In autunno sulla Costa de la Luz: le spiagge di Chipiona

Terminata l’alta stagione, l’autunno è il momento migliore per godersi le spiagge della Costa della Luz. Quasi a metà strada, tra l’estuario del Guadalquivir e la Bahía de Cádiz (Baia di Cadice), nell’Andalusia atlantica, c’è Chipiona, una delle cittadine turistiche più famose dell’area, che, come tutte, ha in larga parte conservato l’aspetto di piccolo villaggio di pescatori, con casette basse e bianche e patios fioriti. In prima fila, davanti all’Oceano, ci sono i piccoli alberghi e hostales (pensioni) più importanti, dai quali si godono i bellissimi tramonti sul mare.

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Chipiona sorge su un promontorio dominato dal faro più alto di Spagna; con i suoi 62 metri è il terzo faro più alto d’Europa e il quinto del mondo. L’attuale costruzione risale al XIX secolo, ma ci sono notizie di fari a Chipiona sin dall’età romana; la posizione della cittadina è infatti strategica: è a pochi chilometri dall’estuario del Guadalquivir, cioè, dall’ingresso fluviale per Siviglia e l’Andalusia interna. Ancora perfettamente funzionante, può essere visitato in giorni e orari determinati, con una prenotazione all’Ufficio del Turismo di Chipiona: per salire su ci sono oltre 300 gradini, ma il panorama, fino alla Bahia e al Guadalquivir, vale la pena.

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Il promontorio del faro divide Chipiona in due parti: da una parte le belle spiagge de la Regla, con i piccoli chiringuitos e il neogotico santuario della Virgen de la Regla, e dall’altra le scogliere, che durante la bassa marea, si riempiono di nonni e nipotini in cerca di crostacei, e che contano su diversi ristorantini affacciati sul mare.

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La spiaggia della Regla è molto bella e ampia, di sabbia fine e bianca: in bassa stagione si affolla solo durante il fine settimana, che è il momento in cui aprono anche i chiringuitos, con tapas e musica. Durante la settimana i frequentatori sono davvero pochi: se si scende intorno alle 9.30 non ci sono neanche gli anziani, che camminano sulla battigia; in fondo, è il paradiso dei bambini, che possono correre e giocare senza il rischio di infastidire i vicini, viste le distanze. Per i bambini sono perfette pure le acque dell’Oceano, che sono molto basse: un adulto può camminare per decine di metri con l’acque che arriva poco più su del ginocchio. C’è anche il gioco delle maree, con il mare che si ritira per decine di metri, lasciando pozzanghere d’acqua in cui rimangono imprigionati piccoli pesciolini argentati. Una delle cose che amo di più a Chipiona, a ottobre, è passeggiare sulla battigia della playa de la Regla, al tramonto; l’atmosfera è dorata e tranquilla, l’aria tiepida, a volte appena rinfrescata dalla leggera brezza che soffia sullo Stretto, i rari passanti hanno sempre un sorriso e una parola, le acque lasciano intravedere la vita del mare. Viene naturale tuffarsi e sentirsi parte di tanta armonia.

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Il Santuario della Virgen de la Regla è stato costruito all’inizio del XX secolo, nonostante l’aspetto gotico, ed è uno dei Santuari più importanti dell’area: leggenda vuole che la statua della Vergine, lì venerata, appartenesse a Sant’Agostino e che sia stata portata in Andalusia da uno dei suoi discepoli, dopo una durissima tempesta nelle acque del Mediterraneo (per questo la Virgen de la Regla è consierata la patrona dei marinai). La festa di questa Madonna è ovviamente la più importante dell’anno, si celebra a settembre e, fino a qualche anno fa, era una delle più mediatiche di Spagna. A Chipiona è infatti nata la cantante Rocío Jurado, che è stata una delle cantanti più famose del Paese, la más grande (la più grande), continuano a chiamarla ancora oggi, a una decina d’anni dalla sua scomparsa. Ogni anno, Rocío tornava a Chipiona per cantare alla sua Vergine, di cui era molto devota, e la sua cittadina finiva su tutti i media. Oggi, c’è un itinerario tutto dedicato a lei, parte dall’ingresso alla città, con un’ampia rotonda al cui centro ci sono una fontana e una statua; nel cimitero c’è la sua tomba, ancora visitatissima dai suoi fans, e nell’Avenida Nuestra Señora de Regla, a pochi passi dal Santuario, c’è la sua casa, chiamata A mi abuela Rocío, sul cui muretto di recinzione ci sono stati per anni graffiti e scritte per ricordarla. In onore della Jurado dovrebbe presto aprire un Museo, nel Castello della cittadina, che sorge sul mare ed è di origine araba.

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Come tutti i paesini della Costa de la Luz, anche Chipiona non guarda al mare: la vita cittadina si svolge per lo più nelle vie interne. E all’interno le casette sono basse e bianche, quasi tutte dotate di giardini curatissimi, che è una delizia ammirare. La calle Isaac Peral è la via pedonale più lunga e più turistica, con i suoi negozi, i suoi bar e i suoi ristoranti. Finisce davanti al mare e alle scogliere e da lì si può scendere verso il porto o svoltare verso la lunga e panoramica passeggiata, che porta al faro. Se potete, fermatevi in uno dei numerosi bar che si affacciano sul mare: gustare le tapas guardando l’Oceano e ascoltando le chiacchiere oziose e divertenti dei clienti, è una delle cose più belle che possa offrire Chipiona (tra le mie tapas predilette, il salpicón de mariscos, insalata di gamberi e frutti di mare con la maionese, il gazpacho e le frittatine di gamberi).

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Se ci si perde nelle vie laterali, si può finire davanti alla chiesetta di Nuestra Señora de la O, che si apre in una deliziosa piazza lastricata, con palme, fiori e case bianche, quasi l’essenza dell’Andalusia.

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Vista la sua posizione geografica, Chipiona è la base ideale per escursioni nei suoi dintorni: a soli 8 km c’è Sanlúcar de Barrameda, che fu un’importante meta del turismo aristocratico durante la Belle Epoque e che è la porta del Guadalquivir (sorge sul suo estuario) e al Parco di Doñana, la più importante oasi naturalistica di Spagna; a poco più di 20 km, c’è Jerez de la Frontera, con le vigne e le bodegas del suo cherry, la Scuola d’Arte Equestre e le sue belle vie di negozi e palazzi storici; più a sud, a poco meno di un’ora d’auto (o di autobus) c’è Cadice, con la sua Bahía.

Testo e foto di Laura Cardia

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