Storie di Coronavirus - La Rivista dei Ragazzi - Giuseppe Iacobaci

Sembrava che fossero solo le donne a inventarsi belle storie di Coronavirus, vero? E invece no, ecco qui un uomo che ha avuto un' idea brillante e geniale e che insieme a due donne l'ha messa nero su bianco: La Rivista dei Ragazzi. Leggiamo la storia "al maschile"!

Amo da sempre il fumetto e la letteratura per ragazzi, che è anche diventata il mio ambito di traduzione (e di scrittura) preferito. Avendo una figlia, oggi tredicenne, ho vissuto con un dolore quasi... fisico, durante la sua infanzia, l'esplorazione vana delle edicole, "wasteland" di buste sorpresa e di albi da colorare e merchandising legato a personaggi televisivi. Da anni sognavo di dar vita a una rivista per ragazzi come quelle che hanno colorato gli anni spensierati di tanti di noi. Mia figlia ha conosciuto i miei "Corrierini", ma per lei erano soltanto curiose tracce di un passato lontano, non le parlavano del suo presente, non parlavano la sua lingua. 

la copertina de La rivista dei Ragazzi, illustrazione di Paola Patrizi, colori di Patrizia Comino

Con la quarantena il sogno è riemerso sotto forma di una vera impellenza: ho colto tutta la solitudine e la confusione dei ragazzi di oggi, bombardati ogni giorno da notizie paurose e numeri allarmanti, accompagnati da pochissime vere spiegazioni. Poco si è detto del fatto che non siamo chiusi in casa solo per paura, ma per una strategia di contenimento del contagio. Questa cosa andava raccontata, e bisognava soprattutto dar voce ai bambini, permettere loro di raccontare le loro giornate a casa. E anche distrarli, tener loro compagnia con narrazioni divertenti e ancorate al presente. Essere loro complici, divertirli.

Ho proposto un po' per scherzo l'idea a Patrizia Comino, una mia amica fumettista, unica in Italia per stile e sensibilità, e il suo entusiasmo istantaneo e smisurato mi ha dato la carica. Abbiamo provato a lanciare un appello, e abbiamo scoperto talenti incredibili. In primis quello versatile, policromo e straniante di Paola Patrizi, in grado di spaziare da pupazzetti teneri e bellissimi al design, e di scrivere filastrocche pazze. Io e Patrizia ci siamo innamorati del senso dell'assurdo che permeava il portfolio di Paola, e sfacciati come se la conoscessimo da vent'anni l'abbiamo contattata all'istante chiedendole se voleva diventare la nostra art director. E lei con altrettanta follia ha accettato.

da "i Sorelli Tiribili" di Patrizia Comino

Con rapidità inaudita, da emergenza, abbiamo creato un formato vero e credibile di rivista, con una sua personalità definita, e un nome semplice e diretto. "La Rivista dei ragazzi", sì, "dei ragazzi", invasa dai loro pensieri, desiderosa di dialogare con loro. E dai primissimi giorni abbiamo fatto proprio questo, dialogare, ponendo precise domande.Prima fra tutte quella che campeggia sulla copertina del primo numero: "Tutto bene?" Perché dietro agli hashtag speranzosi noi volevamo sapere come stesse andando davveriola loro vita attuale in quarantena.

In tre, Paola, Giuseppe e Patrizia, abbiamo lavorato con un'intesa incredibile, inventando cose, scovando disegnatori, scrittori, poeti che generosamente ci hanno donato le loro creazioni. Abbiamo ideato e raccolto filastrocche matte e fumetti, pubblicità farlocche, giochi, e tantissime altre cose che non siamo riusciti a inserire nel primo numero, idee che abbiamo appuntato perché non smettevamo di tirar fuori nuove pazzie che ci appassionavano e ci facevano morire dal ridere! È stato estenuante, un'ossessione meravigliosa, e quando è uscito fuori eravamo esausti! 
Ma l'accoglienza calorosa, pazzesca, ci ha da subito ripagato di ogni fatica: a poche ore dalla pubblicazione, in quel fortunatissimo venerdì 17, la Rivista dei ragazzi contava già centinaia e centinaia di condivisioni, un fiume di visualizzazioni e download; abbiamo ricevuto foto delle pagine stampate in casa dai papà e dalle mamme per i bambini, e siamo diventati immediatamente... compiti per casa!, oggetto di un'analisi del testo da parte di una insegnante (abbiamo scherzato fra noi dicendo che da complici dei bambini eravamo passati al lato oscuro della forza...). 

I bambini hanno amato da subito i personaggi dei nostri fumetti, hanno letto con gioia le storie, hanno riso insieme a noi (perché noi, nel farlo, abbiamo riso tantissimo!), hanno colto piccole strizzatine d'occhio e voglia di sdrammatizzare (nei limiti del possibile, e sono limiti molto ristretti) la situazione attuale. Hanno capito il nostro desiderio di offrire compagnia e vicinanza, il profondo rispetto con cui ci porgevamo a loro. E da numerose testimonianze sappiamo di aver conquistato anche i grandi, che hanno ritrovato qualcosa, un pezzetto di nostalgia, malgrado la rivista sia decisamente ancorata al presente.

E l'onda continua: mentre realizzavamo il primo numero alcuni traduttori erano già all'opera, con altrettanta generosità, per donare ai bambini di tutto il mondo un'edizione in inglese, che uscirà prestissimo con il nome di "KidMag". E mentre a macchia d'olio il primo numero continua a diffondersi, fra bambini, gruppi whatsapp di genitori, scuole, il secondo è già in preparazione. Sempre gratis, mentre proviamo a portare avanti anche noi come tutti i nostri lavori seri e "smart", le nostre famiglie, le spese paurose al supermercato con mascherine, e senza strambe divinità etrusche a proteggerci. Ma la "Rivista dei ragazzi", gratis online, continua e il lavoro duro ma divertentissimo continua a diffondere risate, gioia, sogni e serenità per tanti bambini. E siamo tanto, tanto fieri di noi e di tutte le persone che ci hanno aiutato a realizzarla.

La rivista dei ragazzi si può sfogliare su bit.ly/RIVISTARAGAZZIe si può scaricare e stampare da bit.ly/RIVIRA1

Dice Giuseppe di sé: Giuseppe Iacobaci, 47 anni, catanese, lavora da anni con l'editoria, traducendo romanzi di Neil Gaiman, Chuck Palahniuk, Frances Hardinge, Patrick Ness e canta in una band noise rock chiamata Long Hair In Three Stages.

In copertina: La piccola Martina, mascotte della rivista illustrazione di Paola Patrizi

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