La mia Padova: consigli per la visita

Oggi vi parlo di Padova, la mia città. Padova è una antica città universitaria a misura d’uomo. E’ una città che ha tanto da offrire per quanto riguarda cultura, storia, arte e su questo non mi dilungherò.  Padova ti conquista con i palazzetti nobiliari alti non più di due piani con le tipiche  veneziane e  i portici disseminati un pò dappertutto, devo dire una bella invenzione perchè ti permettono di visitare il centro sotto la pioggia, la neve e qualsiasi intemperie. Eh dimenticavo le biciclette, ai padovani piace andare in bici e per questo la città è servita da piste ciclabili.

Conosciuta come la città del Santo e in quanto tale meta di pellegrinaggio religioso perchè conserva i resti di Sant’Antonio da Padova nella basilica di Sant’Antonio può essere considerata anche come la città degli studenti per via della sua prestigiosa tradizione universitaria. L’università di Padova è una delle più antiche d’Italia e nel mondo. Padova ha ospitato vari personaggi illustri come Galilei, Copernico, Donatello, Leon Battista Alberti, Petrarca, Giotto, autore della magnifica cappella degli Scrovegni. Ogni angolo del centro storico ricorda il passaggio e la permanenza di questi illustri personaggi con targhe commemorative. Per chi non lo sapesse è anche la città dei tre senza: il Santo senza nome, il Prato senza erba e il Caffè senza porte.  Il Santo senza nome è Sant’ Antonio da Padova, il Santo per antonomasia. Sant’Antonio è il patrono di Padova e ogni anno due appuntamenti fissi ricordano il santo. Uno è la maratona di Sant’Antonio che si svolge ad aprile e l’altra è la festa del patrono il 13 giugno quando si porta in processione la statua del Santo per le vie del centro storico. Assistere ad una messa solenne in basilica è un’esperienza emozionante; una volta finita la messa all’uscita c’è la possibilità di scrivere una lettera(già predisposta) a Sant’Antonio per chiedere un desiderio o una grazia.

Il Prato senza erba è Prato della Valle, perchè fino alla fine del 700 era una zona paludosa dove si svolgeva la fiera del Santo. Prato della valle è una delle piazze più grandi d’Europa. E’ una bellissima piazza di forma ellittica circondata da un canale. Lungo i lati del canale si trovano 78 statue rappresentanti i cittadini più importanti di Padova come Savonarola, Canova, Briosco, etc. Il sabato mattina si tiene un mercato e molto spesso ospita varie manifestazioni sportive e folcloristiche, nonchè concerti e spettacoli. Molti giovani si incontrano qui e vanno anche a pattinare.

Il Caffè senza porte è il Caffè Pedrocchi. Il caffè Pedrocchi è chiamato così perchè nell’800 era aperto 24 ore su 24. Studenti e intellettuali si sedevano ai tavoli per parlare di questioni filosofiche e politiche. Se siete in visita il venerdì siete fortunati perchè ogni venerdì pomeriggio dalle 15 in poi proprio di fronte al Pedrocchi si tiene Lo sgabellino, un appuntamento ideato dal filosofo Ferdinando Pozzati Piva che vuole essere un confronto tra i cittadini sulla politica e la società e promuovere il risveglio dei cittadini. Uno sgabellino bianco passa dai piedi di una persona all’altra. Chiunque può dire la sua salendo sullo sgabellino o ascoltare. Si tratta di un confronto democratico sulle questioni politiche attuali aperto a tutti sulla falsariga dello speaker’s corner londinese. Quest’iniziativa si tiene anche a Bologna ogni giovedì e sabato.

Il centro storico ruota comunque intorno alle tre piazze, Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e Piazza dei Signori. Piazza delle erbe è una delle più belle piazze, ogni mattina ospita un mercato di frutta e verdura e la sera diventa un luogo di ritrovo dei giovani che specialmente il mercoledì sera affollano i bar per il rituale famoso dello spritz. Anche in passato questa piazza era sede dei mercati. Da qui si può ammirare Palazzo della ragione, il cosiddetto Salone ossia l’antico tribunale della città. Il salone è la più grande sala medioevale d’Europa. Sotto il salone inoltre c’è un vero e proprio mercato che si tiene fin dal medioevo. Ci sono molte botteghe storiche con più di due secoli di storia alle spalle dove acquistare carne, salumi, formaggi, cioccolatini, pasticcini.

Anche da Piazza della frutta si può ammirare lo spettacolare Palazzo della Ragione. In questa piazza oltre a varie bancarelle che espongono frutta secca, frutta e verdura, ci sono degli stands di abiti e borse. Imperdibile è una sosta all’antico forno Vecchiato che sforna giornalmente pane, dolci da forno, panettoni, colombe con una sala dedicata esclusivamente al cioccolato e ai cioccolatini di ogni forma e gusto. Un’altra pasticceria molto frequentata e anch’essa storica è la pasticceria – caffetteria Graziati dove fare colazione o ordinare uno dei suoi favolosi dolci come la millefoglie.

Anche Piazza dei Signori ospita giornalmente un mercato di vestiti. Su questa piazza c’è il bellissimo orologio astronomico. Inoltre la sera si anima di giovani e ci si siede ai tavolini all’aperto per prendere uno spritz o una pizza. Da non perdere la gelateria Cannella Ice, la gelateria Grom e la latteria Ugolini che si affacciano su questa piazza. Spesse volte si può assistere ad un comizio politico.

