Il Giardino Moresco

Mentre durante il Medioevo nell’Europa continentale si diffondono i giardini monastici ed in seguito quelli cortesi oltre i Pirenei, per una diversa vicenda storica e politica, nasce quello che noi chiamiamo giardino moresco.
Nel 711 gli invasori arabi superano le Colonne d’Ercole ed attaccano i regni visigoti, che occupano l’antica Hispania romana: in breve tempo invadono e conquistano tutta la penisola iberica, eccetto la zona di Barcellona e la fascia atlantica. Chiamano questa terra al-Andalus (alcuni sostengono che deriverà poi “Andalusia”) e la loro dominazione arriverà fino al 1492, quando l’ultimo regno arabo della penisola, il regno di Granada, sarà assoggettato da Ferdinando ed Isabella, sovrani di Castiglia ed Aragona.
L’Europa cristiana fa riferimento a loro con il generico termine di “Mori”, non arabi, saraceni o altro. Questo è importante da sottolineare perché il giardino moresco è solo quello sviluppatosi in questa terra ed in questo lasso di tempo: per i giardini alla corte dei Sultani a Costantinopoli, ad esempio, si deve parlare di giardino islamico.

Una "scala d'acqua" nei giardini dell'Alcazar di Siviglia
Una “scala d’acqua” nei giardini dell’Alcazar di Siviglia

La cura e la cultura del giardino, così importante nella civiltà persiana prima e araba poi, trova un terreno fertile nella penisola iberica, ricca delle tradizioni romane: il giardino moresco si sviluppa in forme lineari e geometriche, compreso in uno spazio chiuso e protetto, in cui l’acqua è una presenza immancabile, sia sotto forma di zampillo nelle fontane che come calma presenza nelle vasche e nei canali. Questo perché nel Corano l’acqua pura e limpida è uno dei simboli legati al Paradiso, ragion per cui il giardino tenuto in vita dall’acqua diventa l’equivalente di un paradiso in terra ricreato dagli uomini.
Lo spazio, chiuso da alte mura come s’è detto, è quasi sempre quadripartito con una fontana in mezzo a differenza del tipico giardino romano dove si preferiva un assetto lineare impostato su un asse centrale con la fontana come punto di fuga.

Veduta del Patio des Los Naranjos
Veduta del Patio des Los Naranjos

Il giardino moresco più antico risale circa al 785 ed è il Patio des Los Naranjos (cioè “Cortile degli aranci”) a Cordova, posizionato a fianco della moschea. Spazio rettangolare di circa 130 metri per 50, era diviso in tre aree quasi quadrate con una fontana al centro da cui si diramavano piccoli canali che si distribuivano tra gli aranci, disposti molto probabilmente in modo da riprendere la scansione delle colonne della moschea come creare una continuità tra interno ed esterno.
L’idea che l’edificio dovesse sempre dialogare con lo spazio circostante torna con continuità nei giardini moreschi: frequenti sono le finestre e le logge posizionate in modo da offrire una vista obbligata su qualche punto dei giardini.

Uno dei giardini ricostruiti dagli archeologi della Medinat al-Zahra
Uno dei giardini ricostruiti dagli archeologi della Medinat al-Zahra

Nel X secolo, sempre presso Cordoba, il califfo Abd al-Rahman III fece costruire fuori dalla città per la concubina preferita una villa con un parco nel cuore di una nuova città. La Madinat al-Zahra’ fu iniziata intorno al 936, distrutta dopo ottant’anni e riscoperta dagli archeologi nel 1911.
Dagli scavi sono stati riportati alla luce i giardini, disposti su tre livelli differenti: il primo, terrazzato e nel cuore della parte residenziale, è cinto da un doppio portico e sviluppato su un asse centrale. Quello inferiore, secondo alcuni il più antico giardino a croce sopravvissuto in Spagna, è nei pressi di un peristilio figlio della tradizione romana. Il terzo è un giardino chiuso e quadripartito con al centro un padiglione rettangolare circondato da vasche d’acqua.

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18 thoughts on “Il Giardino Moresco”

  1. […] giardini moreschi in Europa si diffusero, naturalmente, nelle uniche aree finite sotto il dominio arabo: Sicilia e […]

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