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Comments

  1. Matteo says

    Grazie Silvia!
    ho letto il bellissimo post che però vorrei commentare…
    Sono d’accordo con te sulla perdita di poesia facendo arrivare i doni con macchinone e scorta dei vigili, ma ovviamente tutta la burocrazia di oggi un tempo se la sognavano…
    Però ti assicuro che la magia della befana non è persa, né ridotta: si vede nelle chiacchiere delle persone quando portano i pacchi alla sala, si osserva nella catena di bambini, ragazzi, adulti e anziani che insieme caricano doni sui “carretti”, si scorge nei sorrisi (o nei pianti perché spesso succede ai più piccoli) dei bambini quando arriva la tanto attesa “vecchietta”.
    I tempi passano, le modalità purtroppo devono cambiare, ma, come hai detto tu, il motivetto della befana e lo spirito di tutti quelli che vi partecipano non è cambiato e non cambierà mai!

    • silviaceriegi says

      E’ cambiato tutto, Matteo… capisco… i bambini di ora conosceranno solo la befana scortata… e magari tra trent’anni la rimpiangeranno come io rimpiango quella sul mitico ciuchetto…
      buona befana!!

  2. erdematt says

    Il bello di vivere in un micro paese come Giano (e le sue frazioni) sta anche nel fatto che da noi la Befana non arriva scortata, ma, come ad esempio in piazza a Montecchio, a piedi od al massimo con un ApeCar alla porta del paese perchè il centro (che è mezzo paese…) è interdetto alle auto.
    Io non ho mai amato le feste a comando, ho sempre preferito, sin da piccolo, i regali a sorpresa, e continuo a predicare questo dettame, anche con mia moglie, che a volte non capisce perchè debba farle un regalo il 30 dicembre o chissà quano ancora…
    Pace e bene a tutti…

  3. marilena says

    Ciao Silvia e auguri a tutti!
    La befana di Vecchiano, quella vecchia anteguerra, richiederebbe un post, o meglio un capitolo o addirittura un libro intero. Purtroppo se ne perde la memoria e le fonti, ma i tuoi genitori penso che ne sappiano qualcosa.
    Io ci ho provato l’anno scorso di questi tempi, con un post: http://schiaccianoci1.blogspot.it/2012/11/cara-befana-se-vieni-casa-mia.html, dove almeno la prima strofa di quel testo che tu non hai mai conosciuto è presente….e la “befanata ” prosegue, in versi ottenari : prima il saluto, poi , secondo, l’accoglienza ricevuta, la serenata o il, congedo ironico…ci vorrebbe un esperto.
    Per me sono ricordi di paese e di famiglia, che a suo tempo ho cercato di trasmettere anche a scuola e, con un po’ di fatica, ne vale la pena!
    Buona Befana, in tutti i modi è sempre una cosa nostra e dei nostri bambini:)
    Marilena

    • silviaceriegi says

      Marilena, buone feste e buona befana anche a te. ho aggiunto il link al tuo articolo, certa di far cosa gradita anche a chi passerà di qua… la perdita della memoria delle tradizioni è purtroppo inevitabile… anche se noi remiamo contro!
      a presto

  4. Laura says

    Ciappe era mio zio e se n’è andato da quasi due anni. Era un mito, sempre con il sorriso sulle labbra…Era da qualche anno che non accompagnava più la Befana. I “carrettini” illuminati erano aumentati per l’estensione del paese (se non sbaglio sono arrivati a tre) e già da quando mio figlio era piccolo (metà anni ’90) servivano i trattori per trainarli…Anche se l’atmosfera non è uguale, l’importante è che la tradizione continui…

    • silviaceriegi says

      Sono d’accordo, Laura: sia sul tuo zio e il suo mitico ciuchetto che sulle tradizioni che devono continuare. A mio figlio che ha un anno e che conoscerà solo la befana sul trattore scortata dai vigli, il racconto delle befana di quand’ero bambina io sembrerà antidiluviano. L’importante è che la befana ci sia sempre ad accompagnare i sogni dei piccini ed i ricordi dei grandi…
      grazie per esser passata di qua.
      a presto!
      Silvia

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