Piccole cose, grandi momenti: una passeggiata in famiglia

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Credo capiti in tutte le famiglie. O, almeno, per noi è sempre stato così: ci sono periodi in cui si riesce a viaggiare parecchio ed altri in cui… no, ogni volta che si prova a partire, c’è qualcosa che va storto. La primavera appena passata se ne è andata proprio in questo modo: senza nemmeno un weekend fuori e pure con pochissime uscite fuori porta, dato il meteo sempre barcollante.

Non appena è finita la scuola di Marco, siamo invece entrati in modalità countdown per il nostro prossimo viaggio, una meta che a me non entusiasma, ma che invece vede il consorte e i piccoli di casa ben carichi e contenti. Ci siamo fatti un weekend al mare in Versilia e ci stiamo pian piano abituando al caldo improvviso e alle diverse abitudini. Con Giacomo ancora alla materna, Marco al centro estivo e io al lavoro ad un progetto particolare ed entusiasmante, di cui parlerò presto su queste pagine e per cui mi state leggendo davvero poco, nell’ultimo periodo, la gestione familiare è stata ancora più difficile e tutta sulle mie spalle.

Però quando Enrico rientra abbastanza presto e i bimbi non sono eccessivamente stanchi, godiamo delle piccole cose, della presenza reciproca e contemporanea, dello stare tutti e quattro all’aria aperta, quell’aria aperta che mai ci è mancata come in questa piovosa primavera. Di solito usciamo con la bici: una delle nostre mete preferite è la zona del Lago di Massaciuccoli, che, tagliando per le strade bianche ed arrivando al versante vecchianese, quello più selvaggio, è una pedalata fattibile in poco più di un’ora da casa nostra, con pedalata a misura di bambino, con qualche fermata per raccontare qualche aneddoto o per fare qualche osservazione. Si sta fuori, si sta insieme, si cerca di far diventare un grande momento lo stare insieme, si cerca di far apprezzare ai bimbi la natura che ci circonda ed il bello che ci offre a pochi chilometri da casa nostra.

Per i bimbi i giri in bici sono i preferiti, mentre a noi piacerebbe di più camminare o correre. Non è semplice riuscire ad uscire tutti e quattro per una passeggiata nei dintorni: c’è un quasi ottenne troppo pigro ed un quasi quattrenne troppo attivo. A volte ci boicottano le uscite e siamo costretti a fare i turni per poterci muover un po’. Altre si riesce ad uscire con Marco in bici e Giacomo nel passeggino leggero. Altre ancora Marco dice di voler camminare con noi. E allora è la fine: non appena suo fratello scende dal passeggino per osservare qualcosa (c’è gente curiosissima, da queste parti!): tadaaan! Lui sale a bordo e allora è faticossimo, un genitore deve spingere il passeggino leggero con quasi trenta chili di figliolo su, l’altro gentore deve portarsene una quindicina in braccio o a spalle, perché i dispetti tra fratelli sono così: quelli che ci rimettono, qui da noi, sono sempre i genitori. Non so ancora come faremo per il viaggio prossimo, dove avremo tanto da scarpinare e non abbiamo ancora deciso se portare con noi il passeggino leggero, rischiando che ci salga Marco, oppure lasciarlo a casa, col problema che Giacomo la sera ne ha ancora davvero bisogno.

Abbiamo ancora una settimana, prima di partire. Studieremo…

Voi, come siete messi a “figli e passeggini”? Se siete in cerca di un passeggino leggero, su Habu.it trovate un’ottima guida per scegliere quello che più si adatta alle esigenze vostre e dei vostri figli. Perché l’importante non è viaggiare alla scoperta di mete lontane, ma apprezzare le piccole cose che ci circondano, trasformare una serata qualunque in un grande momento per stare insieme, tutta la famiglia!

Photo credits: Marco Fagiolini. Cioè il Toparco…

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