La Sardegna selvaggia: Sant’Antioco

La vacanza della scorsa fine estate in Sardegna è stata animatamente discussa con mio marito fin da quando abbiamo avuto le ferie. L’idea della Sardegna ci ronzava in testa già da un pò (soprattutto ad Enrico) e l’avere solo una settimana a disposizione ed i comodissimi ed assai economici voli Pisa-Alghero e Pisa-Cagliari della Ryanair ci ha portato a decidere per l’Isola di Smeraldo.

Fatta questa dura scelta, il dilemma successivo è stata la scelta della destinazione, o meglio se volare su Cagliari o su Alghero. Abbiamo pensato che la seconda settimana di settembre poteva essere rischiosa per il meteo andando nel nord, quindi abbiamo optato per la parte sud, facendo due tappe: due notti a Pula e cinque a Sant’Antioco.

Di Sant’Antioco ci avevano parlato molto bene diverse persone. Purtroppo tutti i pareri (entusiasmanti) che abbiamo tenuto in considerazione erano di gente che c’era stata in agosto. Beh, che dire…a settembre è diverso…

La natura dell’Isola di Sant’Antioco (detta l’Isola nell’Isola, anche se è collegata alla Sardegna da un breve ponte) è senza dubbio selvaggia, le spiagge sono tranquille ed il mare molto bello. Col traghetto si raggiunge in breve tempo (imbarco a Calasetta, 7km dalla cittadina di Sant’Antioco) l’Isola di San Pietro, con la caratteristica Carloforte, un pezzo di Liguria in Sardegna, dove sono da non perdere la visita di una tonnara e…la pasta alla carlofortina (pesto, tonno, pomodoro…to die for!!). Sempre in meno di un’ora, però ritornando verso la Sardegna, siamo stati a Porto Pino, meravigliosa per l’immensa spiaggia di dune bianche, chè può raccontarle anche il miglior scrittore del mondo, ma finchè non si vedono non si resta a bocca aperta!!

Nota dolente anche per noi che non siamo per la mondanità è che la sera, in settembre, i negozi sono chiusi, i pochi bar vuoti e tristi, niente bancarelle (cho c’è stato in agosto dice che invece ce ne sono di carine)…insomma, dopo cena a letto presto!!

Sardegna-Sant’Antioco in breve:

Periodo: seconda settimana di settembre 2010, 5 giorni

Tipo di viaggio: all’insegna del relax, in coppia, in aereo con Ryanair da Pisa a Cagliari, con una Smart noleggiata tramite Autoeurope da Cagliari a Sant’Antioco

Da non perdere: il giro dell’isola (pensavamo di farlo in bici, ma, visti i saliscendi, abbiamo optato per il nostro potente mezzo a motore; un giorno a Carloforte; la spiaggia di Porto Pino; un giro in mare su un pescherecchio che fa “Pescaturismo”.

Dove pernottare: consiglio vivamente il “B&B Gaulos“, dove io e mio marito siamo stati benissimo. In particolare mi è piaciuto per:

  • prezzi modici;
  • proprietari estremamente disponibili, amichevoli ed accoglienti;
  • colazione ottima e abbondante;
  • biciclette a disposizione degli ospiti.

Per maggiori dettagli, potete leggere la mia recensione su Tripadvisor.

Voto: 9/10.

Dove mangiare: i proprietari del Gaulos ci hanno consigliato vari ristoranti e pizzerie. Tra questi segnalo:

  •  “Da Renzo e Rita”, a qualche pedalata dal B&B, locale un pò datato ma cucina e pizza eccellenti. Voto: 8/10;
  • “Da Silvana”,  una  baracchina nei pressi del ponte che collega l’Isola di Sant’Antioco alla Sardegna: chi c’è c’è, alle 20,30 portano in tavola il loro menù fisso di mare buono ed economico. Voto: 7/10;
  • Sulla “Motobarca Alessandro Primo”, dove abbiamo fatto pescaturismo e mangiato l’ottimo pescato. Voto: 9/10.

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6 thoughts on “La Sardegna selvaggia: Sant’Antioco”

  1. […] solite questioni di ferie, siamo andati la seconda settimana di settembre. Un pò a Pula, un pò a Sant’Antioco. Quoto Pula, un concentrato di storia (nel paraggi c’è la colonia fenicia di Nora) e mare […]

  2. […] Se invece siete curiosi di leggere il racconto del mio viaggio in Sardegna, vi rimando a questo vecchio articolo La Sardegna Selvaggia: Sant’Antioco. […]

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