Maremma: Picchi e le ostriche rosse…ma solo per Napoleone

Sabato sera (7 settembre nda), presso lo stupendo tramonto che ogni sera si offre agli occhi degli ospiti dell’hotel Cala Piccola, ho avuto il piacere di incontrare Fabio Picchi.

Tramonto su Cala Piccola

Per chi non lo conoscesse, ma ne dubito, è uno fra i più noti ristoratori d’Italia, proprietario dei luoghi del gusto Cibrèo e Cibrèino a Firenze, fondatore del Teatro del Sale ma, soprattutto, un esperto “salivatore”, vale a dire capace di farti venire l’acquolina in bocca stando solo ad ascoltare le sue storie, i suoi suggerimenti ed i suoi consigli.

Ospite della Condotta Slow Food Argentario e dell’Hotel Cala Piccola per presentare il suo libro: “Ostriche rosse per Napoleone”, Picchi ha condiviso con i partecipanti, una piacevole serata spaziando dalle storie della sua famiglia, dalla quale ha ereditato i geni del buon mangiare, piccoli accenni alla storia del libro e al suo protagonista, Napoleone, e tante curiosità da farci quasi dimenticare l’aperitivo che ci stava attendendo.

Picchi_2

Adoro stare ad ascoltare persone di sapienza ma, soprattutto, ammiro coloro i quali, come il simpatico chef fiorentino, amano elargire gratuitamente il loro sapere sapendo che, come una reazione a catena, questo si spanderà in poco tempo perchè si sa, quando veniamo a conoscere qualcosa di interessante, ci piace farci belli con chi ci circonda.

Ed eccomi qua a farmi bella, condividendo almeno un paio di cose che mi hanno incuriosito di più come la storia della bandiera elbana, regalata da Napoleone agli isolani e che riporta tre api, probabilmente simbolo della laboriosità degli elbani, ma sulle quali Fabio Picchi ha subito deviato sul gusto e sui sapori dicendo che il miele prodotto nell’area dell’Arcipelago Toscano è fra i migliori perchè prodotto dalle api meno stressate che si conoscano. Ma guarda un pò!

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La seconda, mi piace ancora di più perchè mi ha fatto scoprire uno di quegli alimenti che, pur essendone riconosciute le loro benefiche proprietà, sono pressochè sconosciuti sulle nostre tavole, la Chia (leggi Cia), i semi di una pianta, la Salvia hispanica, pianta indigena del Messico e del Sud America, usata dagli guerrieri Atzechi per sostenerli nei lunghi spostamenti grazie all’alto tasso di Omega 3, ad una perfetta miscela di ammoniacidi e agli ossidanti, come la Quercetina, che contiene.

Oggi si trova anche in commercio, ovviamente non nei supermercati, perchè coltivata da migliaia di contadini ed è considerata un elemento chiave per il nostro benessere.

Solo adesso mi rendo conto che ho parlato poco del libro per il quale la Condotta Slow Food locale ha organizzato l’evento, ma dato che ho avuto il piacere di acquistarlo con l’autografo caldo caldo del suo autore, ve ne potrò parlare solo dopo averlo gustato… oppure provate ad assaggiarlo da soli.

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Alla prossima!

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