L’Italia e il Made in Italy: intervista a Patrizia Belsito

Chi bazzica Trippando, Patrizia Belsito l’ha già sentita nominare. E’ una nostra -bravissima- co-blogger. Ma magari non sapete qual è il suo mestiere: Patrizia è una creativa, una stilista, che da non molto ha un proprio marchio che più Made in Italy non si può. Chi meglio di lei può raccontarci l’Italia ed il Made in Italy? Eccola!

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Quando, come e con quali prospettive è nata l’azienda “Patrizia Belsito” ?

L’azienda Patrizia Belsito è nata circa 5 anni fa anche se Patrizia Belsito è da circa 15 anni che traffica nel fashion design.

La volontà di diventare un marchio di nicchia si è concretizzata dopo aver fatto varie esperienze volte a prendere possesso di cognizioni tecniche riguardanti tutte le fasi ideative e produttive di un capo di abbigliamento, ora l’obbiettivo più prossimo è quello di aprire un monomarca.

Chi era Patrizia Belsito prima dell’apertura della “Patrizia Belsito”?

Prima prima Patrizia Belsito era una studentessa universitaria di giurisprudenza,nella mia famigia da parte di padre ci sono moltissimi avvocati e da parte di madre molti artisti e questi due “Sangui” sono sempre convissuti in me in maniera abbastanza pacifica , fino a quando è venuto il momento di dedicare la vita a uno di loro. E lì è scoppiata una ribellione quasi indipendente da me, piano piano i miei interessi i miei sforzi e le mie inclinazioni sono andati tutti nella stessa direzione e mi sono ritrovata ad aver scelto senza sapere di averlo fatto.

Da lì in poi è cominciato un cammino di formazione personale fatto di pratica, niente bei disegnini ma forbici e stoffe, niente scuole ma lavori in aziende, dall’aver creato una capsule collection maschile per il grande brand Mario Borsato (purtroppo non più esistente) all’esere diventata product manager del settore denim per il gruppo Inditex (Zara Berska ecc.) fino a quando mi sono sentita pronta per partire da sola.

Patrizia, come realizzi le tue creazioni?

Le mie creazioni hanno un processo ideativo piuttosto lungo ed elaborato; le mie collezioni infatti sono composte di pezzi dal design assolutamente originale, dove per originale non si intende bizzarro, ma inedito.

I modelli quindi, da una prima idea essenzialmente estetica , subiscono mille modifiche ed adattamenti prima di arrivare a quella che secondo i miei canoni è la perfezione, ovvero essenzialità nella costruzione, facile  portabilità, valorizzazione dell’individuo.

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Qual è il ruolo del tuo marito fotografo, Gabrio Tomellieri, nella “Patrizia Belsito”?

Ovviamente le foto di Gabrio sono una parte importante del nostro lavoro, rappresentano il lato comunicativo, che se è importante in tutti i settori, nel nostro forse lo è ancora di più, spesso l’immagine di una linea di design è più importante dei suoi stessi prodotti!

Hai dipendenti, come siete strutturati?

Non abbiamo dipendenti, tutto quello che viene realizzato al di fuori dell’atelier, che sia da un punto di vista produttivo piuttosto che di marketing ecc. viene messo in mano a realtà autonome.

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Quali progetti hai per il futuro?

Per il futuro come ti ho detto vogliamo aprire un monomarca anche se per ora la località rimane top secret. In un futuro più remoto?…bhè molto dipenderà da come si svilupperà questa fase del nostro percorso!

Sei una viaggiatrice per passione e per lavoro. Quando hai contatti lavorativi con l’estero, che immagine passa dell’Italia, degli italiani e del Made in Italy?

La creatività italiana all’estero è adorata, la nostra immagine di Made in Italy è ancora molto forte ed è un biglietto da visita importante, soprattutto quando si parla di alto di gamma. Si può dire che il Made in Italy è di per se stesso un brand, che all’estero si vende molto bene.

Dai Patty, prova a convincere un lettore a spendere di più ma comprare un oggetto Made in Italy…

Perchè comprare un Made in Italy? Molti potrebbero essere gli argomenti, identità nazionale, aiutare il proprio paese in un momento difficile, garanzia di qualità… ma soffermiamoci su un discorso puramente economico: scartando i prodotti “da bancarella” da pochi euri, siamo davvero sicuri che un capo di grandi catene distributive internazionali (senza fare nomi questi colossi ormai capeggiano in ogni città italiana) sia più economico di un made in italy? Le realtà produttive italiane sono moltissime e non sono solo brand extralusso, spesso sono aziende che lavorano in piccoli quantitativi con tessuti italiani e manodopera italiana con una attenzione ai dettagli e allo stile che rendono il capo qualcosa che va oltre  un capriccio di stagione.

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Io mi sono convinta… voi? Date un’occhiata qui alle creazioni di Patrizia…

Sullo stesso argomento:

L’Italia e il Made in Italy: intervista a Riccardo Badon di de Robert

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9 thoughts on “L’Italia e il Made in Italy: intervista a Patrizia Belsito”

  1. gabriella

    Grande Patrizia! I tuoi capi sono molto particolari, Realizzi delle cose veramente stupende, complimenti davvero!

    1. Gabry… e siete anche parecchio vicine!!

    2. Grazie mille Gabriella, che piacere ricevere questi complimenti!!

  2. Brava Patrizia.
    Coraggiosa Patrizia.
    Vi seguo da un pò, te e tuo marito.
    Deformazione professionale…
    Io, come fotografo, ho cominciato colla moda, a 21 anni, dopo aver seguito un corso come disegnatore di modelli. Si, modelli…
    Perchè negli anni ’80 la moda era Italia: Versace, Armani, Valentino.
    Bei tempi…
    Vai avanti così…
    Noi ti appoggeremo, sempre!
    Pace e bene…

    1. Ernesto, sei sempre fantastico, ed hai anche un sacco di risorse nascoste…. che fossi fotografo lo sapevo ,anche designer, no! wow, hai tutta la mia ammirazione

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