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Comments

  1. Ernesto de Matteis says

    Mi fai arrossire, Silvia…
    Mi piace solo puntualizzare che, se sono come sono, comunque lo devo ai miei 21 anni torinesi, per cui d’accordo la natia Puglia, adoro il mio Paradiso in terra Giano dell’Umbria, ma non va dimenticata la mia città, quella Torino croce prima e delizia ora per la quale mi sono prodigato per tanto tanto tempo… Ti aspettiamo qui ai piedi dei Monti Martani!!!

  2. silviaceriegi says

    Ernesto,
    ai piedi dei Monti Martani spero di venire quanto prima…mi piacerebbe a primavera…riguardo la tua Puglia, la tua Torino e Giano…che dire, ci rilasci un’intervista, così ci racconti un pò di luoghi visti dal tuo obiettivo fotografico??
    hasta pronto!!
    Silvia

  3. Ernesto de Matteis says

    Vi rilascio un’intervista…
    Mi sembra ieri che un giovane ragazzo per poter comunicare col mondo si chiudeva in una piccola radio locale a Manduria, provincia di Taranto. Quel ragazzo ascoltava tanto e leggeva ancor di più, ma parlava molto molto poco…
    Aveva letto da qualche parte che per poter avere qualcosa da dire bisogna prima studiare, approfondire, ascoltare, sapere… Quando ad un certo punto si sentì pronto, seppur giovane anagraficamente, coi suoi 15 anni decise che era arrivato il momento di raccontare quel che sapeva, perchè sempre da qualche parte aveva letto che era insensato studiare per tenersi tutto dentro, e che scopo ultimo dello studio era insegnare, erudire e condividere chi non sapeva ciò che si conosceva. Quel ragazzo divenne un deejay radiofonico, che si trasferì a Torino per realizzare il sogno della vita, parlar d’architettura attraverso la storia, materia adorata sin da piccolino.
    La vita volle trasformare uno studente appassionato e cronico osservatore in un restitutore di osservazioni: la fotografia non lo aveva neanche sfiorato fino ad allora, ma fu il mezzo che utilizzò dapprima per continuare a mantenersi gli studi, e poi per diffondere le proprie idee, il proprio modo di essere, e per insegnare. Perchè quel ragazzo da studente si trovò ad insegnare prima in Accademia di Belle Arti e poi in Università degli studi coi coetanei di Scienze della Comunicazione, lavorando e trasformando una passione nel mezzo di sostentamento che tante soddisfazioni gli fece cogliere, come gelare l’eclisse totale di sole del 1999 o restituire il ritratto dell’uomo idolo di una vita, Leonardo, su una pellicola fotografica.
    Il resto è vita di ogni giorno, fatta di dolori e sapori, felicità ed odori, a colori ed in bianconero, che ha per punto di riferimento un piccolo enorme uomo, che l’ha portato a vivere la seconda parte della sua vita al suo cospetto: Francesco d’Assisi.
    Siate felici…
    Pace e bene.
    Umilmente vostro, Ernesto.

  4. emanuela says

    Sono Emanuela,
    Vi scrivo dai piedi dei Monti Martani, anzi dai fianchi dei Monti Martani visto che siamo in collina sui 500 mt
    Sono molto contenta di aver consciuto Silvia e Ernesto e spero vivamente di collaborare con entrambi, spero di far muovere le idee ed i sogni insieme.
    Si sa, l’Umbria ti costringe alla meditazione, la meditazione ti costringe a prendere delle posizione ed è per questo che gli umbri sono Santi o Capitani di ventura.
    Silvia probabilmente è una guerriera, Ernesto lo immagino invece un sognatore viaggiante, o un viaggiatore sognante.

    Vi aspetto e siate felici
    Emanuela

  5. silviaceriegi says

    Grazie Emanuela e grazie Ernesto dei vostri interventi. Non conosco di persona la zona dove vivete…sono sempre stata nell’Umbria “classica”: Perugia, Gubbio, Assisi…non vedo l’ora di venirvi a trovare. Nel frattempo ospito con grande piacere su Trippando i racconti, le foto, le sensazioni dei vostri bellissimi posti…
    a presto!!!
    Silvia

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