Il murale di Keith Haring a Pisa: un mondo (e un libro) colorato da scoprire fin da piccoli

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Scrivo sempre troppo poco della mia città, invece Pisa è molto di più della Torre Pendente e della Piazza dei Miracoli.

La vivacità di Pisa è data dal suo essere città universitaria, brulicante di gioventù a tutte le ore del giorno e molte anche della notte.

La vivacità di Pisa potrebbe essere riassunta in un murale: Tuttomondo, di Keith Haring.

Di fatto, Tuttomondo riassume tutto il mondo, com’è o come Keith Haring sognava che fosse.

Ma facciamo un rewind.

Tuttomondo è stato dipinto nel 1989 su un grande muro dietro la chiesa di Sant’Antonio (poco lontano dalla stazione). All’epoca lì davanti si trovava la stazione della Lazzi. Ero piccina, non ne avevo sentito parlare e ammetto di aver alzato gli occhi a guardare “tutti quegli omini” quando ho iniziato a bazzicare la zona, andando al liceo.

Per i miei bimbi quel murale è invece un pezzo della città, qualcosa di storico. Per loro potrebbe essere antico quanto la torre, tanto è ormai una parte integrante del bello di Pisa. Tra l’altro lì davanti si trovano una buona caffetteria e un piccolo parco giochi (in parte già distrutto, ma succede!) e capita spesso di fermarsi con loro.

Ho provato qualche volta a raccontar loro qualcosa, ma non con grande esito, fino a che Marco (8 anni) un giorno è tornato da scuola annunciando che la settimana successiva sarebbe andato “a caccia di figure geometriche da fotografare” tra il murale di Keith Haring e la Piazza del Duomo. È tornato con la sua macchina fotografica usa e getta colma di scatti che abbiamo subito fatto sviluppare, alla vecchia maniera: quella era la SUA gita, quelle erano le SUE foto e dovevano essere in mano a LUI.

Quando gli ho portato a casa il libro di Francesca Bianchi e Elisa Bani “Pisa è Tuttomondo – Il murale di Keith Haring raccontato alle nuove generazioni”, la prima cosa che ha fatto è stata prendere le sue foto e iniziare sfogliarle. Sono buffi i bambini.

Gli ci sono voluti diversi giorni prima che prendesse in mano il libro e iniziasse a sfogliarlo, leggendo qualcosa in qua e in là. Sono convinta che quando sarà il suo momento lo leggerà e lo porterà in classe per parlarne con le maestre e i compagni. Ci vuole tempo…

Invece Giacomo (4 anni) è un grande ascoltatore di libri e di storie e un attento viaggiatore. Qualche sabato fa ci eravamo fermati a giocare proprio al parchetto là davanti; lui era rimasto colpito da tutti quegli omini colorati e ieri pomeriggio, complice la pioggia che ci spingeva a stare a leggere sotto la copertina, gli ho proposto questo libro. Ho iniziato leggendogli “le storie”, così gliele ho proposte, di Marco Malvaldi e di Francesco Moretti, che si trovano nelle prime pagine, quindi siamo passati (non me ne vogliano le autrici, ma l’attenzione stava iniziando a scemare!) a osservare le varie figure del murale, che sono raccontate una alla volta in maniera davvero a misura di bambino (brave!). Da una parte una figura, disegnata da Matteo Simili, dall’altra la spiegazione. Io leggevo, Giacomo rintracciava il particolare sulla copertina. Ci siamo divertiti un mondo. Anzi, un Tuttomondo!

Non ci sono libri adatti o non adatti a un bambino, ma c’è l’abilità dei genitori o degli educatori di proporre il libro giusto al momento giusto.

“Pisa è Tuttomondo – Il murale di Keith Haring raccontato alle nuove generazioni” di Francesca Bianchi ed Elisa Bani, con le illustrazioni di Matteo Simili, edito da Marchetti Editore, è un libro che non può mancare nella libreria di ogni “pisanino” o “pisanina” e di chi si reca a Pisa con i bambini e vuole lasciarli a bocca aperta e col naso all’insù.

È anche un libro interattivo, con domande e spazi da colorare. Si trova nelle librerie (pisane e non solo) e può essere ordinato anche sul sito dell’editore.

Francesca ed Elisa lo presenteranno anche al Pisa Book Festival sabato 9 novembre 2019 alle 17,00 in Sala Rossa. Io dovrei esserci!

Le foto sono delle autrici.

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