Ocriculum risorgerà!

Ocriculum è una città antica. E’ una città i cui primi insediamenti risalgono all’ VIII secolo D.C. e che nel corso degli anni ha sviluppato, per la sua posizione strategica al confine tra l’Umbria e la Sabina, fiorenti scambi commerciali con la vicina antica Roma attraverso il suo porto e dell’Olio sul Tevere e la via Flaminia. Oggi la moderna Otricoli è arrampicata su una collina che sovrasta il parco archeologico che mostra e nasconde le tracce di un passato fulgido e fiorente. L’antica Ocriculum fra il 569 e il 605 D.C. fu distrutta durante  l’invasione longobarda.

Sono stata ad Otricoli (ops, Ocriculum AD 168!) il 14 giugno. Nel pomeriggio un acquazzone ha fatto chiudere la festa. Ma Ocriculum risorgerà: il 28 e 29 giugno ci sarà di nuovo. Per avere info in tempo reale, registratevi sull’evento facebook)

Il Paese partecipa praticamente per intero alla manifestazione, con cuore entusiasmo e dedizione. Organizzati, non so bene, da quale mano della provvidenza, ciascun abitante ha il suo compito: quello di far rivivere per due giorni le rovine del parco Archeologico come se il tempo non fosse mai passato.

L’ingresso è ricostruito, la porta del tempo è il passaggio tra l’oggi e l’ieri e mentre si passa da questo passaggio obbligato bisogna cambiare gli euro con i sesterzi per calarsi ancora di più nell’atmosfera.

porta del tempo

sesterziL’antica valuta legale oltre quella porta servirà per acquistare i manufatti artigianali, le pietanze e le bevande che all’interno dell’antica Ocriculum vengono offerte come nei mercati ai tempo di Marco Aurelio. Il primo impatto con l’AD 168 è forte, le prime pietre che si calpestano oltrepassata la porta del tempo sono gli antichi lastroni della via Flaminia. Respiri e chiudi gli occhi e davanti a te si materializzano “Poppee”, “Messaline” e i senatori che hai visto solo nei libri di storia, ma non me li sto immaginando sono proprio davanti a me.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALungo la Flaminia i banchi dell’erborista, del ceramista, delle erbe aromatiche e del conio della moneta e prima di lasciare la Flamina, il Theropolium: una taberna dove vengono serviti grossi bicchieri di Acqua dai vasi di terracotta e pagnotte ripiene di ceci, arrosticini e porchetta.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn Ninfo sulla destra rimane quasi nascosto dalla fitta vegetazione, un ninfo di 50 metri. Poi si entra ancora più nel vivo, chiudi gli occhi nuovamente e immagini la vita quotidiana di questa piccola città! E di nuovo non è immaginazione: le terme sono popolate, le vestali, pepli bellissimi e fiori nei capelli, sembrano giocare sotto la porta delle terme. A fianco, un magister racconta qualche cosa ad una platea di piccoli uditori seduti in cerchio. Nel banco del vasaio una “maestra” d’arte e la sua piccola allieva modellano la creta, mentre dalla parte opposta, il banco dei cesti e delle verdure viene preparato con meticolosa attenzione non lasciando nulla al caso. Non importa più chiudere gli occhi, immaginare, sentire il vociare delle persone nell’antico romano, l’odore degli animali che passano per la strada, il rumore degli attrezzi che ciascun artigiano utilizza per la preparazione dei propri prodotti. Non chiudo più gli occhi, ora sono davvero nell’Anno Domini 168. E come allora l’acqua si va a prendere alla fonte e mentre la vita dei mercanti e dei popolani prosegue serena, qualcuno si esercita nel tiro con l’arco, sperando di diventare talmente forte, coraggioso e valoroso da potersi unire ai legionari che sono accampati fuori dalle mura della città.

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAI legionari. Ad un tratto arrivano, entrano in corteo, sono due squadroni, portano orgogliosi i loro gagliardi e le loro bandiere, portano gli scudi, marciano e avanzano al grido del loro canto di trionfo e di dolore perchè questo è un corteo funebre, è il corteo dei legionari della LEG XVI FLAVIA che rientra per commemorare e seppellire i commilitoni caduti. Sono seri, composti, ordinati e urlano parole fiere e incomprensibili. Sembrano stanchi, sembrano provati, sembra che la guerra l’abbiamo combattuta davvero.

