Il lunedì dopo il Blogging Camp

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C’è un giorno che io aspetto tutto un anno. Un giorno a cui lavoro molto, anche se quest’anno molto meno dello scorso. È un giorno in cui realizzo uno dei miei sogni: far incontrare persone sotto il comune denominatore della passione. La mia passione, quella per il blogging. Si incontrano blogger vecchi e nuovi, relatori scelti con attenzione, aziende che davvero vogliono incontrare i blogger per collaborare in maniera positiva e coinvolgente.

Rimpiango di non aver buttato giù queste due righe lo scorso anno: avevo pensato di essere troppo vanagloriosa e autocelebrativa. Una giornata ben riuscita, l’anno scorso, poteva essere un caso. Due no. Dunque condivido con voi la mia gioia, il grande risultato di aver portato sotto lo stesso (bel) tetto dell’Hotel Esplanade di Viareggio una cinquantina di blogger che ho visto parlare tanto tra loro, con gli sponsor presenti, coi relatori, che poi son tutti blogger pure loro, facendo domande e progettando nuove cose. C’era anche il mio libro nuovo. Ci doveva essere. L’anno scorso ho notato un vuoto di parole scritte: questo libro, I caffè della libertà, doveva esserci in questo giorno; doveva esserci al punto che sono partita per la montagna con dietro il computer. E il libro c’è stato. Sabato ho scritto tante dediche ed è stato bellissimo.

Ieri è stato the day after. Lo scorso anno lo passai spiaggiata sul divano, completamente priva di forze. Quest’anno è stato un via vai di messaggi, scritti e vocali. Congratulazioni e piccole critiche, perché è da quelle che si impara e si cresce; e poi nuovi progetti. E idee, idee, idee…

È il lunedì dopo il Blogging Camp ed io è da giovedì scorso che ho le idee assai chiare su come dovrà essere l’edizione 2020: intanto due giorni, perché il mio stress rispetto allo scorso anno è stato infinitesimo, sicché sì, posso alzare nuovamente la mia asticella… E poi ci sarà un tema, un filo conduttore che passerà di intervento in intervento; ci saranno più momenti di confronto e spero, stavolta, il Burlamacco di poterlo andare a trovare a casa sua, in Cittadella.

Il Burlamacco è la maschera di Viareggio, è il simbolo del Carnevale e se arriva a salutarti è perché hai (o il tuo evento ha) il consenso e il sostegno della Fondazione Carnevale. Non è stato banale; è stata la (mia) conquista di quest’edizione. La prossima vi prometto anche un giro in Cittadella, perché chi viene da fuori non può.

Io ho già allertato la mia amica Ivana di StairwaytoEvent (vabè, le ho mandato un vocale sabato a mezzanotte mentre lei stava coordinando un matrimonio ed io salivo finalmente in macchina): <<Ivi, l’anno prossimo mi serve la wedding planner>>. Risate. I pochi intoppi che ci sono stati sono dipesi da me: non posso coordinare la parte formativa e tutto il resto, “quel giorno”.

Sicchè si va avanti, vado avanti, con la gioia nel cuore dei tanti risi e sorrisi e sguardi ridenti visti sabato, con la certezza che le potenzialità del blogging siano innumervoli, con la soddisfazione che il primo esempio di collaborazione che hanno mostrato i ragazzi di Musement (il main sponsor dell’evento) nel loro intervento era la cena sull’albero fatta a Todi dalla Francesca di Everyday Coffee, una di noi, colei che già un paio di volte è stata protagonista dei Blogging Breakfast, raccontando il buon uso di Instagram. Prima che all’Ivana, sabato sera ho messaggiato alla Franceschina. Sono belle soddisfazioni e quella dei Blogging Breakfast mensili (che riprenderanno a ottobre!) e del Blogging Camp è una bella community nata sui banchi dei miei corsi per blogger e accomunata da una grande passione. A proposito di corsi, il 22 e 23 novembre ci sarà il mio corso sulla creazione di progetti e monetizzazione di un blog. Basta cliccare sulla locandina qua sotto per scoprire il programma e una bella offerta per gli early bird!

corso per blogger pisa novembre 2019

Attendo commenti e critiche dai presenti, che riceveranno a breve un sondaggio di soddisfazione. Ci si vede tra un anno. O magari prima!

Un grazie ai miei relatori, perfetti!

Ph. creditis immagini nel testo: Enrico Fagiolini.

Ph. credits immagine di copertina: Paolo Mazzei, Fotomania

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