Da Istanbul: 05/06/2013

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La mia giornata oggi a Istanbul è iniziata con una visita alla cisterna, la Yerebatan Sarnici, nel cuore di Sultanahmet. La solita cisterna, i soliti gruppi di turisti.

Questa mattina anche la nave della MSC ha attraccato tranquillamente e ha mandato i suoi passeggeri a spasso per la città.

Nel pomeriggio abbiamo fatto un salto a Nisantasi e abbiamo preso un taxi. Devo dire che ero un pò curiosa, un pò apprensiva all’idea di dover passare con la macchina nel cuore del teatro degli scontri notturni, a Besiktas. Non sapevo cosa aspettarmi, ma come so che i piccoli, ormai, scontri avvengono solo durante la notte, credevo di trovare quanto meno i vestigi della notte scorsa, qualche barricata, qualche bomboletta di gas, del casino… NULLA!! Proprio nulla!! Siamo andati tranquillamente da Sultanahmet a Nistantasi, attraversando Besiktas e, se non avessimo saputo della situazione e qualcuno ci avesse raccontato, non avremmo di certo creduto! Sono rimasta addirittura sopresa, giuro! Ovvio che a Nistantasi tutto è ancora più normale. Tutti al lavoro, a fare shopping, tranquillamente.

Ho saputo che tutto ormai è diventato una specie di raduno festoso in piazza dove si va a fine pomeriggio con amici, famiglia, figli. Non che la rabbia sia finita. Non che la voglia di manifestare sia finita. Anzi,credo che ora la gente di Istanbul abbia più forza, più potenza, più potere e sopratutto più voce. E lo fa sentire. Cantando, parlando e chiedendo. Da qualche parte scrivono che offrono fiori ai poliziotti, non so. Ma prendendo il mio caffè oggi al porto di Karakoy ho visto scendere dei traghetti che arrivavano della sponda asiatica: famiglie intere con magliette rosse, studenti con bandiere, signore con i foulard.

Sono scesi in piazza attori, cantanti famosi… sono tutti insieme.

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Loro lo sanno cosa vogliono e che cosa hanno ottenuto. Hanno parlato. Loro sono la Turchia. Loro ora possono parlare. E sembra che il governo li stia ascoltando.

Quindi, per chi arriva a Istanbul questi giorni, può essere sicuro che arriverà già respirando un’aria diversa. Che è cominciata una settimana fa… e che, se non si avventura in posti dove non deve andare (almeno fino a ieri sera, ma dicono che già da questa sera tutti gli scontri saranno finiti… controllo la web cam questa notte e domani vi faccio sapere) non ha da temere.

Ora vado a dormire, che domani si lavora. Come tutti questi giorni.

Iyi geceler da Istanbul.

Adriana Duarte

 

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