Un tuffo nel medioevo: alla scoperta del ricetto di Candelo

Se capitate a Biella e avete voglia di fare un salto indietro nel tempo, non perdetevi il ricetto di Candelo, a pochi chilometri dal capoluogo. Questo è un luogo magico e affascinante che ancora oggi racchiude tra le sue mura un’atmosfera medioevale. Ho visitato Candelo come ultima tappa del tour #destinazionebiella accompagnata da Elisabetta, guida turistica ufficiale.

ricetto di candelo

Cosa significa “ricetto”?

Ricetto è una parola che deriva dal latino e significa “ricovero, rifugio” ed è solitamente una struttura fortificata a scopo difensivo. All’interno delle mura di questo ricetto si conservavano e proteggevano i beni del padrone e della popolazione, soprattutto frumento e vino, quest’ultimo talmente importante da essere considerato come un alimento vero e proprio (ogni cantina conteneva 6-8 botti per un totale di circa 800 litri). Se in tempi di guerra il ricetto serviva come luogo di rifugio temporaneo per difendere la popolazione, in tempi di pace era una struttura usata come una cantina per l’intera comunità nella quale stipare i prodotti agricoli.

Perché il ricetto di Candelo è speciale?

Tra il XII e il XIV secolo, insieme ad una maggiore autonomia dei comuni, proliferano numerosi ricetti in tutto il Piemonte. Se ne contano oggi 192, ma quello di Candelo è considerato il “ricetto per eccellenza” perché, tra gli esempi di questo genere di fortificazione medioevale, è tra quelli conservati meglio in Europa.

DSC_0907

Le sue vie sono state fonte di ispirazione di set cinematografici. Se siete appassionati di cinema, riconoscerete le rue che fanno da sfondo allo sceneggiato televisivo La freccia nera e al film Dracula 3D di Dario Argento.

Il ricetto di Candelo è stato nominato come uno dei Borghi più belli D’Italia e certificato Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Qualche cenno storico e curioso sul Ricetto di Candelo

Uno dei motivi della sua perfetta conservazione è probabilmente dovuto al fatto che l’interno del ricetto non sia mai stato destinato ad abitazione stabile e tuttora non è possibile vivere all’interno delle mura. I duecento edifici presenti ospitano botteghe tipiche, gallerie d’arte e ristoranti; sono molti i tentativi di preservare il passato contadino utilizzando alcuni spazi per la vinificazione e la conservazione dei prodotti agricoli.  Durante il medioevo sono stati costruiti due enormi torchi per pigiare i chili di uva, uno si trova nella Sala delle Cerimonie e l’altro dentro il ristorante Il Torchio.

DSC_0913

Ascoltando i racconti della guida, immagino come doveva essere all’epoca medioevale: uomini, donne e bambini che portano pietre di diversa grandezza per costruire le mura, contadini che pagano il decimo quando portavano l’uva all’interno delle mura, uomini liberi di cacciare le proprie prede nell’area circostante, odore di mosto proveniente dalle cantine, vestiti appesi fuori casa durante la notte per uccidere le pulci e animali che condividono il tepore delle quattro mura domestiche con i propri padroni, i quali dormono nudi uno vicino all’altro per scaldarsi. Il medioevo, si sa, è un periodo caratterizzato da molte leggende, falsi miti e scarsa igiene.

Che ricordo mi è rimasto di questo borgo?

Visitare Candelo è una passeggiata che consiglierei a tutti. Per me è stato come un viaggio nel medioevo, soprattutto attraverso i racconti di Elisabetta, una guida eccezionale e capace di non annoiare il visitatore grazie alla sua simpatia nel raccontare la storia del luogo. Mi sono piaciuti i racconti  di vita quotidiana dei candelesi nei tempi antichi.

DSC_0921

La giornata della mia visita era grigia, ma i mattoni e i tetti rossi di Candelo davano comunque un tocco di allegria. Ho camminato spensierata per le rue, fotografando le numerose porticine in legno vecchio e osservando l’arte esposta nelle piccole botteghe. Ho curiosato tra le bancarelle del mercato natalizio e mentre mi lasciavo tentare dai profumi degli alimenti esposti: un espositore all’ingresso del ricetto vendeva funghi e tartufi e questo meraviglioso odore mi ha stregata. Avrei voluto comprarne a chili

DSC_0924

Related posts

8 thoughts on “Un tuffo nel medioevo: alla scoperta del ricetto di Candelo”

Leave a Comment

5 + 16 =

Fai l\'operazione indicata *