai dispositivi mobile, potete usare il tool fornito proprio da Big G: https://search.google.com/search-console/mobile-friendly
  3. Certificato SSL. I certificati SSL sono accorgimenti tecnici per criptare i dati che vengono passati da un utente al sito web che sta visitando. Google, nella nuova versione di Chrome, mostrerà agli utenti un avviso nel caso in cui il vostro blog non disponga di un certificato SSL. Se mentre navigate su un sito vi appare un messaggio di Google che vi dice che non è sicuro, voi continuate a navigare su quel sito o tornate su Google a cercarne un altro? Ecco, correte ai ripari con i certificati SSL; vi segnalo quelli di Keliweb, hosting italiano al 100% e stra affidabile.
  4. Schema.org. Scrivevo all’inizio di questo post che Google vuole essere aiutato dai publisher: ecco allora Schema.org, una delle richieste di aiuto più evidenti degli ultimi anni. In pratica, Schema è un progetto natocome open source e poi adottato dai maggiori motori di ricerca (Google e Bing), che permette di inserire all’interno delle pagine web di qualsiasi sito delle informazioni aggiuntive (metadati) che servono proprio ai motori per capire ancora meglio di cosa parla quella risorsa (post, pagina, ecc). È possibile fare un controllo se il proprio blog è “Schema Ready” con questo tool gratuito di Google: https://search.google.com/structured-data/testing-tool
  5. Blog Multilingua: Sono diversi i blogger che ho conosciuto che scrivono sia in italiano che in inglese. Quasi tutti non facevano altro che creare confusione agli occhi di Google. Anche in questo caso provo a spiegare velocemente le accortezze da adottare nel momento in cui volete scrivere un blog in più lingue. Prima di tutto: non scrivere mai sullo stesso blog in due lingue!  Google non sa assolutamente come trattarvi, in questo caso. Cosa fare, allora? La soluzione migliore è avere due diverse sezioni (o installazione di WordPress, se non si vuole adottare un plugin specifico). Un piccolo esempio: www.mioblog.it per la versione italiana e www.mioblog/en/ per la versione in inglese (anche en.mioblog.it va bene!). Poi dovete inserire un metadato all’interno del blog, che si chiama HREFLANG. In pratica serve a dire a Google per quale lingua è scritto quel contenuto. Se volete  maggiori informazioni, qui c’è la guida specifica fornita da Google: https://support.google.com/webmasters/answer/189077?hl=it

Purtroppo o per fortuna, un blogger è tipicamente più concentrato sulla parte contenutistica (testo, foto, video, audio) e meno alla parte tecnica, che però fa inevitabilmente parte del connubio necessario per un blog perfetto. Tenete conto di questi cinque punti e otterrete un miglioramento del vostro blog sui motori di ricerca!

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