Kandinsky a Pisa: visita guidata

La nostra amica (mia e di Trippando) guida Paola Moschini ha visitato la Mostra “Wassily Kandinsky: dalla Russia all’Europa”, a Pisa. Leggete il suo racconto… e lasciatevi emozionare!

Da qualche anno Palazzo Blu a Pisa è diventato un moderno centro espositivo. In particolare nella mia ultima visita ho potuto vedere notevoli miglioramenti come l’apertura di un bar, un ristorante, una libreria e un guardaroba più ampio.

Fa sempre molto piacere vedere questi posti che crescono e restano vivi, soprattutto in una città come Pisa che ha tanto da offrire, oltre alla conosciutissima Torre e Piazza dei Miracoli. Questo può sicuramente essere un incentivo a spingersi un po’ più in là per scoprire meglio la città.

L’anno scorso con la mostra di Picasso si è chiuso un ciclo che ha visto avvicendarsi precedentemente Chagall e Mirò. Filo conduttore di questo piano triennale è stato il Mediterraneo e l’influenza che esso ha esercitato su questi tre grandi artisti del Novecento.

Per la stagione 2012-13 è stato proposto un altro grande tema fondamentale dell’arte del XX secolo: l’astrazione. Ad inaugurarlo, colui che è generalmente considerato il padre: il russo Wassily Kandinsky.

Sono un’appassionata d’arte, l’ho sempre studiata a scuola, all’università e costituisce anche una buona fetta nel mio lavoro di guida turistica. Confesso però che una volta che si abbandonano quei secoli come il Medioevo e il Rinascimento per esempio, in cui la Toscana e l’Italia in generale sono state al centro di tutto, l’approccio verso certe manifestazioni artistiche non è così semplice. Quando non c’è più il riferimento alla realtà, all’oggetto, al naturale ma tutto diventa ridotto all’essenziale: colore, forma e linea, almeno per quanto mi riguarda resto un po’ disorientata. Tuttavia, non volevo farmi scappare l’occasione di vedere opere che non avevano mai varcato il confine europeo, sia perché durante l’URSS non era permesso che uscissero, sia perché alcune sono conservate in musei minori. Infine la curiosità, la voglia di conoscere mi ha spinto a visitare la mostra e a fare anche un piccolo studio preparatorio che voglio condividere con i lettori di Trippando.

Il sito della mostra è un valido punto di partenza, oltre alle informazioni più pratiche come costi del biglietto, orari, riduzioni etc… nella sezione Multimedia potrete scaricare una brochure introduttiva in pdf  e vedere un breve video. Inoltre ho trovato molto interessante anche il Blog dove sono presenti molti post in cui è possibile iniziare a farsi un’idea dell’artista, della sua vita e delle opere che sono esposte. Forse avrebbe bisogno di una maggiore logicità, diciamo che dovrete per conto vostro scorrere tra i vari articoli per ricostruire un certo ordine. Per quanto riguarda le risorse esterne per conoscere Kandinsky, vi suggerisco di fare un giro su Youtube, semplicemente digitando il nome dell’artista potrete vedervi una puntata delle collana de Il Caffè dell’Arte uscita con La Repubblica l’anno scorso, (armatevi di pazienza, perché dura un’oretta e il critico ha un forte accento ed è molto accademico), altrimenti ci sono una serie di video di Vittorio Sgarbi più brevi che spiegano molto bene la carriera dell’artista russo. Se poi volete approfondire e avete tempo mi sono stati consigliati su Twitter dalla gentilissima redazione di @ElectaEditore lo scritto fondamentale Lo Spirituale nell’Arte dello stesso Kandinsky del 1909 con cui vengono poste le basi teoriche e concettuali dell’arte astratta. Poi ancora Punto, Linea e Superficie, e Musica e Pittura, quest’ultimo credo che possa essere interessante visto che una sezione della mostra parla dell’incontro con Schӧnberg.

Kandinsky approda alla pittura già in età adulta, a 30 anni, lascia dietro di sé Mosca e la Russia, gli studi giuridici e deluso anche dalla scienza (con la scoperta della radioattività nel 1896) fugge a Monaco insieme alla moglie per dedicarsi all’arte. La mostra percorre questi anni formativi e preparatori passati tra Russia e Germania dal 1909 al 1922, cioè fino al suo arrivo come insegnante alla Bauhaus, l’accademia d’arte fondata da Walter Gropius.

Ho trovato particolarmente interessante la prima sala con oggetti ed elementi legati alla civiltà e alla cultura russa: i lubok, canzoni illustrate del XIX secolo, i bellissimi filatoi, gli oggetti della vita contadina come la saliera, la carrozzella giocattolo, la camicia sarofan.