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Il corteo si dirige verso le Grandi Sostruzioni e il Teatro.

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Le Grandi Sostruzioni sono i ritrovamenti archeologici pù rappresentativi di Ocriculum. Sembra che fossero un espediente tecnico e ingegneristico per riuscire a creare una zona piana dove il piano e non c’era e poterci costruire sopra. Un tempio. Posso chiudere gli occhi, il tempio oggi non c’è più, le grandi sostruzioni sono lì a raccontare di come sotto il tempio quella struttura fatta a volte che serviva per reggere il luogo del culto servisse anche come magazzini per la conservazione di merci e prodotti.

 

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I Riti propiziatori vengono svolti ai piedi delle Grandi Sostruzioni e mentre passeggiamo su quello che era il palco del Teatro, vediamo che la città scende verso il fiume dove le attività quotidiane proseguono. D’altra parte lo sviluppo di Ocriculum fu dovuto proprio ai frequenti scambi commerciali che avvenivano con Roma attraverso il Porto dell’Olio costruito su una ansa del Tevere.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAAl Porto la Popina è in piena attività. La Popina è una taberna (tavola fredda) e le attività portuali di scarico e carico delle merci sono nel pieno, la “barca” ha preso la sua navigazione verso la grande capitale dell’impero, attendiamo il ritorno giocando come ai tempi, con quello che la natura ci offre.

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OLYMPUS DIGITAL CAMERARiprendiamo la via del ritorno, Il Dio Apollo oggi è implacabile e l’aria è talmente rovente da non poter respirare, Santi Numi! Sta tuonando, chi può aver fatto uno sgarbo a Giove? Prima che Il Dio degli Dei cominci a scagliare i suoi strali andiamo a vedere l’anfiteatro. Chissà se i Gladiatori si stanno preparando per lo spettacolo pomeridiano. Qualcuno c’è, qualcuno si nasconde, qualcuno vuole fare un agguato ai legionari che rientrano dal pranzo al campo, no di nuovo non sto immaginando: è tutto davanti ai miei occhi.

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Ma qualcuno deve proprio aver sfidato gli Dei, perchè il diluvio si abbatte su Ocriculum distruggendo la vita e gli accampamenti come fecero i longobardi durante la loro conquista.

Ebbene si, dobbiamo chiudere gli occhi per non farci accecare dalle grosse gocce che cadono dal cielo. Giove sta scagliando strali, suonando tamburi e seminando bombe d’acqua. Abbiamo oltrepassato la porta del tempo e ci siamo ritrovati in un diluvio universale di quelli che purtroppo, ultimamente, sono sempre più violenti e frequenti.

La pioggia ha insistito per circa due ore devastando il lavoro di centinaia di volontari che stavano dando vita al mito. La festa è stata irrimediabilmente rovinata, MA…. come spesso in passato è accaduto… e per mano di volenterosi abitanti di Otricoli, Ocriculum risorgerà! Risorgerà come prima e meglio di prima.

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La rievocazione è stata rimandata, si svolgerà nuovamente per un weekend intero dal 28 al 29 giugno, con le stesse modalità , nello stesso posto, con lo stesso programma. Io ne ho vissuto solo un giorno, anzi mezzo, mi sono mancati la battaglia dei gladiatori e lo spettacolo teatrale, voi avete l’occasione unica di vedere, provare a chiudere gli occhi mentre oltrepassate la porta del tempo e ritrovarvi ad Ocriculum Ad 168 nel suo più splendido fulgore!

Dimenticavo di dirvi una cosa importantissima: noi siamo stati ospitati per un paio di orette in quella che avrebbe dovuto essere la nostra sistemazione per la notte del sabato. Una bella casetta, pulita e organizzata presso il campeggio “Il Capitello“.

Abbiamo avuto modo e tempo di vedere velocemente il campeggio che è  all’interno del parco Archeologico. Il campeggio ha ampi spazi per camper, tende e roulotte, è dotato anche di casette/bungalow che sono in grado di ospitare fino a 6 persone contemporaneamente, dotati di tutta l’attrezzatura di cucina, e di bagno. Oltretutto c’è un enorme prato con campo giochi per i bambini, un ristorante e una bella piscina laguna bassa adattissima per i bimbi. Sistemazione ottimale per godersi tutta la rievocazione da mane a sera, visto la posizione a 5 minuti a piedi dal Parco Archeologico

 

 

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