La MIA Romania, di Ernesto De Matteis

Un racconto di parole e foto del viaggio in Romania di Ernesto De Matteis, ormai ospite fisso di Trippando. Buona lettura. E buonissima visione!!

Descrivere un paese in modo oggettivo credo sia impossibile, come d’altronde penso non esista l’oggettività. Io in Romania ci son finito per Amore. Quello colla A maiuscola, esploso alla fine dell’estate del 2009 per colpa di una galeotta gita a Rimini settembrina cogli anziani del mio centro sociale. Lei era a trovare i suoi che vivevano ormai da un anno in Valtopina, e quello che alcuni chiamano colpo di fulmine ha fatto il resto. Dopo la vacanza io le ho fatto fare un tour dei luoghi che cominciavo a conoscere meglio della nostra Umbria, anche se in 3 giorni e colla previsione di non vederla più per chissà quanto, l’incontro con papà Constantin e mamma Valeria avevano portato via un pò di tempo. Allora a metà settembre prendo una cartina, la mia Toyota Yaris Verso e la spingo più ad est che mai, con un viaggio di 26 ore e 1600km senza sosta attraverso Slovenia ed Ungheria (mamma mia il lago Balaton quant’è lungo!!!). Decido che Piatra Neamt non era poi tanto più distante di Lisbona, e che la mia nuova auto non è più una Smart diesel… Ma questa è un’altra storia…

Quindi i progetti di viaggio pianificati cartina alla mano vanno a farsi benedire quando, stremato da 1000 km di guida dalle 5 del mattino, arrivato intorno alle 1 a Cluj e presa la direzione del cuore della Transilvania, quel parco naturale di Topliza che consiglio vivamente a tutti di visitare anche solo attraversandolo in auto sulle loro strade-nonautostrade che salgono e scendono colli e monti indistintamente raccogliendo la gente che vi vive e che ci si sposta con un carretto di fortuna trainato da un cavallo o da un bue, anzichè avere strade comode e tranquille a valle (!?!), mi prefisso dicevo di fermarmi al primo “angolo tranquillo”: ma ero in Transilvania, e qui Dracula ed il principe Vlad complice una nebbia umida e un manto stradale non perfettissimo in un paese sconosciuto mi fecero aumentare la tensione a mille, tanto da non farmi trovare l’angolo dove fermarmi, e forse spronato dall’Amore che s’avvicinava, giunsi in città all’alba godendomi lo spettacolo di un’aurora sull’acqua di una delle tante chiuse artificiali, quella di Bicaz, che costellano questo incantevole paese, fatto di cementifici, miniere e case.

E che strane, le case di questa parte di Dacia, sopratutto quelle del pittoresco e fiabesco paese di Reghin, popolato in maggioranza da popolazioni ROM con case che fanno una certa impressione per la creatività bizzarra che le fa sembrare appena uscite da un film di Tim Burton (tipo Big Fish…).

Viste di notte poi… Piatra Neamt è una città universitaria ordinata e molto bella, con una montagna che la custodisce sulla quale si scia, raggiungibile con una teleferica dalla cui sommità è possibile godere di panorami mozzafiato.

La zona-regione che ospita la città della mia (ormai ex…) Amata è la Moldova, da non confondere con lo stato indipendente delle ex Repubbliche sovietiche con la quale confina ma della quale era parte integrante come ceppi culturali e naturali, ma tant’è… ed è caratterizzata e connotata dai tanti monasteri ortodossi, che hanno un fascino ed una bellezza tutta particolare e che meritano da soli il viaggio insonne.

Se pensate poi che qui ad inizio ottobre ti può capitare di svegliarti sotto 30 cm di neve caduta in una notte, il piatto è servito…

Che dite, vi ho incuriosito?

L’est della Romania è un posto magico, con gente simpatica e colorata che è tutta da scoprire, come i loro usi e la loro cucina, basata sulla carne di pui e di porcu (pollo e maiale) che troverete in milioni di declinazioni pronti solo per essere cucinati nel modo che più vi aggrada, semmai condita con un pò di Smetana, la panna acida che si trova in centinaia di versioni, tutte pensate ognuna per un fine specifico…

Viva la Romania, allora, l’Europa e la terra tutta, foriera di meraviglie e di luoghi incantevoli, come la vita che la pervade. Pace e bene, e che Santo Stefano il grande vi custodisca…

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1 thought on “La MIA Romania, di Ernesto De Matteis”

  1. grande mia squadraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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