Svoltando a sinistra si arriva al Duomo. Anche questa è una zona molto frequentata dai giovani. Nella piazzetta antistante ci sono dei bar con tavolini all’aperto dove i padovani si incontrano e si fermano per chiacchierare.

La via dello struscio è il Listòn, ossia il corso pedonale che si estende da Piazza Garibaldi, prosegue per via Roma, via Umberto I e sfocia a Prato della Valle. Per lo shopping si può andare per via Roma, via Emanuele Filiberto e via San Fermo che è una delle vie più lussuose per lo shopping. A Padova c’è poi una fantastica pasticceria, sicuramente una delle migliori, la pasticcera Biasetto che rifornisce anche il caffè Cavour. Questa pasticceria è stata campione del mondo e la sua specialità sono le torte a base di mousse, un vero capolavoro di una bontà infinita. Dovete sapere che Padova è tutta attraversata da fiumi; il Bacchiglione e il Piovego sono i più importanti. Pertanto sono tanti gli scorci pittoreschi come questi che si possono osservare.

A volte tra canali, fiumi e ponticelli sembra di essere a Venezia.

Io di questa città mi sono innamorata. E voi?

 

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14 thoughts on “La mia Padova: consigli per la visita”

  1. Padova per me è ricordo di università.
    Quei treni presi da vicenza all’alba per andare a fare l’esame.
    La piazza delle Erbe che si svegliava ed io che varcavo le porte del Liviano.
    Che bello!

    1. gabrycla

      Ciao Giovy:-) Anche tu hai bazzicato per Padova? Il ricordo dell’università ce lo portiamo dietro con nostalgia. Che bello che era studiare, dovevi solo pensare a quello e basta; io mi riscriverei subito all’università. L’università per forza di cose richiama tanti giovani. Le piazze poi sono il luogo più bello dove incontrarsi! Ke poi se ci fai caso,ci sono sempre le stesse piazze(piazza delle erbe, della frutta e dei signori) in tutte le città più grandi del veneto, anche a Vicenza, no?.

      1. Quei nomi di piazze sono tipiche delle città venete dominate dalla Serenissima.
        I nomi delineavano i mercati e quella dei signori era la piazza più vicina al palazzo del Podestà.
        Io ho lavorato e studiato sicché mi sono goduta poco la vita universitaria.
        Ma adoravo quelle passeggiate verso il Liviano di prima mattina, il giorno d’esame.

      2. gabrycla

        Allora devi ritornarci in vacanza Giovy:)

  2. secondo me le città universitarie (lo dico da pisana che ha studiato a Pisa) hanno una marcia in più. sono capitata a Padova in un giorno di lauree ed è stata un’esperienza bellissima e divertente: il laureato con la sua corona di alloro che legge tutte le cavolate fatte negli anni di corso, che gli amici gli hanno appositamente scritto su di un papirone. ad ogni errore, sorso di vino e infarinata… bellissimo, a parte che un si “imbelletta” per la sua laurea e poi fa quella fine…
    comunque, bellissimo… insomma… rinascessi, andrei a studiare a Padova solo per quello…
    riguardo la città: bella, bella, bella

    1. gabrycla

      Beh io me la sono scampata per poco perchè mi sono laureata a Palermo e lì l’usanza del papiro non c’è. Anzi il giorno della laurea è un momento molto serio dove ci si veste eleganti; Invece a padova è un momento goliardico dove si fa baldoria e si canta la famosa canzoncina”Dottore, dottore, dottore del buco del….” e mi fermo qui. Cmq e’ vero Silvia, le città universitarie sono più aperte e giovanili..

  3. anche per me padova significa università e continua ad esserlo ogni volta che ci vado. studenti ovunque! mitico lo spritz domenica sera in piazza delle erbe!

    1. gabrycla

      E per fortuna che ci sono i giovani studenti! Adesso Padova per me significa lavoro ma anche famiglia; essendo non troppo grande è ideale per le famiglie; ogni tanto significa anche relax: basta andare a farsi una passeggiata sui colli euganei o una nuotatina alle terme di Abano per rigenerarsi

      1. eh mi sono dimenticato anche delle feste di laurea con relativi papiri! non so se sia peggio a venezia o a padova, qui sarebbe da aprire un dibattito

        1. che invidia!! a Pisa siamo ben goliardici (oggi, per esempio era la “festa delle matricole”), però la tradizione delle lauree coi papiri non l’abbiamo… e questo mi dispiace…

  4. Per me Padova è la Cappella degli Scrovegni ma ci sono andata anche per una laurea. Silvia, posso suggerire l’albergo dove ho soggiornato? in centro, ottimo rapporto qualità prezzo.

    1. ma certo Amina… devi! qui chi se lo merita è giusto che abbia visibilità… lo sai!

      1. Sempre meglio chiedere 😉 Si tratta dell’Hotel Al Fagiano, ad un chilometro di distanza dalla stazione ferroviaria, ben raggiungibile a piedi visto che Padova è tutta piana. Da quando si entra a qando si arriva in camera, passando per l’ascensore, si è immersi in un ambiente che a me ricorda il ‘pathwork’: pareti colorate, tanti complementi d’arredo originali messi quà e là e tanti coloratissimi. Ottima la pulizia.

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