Bella anche la sala che racconta il viaggio in Siberia come etnografo per studiare il diritto contadino, la religione pagana, i riti sciamanici e qui viene colpito dai colori accesi e dalle decorazioni delle izbe, le tipiche abitazioni fatte con tronchi d’albero.

macchia nera I

Macchia Nera I

“Fantasticano con il pennello come ubriachi di hashish”, questa è la frase che introduce alla stanza dedicata al gruppo di artisti (Franz Marc, Alexeji Jawlensky, Gabriele Muenter e M. von Werefkin ), che insieme a Kandinsky si riunì a Murnau, piccolo paese della Baviera, nei mesi estivi dal 1909 al 1914 per dare vita poi all’esperienza de Il Cavaliere Azzurro (Der Blaue Reiter). Qui verrete travolti dal colore vivace, dinamico, audace più che mai!

Questa immagine non rende tanto quanto visto dal vivo:

07.-Wassily-Kandinsky-Marnau-paesaggio-d’etate1909-olio-su-cartone-San-Pietroburgo-Museo-di-Stato-Russo-©-Wassily-Kandinsky-by-SIAE-2012

Paesaggio d’estate

Mi è piaciuta molto anche la piccola serie delle Bagatelle, pittura su vetro che Kandinsky realizzò dopo il suo rientro in Russia nel 1914 per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, un ritorno al mondo fiabesco.

mostra-Kandinsky-pisa

Nuvola Dorata

La mostra prosegue con i tre capisaldi della produzione che l’artista numerava in successione

Impressioni il pittore conserva qui ancora un legame con il mondo figurativo, che resta il punto di partenza (non sono esposte alla mostra).

Improvvisazioni puro linguaggio di forma e colore, nate all’improvviso, inizia questa serie a partire dal 1909.

Composizioni quadro di lunga gestazione e importanza.

wassily-kandinsky-composizione-in-bianco-i-1920-olio-su-tela-san-pietroburgo-museo-di-stato-russo-c2a9-wassily-kandinsky-by-siae-2012

Composizione su Bianco

E poi l’esposizione termina con l’inizio della sua esperienza alla Bauhaus ricordata con la sedia Wassily.

10-14_wassily

Consiglio di approfittare di queste ultime settimane per visitare la mostra (fino al 3  17 febbraio), io l’ho trovata notevole proprio perché permette di scoprire gradualmente come Kandinsky sia arrivato all’arte astratta, la sua innovazione, il suo percorso e la sua ricerca. Quindi è utile soprattutto per chi trova difficoltà a comprendere questo stile artistico, ma naturalmente ha la curiosità di conoscerlo.

Un ultimo consiglio: se potete visitate la mostra durante la settimana di pomeriggio, troverete sicuramente un ambiente più tranquillo e silenzioso!

Letture consigliate:

L’Universo di Dalì da febbraio a Firenze

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12 thoughts on “Kandinsky a Pisa: visita guidata”

  1. Paola, grazie grazie e grazie per questa bella visita guidata…

  2. Grazie a te, sig.ra Trippando per avermi concesso lo spazio. Spero sia utile e che invogli a visitare la mostra e Pisa.

    1. utile lo sarà sicuramente: per chi potrà andare e per chi non ce la farà: con la tua spiegazione, wow, tutto chiaro! ti ri-aspettiamo!!

  3. Brave brave… proprio bello 🙂

  4. Bel post; l’arte astratta mi ha sempre affascinato. Di Kandinsky ho entrambi i libri citati da Paola e da ‘Punto Linea e Superficie’ mi è rimasta sempre in mente questa frase: “Nella nostra rappresentazione, il punto geometrico è il punto più alto e assolutamente l’unico legame fra silenzio e parola”. L’ho sempre trovata un’intuizione rivelatrice. Non so se ce la farò a vedere questa mostra a Pisa ma sicuramente ne vale la pena. P.S. Una sedia ‘Wassily’ c’è sempre stata casa dei miei genitori 🙂

    1. Dai, Amina, vieni!! ci si va insieme alla mostra!!

      1. Magari! il tempo stringe e non so se ce la farò, davvero. Nel caso però ti avverto.

        1. dai Amina!! si va insieme.. “parcheggio” il bimbo e ce la godiamo!

  5. samanta

    Leggendo questo post mi sono quasi pentita di non aver aderito alla gita organizzata da un genitore di una compagna di classe di mio fkglio, che frequenta la quinta elementare. Ma mi sembrava poco interessante, per un bambino di 10 anni, questo tipo di arte…..

    1. Invece l’arte astratta risulta più comprensibile per i bambini che per noi adulti, in quanto loro sono liberi da certi schemi mentali. Per loro è più immediato! alla fine della mostra c’è una stanza con i disegni realizzati da una scuola e se non ricordo male c’è anche una mostra collaterale dedicata proprio ai più piccoli. Sei sempre in tempo ad andarci!

  6. antoguida

    bel post Paola!

  7. […] rivolto alla Mostra di Kandinsky: dopo l’articolo di Paola (se ve lo siete persi, cliccate qui!) che ce l’ha spiegata da professionista, non possiamo […]

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