Perdersi nella natura: le migliori cascine milanesi

In questo guestpost la nostra amica Bruna ci porta a fare un giro tra le cascine milanesi, raccontandoci la storia della loro origine.

L’immaginario collettivo descrive Milano come una città moderna, vivace e frenetica a qualsiasi ora del giorno, ma inesorabilmente divorata dal cemento. Sebbene tutto questo sia unanimemente riconosciuto, pochi sanno però che la dinamica capitale della moda, del design e della finanza nasconde nelle sue immediate vicinanze, e in molti casi anche nel bel mezzo di alcune delle sue numerose aree urbane, dei veri e propri angoli di paradiso bucolico fatti di verde, aria pulita e tranquillità: le cascine.

Si tratta di circa sessanta tenute agricole storiche di proprietà del Comune di Milano che, accanto alle attività produttive che esercitano da secoli, l’agricoltura e l’allevamento, si sono oggi aperte al turismo sostenibile e all’attività di divulgazione e di presidio della cultura e della civiltà contadina.

cascina cuccagna

Disposte a cerchio attorno all’area metropolitana, le cascine rappresentano un vero e proprio confine tra realtà contrapposte ma profondamente interconnesse tra di loro, come mondo industriale e rurale, luogo di produzione del cibo e luogo dove esso si consuma, mobilità lenta e traffico cittadino. Una scampagnata nei dintorni di Milano alla scoperta delle cascine più interessanti dal punto di vista storico e architettonico è una delle tante attività ricreative che il ricco territorio della capitale lombarda offre ai suoi residenti e ai suoi numerosi visitatori.

Se si visita Milano per breve tempo e non si dispone di un mezzo proprio, si può far uso di un buon servizio di noleggio auto e ritirare il veicolo all’aeroporto di Milano Malpensa per muoversi liberamente nel territorio senza condizionamenti.
La storia delle cascine

La presenza delle cascine nelle campagne milanesi, ma anche all’interno delle mura cittadine, è attestata già da alcuni documenti risalenti al X secolo. Si trattava inizialmente di piccoli agglomerati costruiti con materiali poveri, che nel corso dei secoli si trasformarono via via in grandi insediamenti rurali dove trovavano alloggio sia i proprietari – nobili latifondisti o importanti ordini monastici – che le famiglie dei lavoratori delle loro terre e degli allevatori dei loro bastimenti.

Ogni tenuta era totalmente autosufficiente e, per scongiurare il rischio di saccheggi notturni, tutti gli edifici che ne facevano parte erano costruiti sui quattro lati di una vasta corte interna; l’unico ingresso era rappresentato da una grande porta di legno che veniva chiusa al calar del sole e riaperta all’alba.

In tempi più recenti, quando la minaccia costituita dai ladri venne man mano arginata grazie ai maggiori controlli di polizia, divenne più comune l’impianto a corte chiusa su tre lati. Oltre alle varie abitazioni, ogni cascina comprendeva diversi locali adibiti a rimesse, depositi e fabbriche, rustici dove venivano alloggiati i polli e i maiali e, soprattutto, una grande stalla per le vacche.

Le cascine più importanti

Un perfetto esempio di cascina inserita all’interno della città è la Cascina Cuccagna, una delle più belle e conosciute in assoluto. Risalente alle fine del XVII secolo, questo imponente complesso si trova nei pressi di Porta Romana; negli ultimi anni è stata completamente ristrutturata e strappata all’abbandono grazie al lavoro di un gruppo di associazioni milanesi riunitesi in consorzio.

Oggi è un centro polifunzionale di aggregazione che ospita eventi culturali e promuove iniziative sociali di diverso genere.

 

Altro esempio di recupero ben riuscito è la Cascina Rosa, situata nel quartiere di Lambrate. In seguito alla decisione del Comune di affidarne la gestione all’Università, è stata completamente ristrutturata e dal 2001 ospita uno dei giardini botanici più importanti a livello europeo.

In zona Gratosoglio, nella periferia Sud di Milano, sorge infine la Cascina Basmetto, un’ampia tenuta agricola di oltre cinquanta ettari le cui origini risalgono al XIV secolo e che oggi viene gestita in affitto da una famiglia di agricoltori che producono prevalentemente riso e mais, ma che mettono a disposizione i loro spazi anche per eventi e spettacoli aperti al pubblico.

Varrà senza dubbio la pena perdersi in un mondo che difficilmente si immagina quando si pensa a Milano ma che è anche una realtà alternativa e vibrante per gli amanti del vero relax.

 

 

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20 thoughts on “Perdersi nella natura: le migliori cascine milanesi”

  1. Eugenia

    Ma che belle! E poi non dite che Lombardia significa solo industrie, smog e vita metropolitana!

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