#perilmondo: questa sono io…

Nonostante abbia accolto #perilmondo con grande entusiasmo (ormai la Signora Trippando si consulta quasi sempre preventivamente con la sottoscritta quando sta per partorire un’idea geniale), mi ha letteralmente spiazzato pormi questa domanda: che faccio io per il mondo?

Non sono una grande ambientalista nel senso stretto del termine. Ovvero: non faccio quotidianamente distanze agevolmente percorribili in bicicletta, né amo con tutta me stessa la differenziata porta a porta, pur comprendendone le ragioni a pieno, perché presenta dei problemi pragmatici non indifferenti (almeno da queste parti). Ho il pollice marrone. Non riciclo per altri usi plastica, pvc, vetro e quanto altro le blogger creative ci insegnano. Se proprio vogliamo dirla tutta, non son nemmeno così attenta allo spreco di acqua e luce.

waterperilmondo

L’unica attenzione voluta che ho in questo senso è l’uso di tutto ciò che riguarda la cosmetica, la cura e la pulizia del proprio corpo non testato su animali e provenienti il più possibile dal mondo vegetale. E mi impegno a divulgarli. Ma onestamente mi par pochino…

Credo che la maggior parte delle azioni che noi facciamo e che consideriamo per il mondo ormai, per la maggior parte di noi, facciano parte del nostro quotidiano, dei valori con cui siamo cresciuto o di quelli in cui ci siamo riservati di credere nonostante il modo (e il mondo) in cui si è cresciuti.

Naturalmente mi verrebbe più facile sfornare una lista di “to do” per il mondo. Perché del resto, mancando totalmente delle azioni di cui sopra, l’introspezione costa fatica.

Non posso dire che per il mondo cerco di non essere polemica perché non è così; non posso dire che per il mondo cerco di portare un sorriso ovunque perché so che quando mi girano mi si legge in fronte immediatamente; non posso dire che per il mondo sono umile perché mi sembrerebbe di essere particolarmente ipocrita. Non posso dire nemmeno di non essere una dal pregiudizio facile o dal giudizio abbastanza immediato, ritenendo, oltretutto, che in realtà anche dietro la più candida affermazione “io non giudico” ci sia di fatto una lieve forma di giudizio. Se vogliamo sono anche abbastanza supponente. E non sono certo il tipo dal “pace e bene” facile. Ma siccome ho lottato per essere così, sarà dura cambiarmi, anche fosse #perilmondo…

E quindi? Che posso raccontarvi? Beh… Credo che la risposta più sensata e sincera sia questa: cerco di creare connessioni tra le persone che mi circondano e che conoscendosi potrebbero tirar fuori dal cilindro quanto di più straordinario ci sia… per il mondo, appunto. E provo a far emergere, nel mio piccolo e modesto lavoro giornalistico e di consulente editoriale, storie che possano lasciare il segno.

Storie scritte da penne rare, che non venderanno mai un milione di copie, che non saranno mai dei best seller, ma che sono preziose per chi le riceve, per chi decide di leggerle. Storie non banali, storie che possono arrivare nelle scuole, in mano ai bambini e ai ragazzi delle scuole medie e superiori. E quando si decide di mandarle in stampa non è quasi mai per business (non lavoro in Mondadori), ma è soltanto perché si crede in ciò che sta tra quelle righe. In un momento e in un paese in cui sappiamo bene in che stato disastroso versa la lettura e la sua promozione. E quindi per me è per il mondo  anche ogni singolo post che metto sulla mia bacheca che vada in tale direzione. È per il mondo quando decido che – pur rimettendoci economicamente – percorro chilometri su chilometri per i progetti e per i libri in cui credo.

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E poi penso… e ci ripenso… e mi viene in mente una frase di mia sorella una mattina a colazione, in tempi non sospetti, che diceva più o meno così: “Beh, alla fine è per il mondo se non hai mai accettato l’idea di un posto fisso, ripartendo da zero, decine di volte, investendo soltanto su te stessa e sulle tue capacità e rinunciando ad avere accanto chi questo di te non l’avrebbe mai capito.”

E posso assicurare che lei non intendeva solo il mio mondo, la mia realizzazione professionale… ma questa è un’altra storia!

Ah, un’ultima cosa: #perilmondo non smetterò mai di essere riconoscente a mia madre e mio padre che mi hanno permesso di intraprendere un percorso lavorativo non semplice, ma soprattutto perché – andando per il mondo – mi hanno insegnato che al mondo ci si può stare in tanti, tantissimi modi; per star bene, però, è necessario trovare quello più adatto per star bene con se stessi prima di tutto.

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21 thoughts on “#perilmondo: questa sono io…”

  1. Eugenia

    Bella Sara ed il suo #perilmondo!

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