[Pillole di (Travel)Blogging] – 21 Il Punto e Virgola

Il punto e virgola; questo sconosciuto.

[Rewind]

Torno a parlare di lingua italiana perché è uno dei temi più richiesti da parte degli amici e dei lettori delle Pillole di (Travel)Blogging e delle Pillole di Blogging.

Il PUNTO E VIRGOLA

Ho dedicato una delle prime pillole allo scrivere: cosa, dove, come, quanto (la trovate qui) e non molto tempo fa sono ritornata sull’argomento lingua italiana, con tre infografiche da tenere sempre sott’occhio (eccole qui).

Devo parlarne ancora. Lo so: sono una cacacà.

Domenica scorsa, quando ho presentato Pillole di Blogging al Caffè dell’Ussero di Pisa, Sara Missorini, che moderava l’incontro, mi ha chiesto quali fossero i requisiti per un blogger che volesse trasformare il suo fare blogging in un lavoro. Non ho potuto fare a meno di dire che uno di essi, insieme all’aver da raccontare e il saperlo raccontare (evviva lo storytelling!), fosse proprio il saper comunicare nella lingua in cui uno scrive.

Sembrerebbe banale, ma non è così. Nella realtà, la maggior parte dei blog è poco curata a livello grammaticale.

A volte si leggono strafalcioni. C’è uno “spiazzale”, anziché piazzale, che mi ricorderò finché ho vita, così come ricorderò di aver chiuso immediatamente il blog che stavo leggendo, tornandoci poi di tanto in tanto solo per la “caccia all’errore”, perché questi errori non vengono mai da soli.

A volte si capisce che il testo non è stato riletto, per cui si hanno periodi senza senso o in cui bisogna lavorare d’intuito per comprendere cosa l’autore voleva dire.

A volte si hanno errori grammaticali classici (h che vanno e vengono, per esempio).

A volte, invece si leggono periodi in cui non si capisce assolutamente nulla per via della punteggiatura. Ok, io metto troppi punti. E la “e” dopo il punto. È la mia licenza poetica. Posso? Dicevamo… Virgole messe a caso; punti e virgola inesistenti; due punti idem come il punto e virgola, punti (fermi) messi anch’essi ad cazzum e la saga (ma anche la sagra!) dei puntini di sospensione (tre sono e tre devono essere!) e dei punti esclamativi ed interrogativi (uno alla volta, per carità!).

Fine della smaestratina con la matita rossa sempre pronta a metter quattro.

Scrivo da lettrice di blog: a me passa la voglia di leggereun blog quando ho difficoltà a farlo perché i testi sono scritti male. Ultimamente, ho letto un paio di articoli sull’importanza del contenuto e sullo scrivere meno, ma scrivere meglio. Dico la mia (è nòva!): sullo scrivere meno, credo sia giusto che ciascuno scriva e pubblichi quanto vuole sul proprio blog; sullo scrivere meglio, invece, non ho dubbi. Prendetevi tempo per fare buone letture (i libri, sì, ma anche i giornali, perché quelli siamo sicuri che siano scritti bene!). Non si impara a scrivere scrivendo, ma leggendo. E leggendo chi scrive bene. Può capitare, poi, che nel bel mezzo di un romanzo o di un giallo vi arrivino degli insegnamenti utili, come quello che offre il mio amico Malvaldi, in Argento Vivo (che è tutto, tranne un libro sulla lingua italiana!). La sua brillante definizione del punto e virgola è da mandare a memoria!

Il punto e virgola è una sorta di piccolo regalo a chi legge. Una modo amichevole per dirgli: “Guarda, non dovrei dirtelo, ma la due frasi complete che leggi prima e dopo di me in realtà sono in relazione. Non ti dico quale relazione, ma se sei un lettore sei talmente intelligente che puoi arrivarci da solo”

Parlando di errori ed orrori… poi c’è anche la consecutio temporum, ma quella la lascio per un nuovo approfondimento.

Che atteggiamento avete nei confronti di orrori ed errori? Io ormai è un po’ che ho deciso di boicottare i blog con articoli scritti in un brutto italiano. Quando leggo voglio trovare nuovi stimoli e non arrabbiarmi perché la gente scrive male.

Nutro una pietà per i refusi, gli inevitabili errori di battitura che si distinguono a mille miglia di distanza dagli orrori; forse perché io stessa ne semino parecchi, anche se una rilettura accurata, magari a distanza di qualche ora o un giorno da quando si è scritto l’articolo, aiuta molto ad eliminarli.

Per fare un bel ripasso di italiano, vi consiglio di leggere L’italiano. Lezioni semiserie di Beppe Severgnini. È un libro molto, molto scorrevole; da leggere, magari facendo anche qualche risata qua e là e poi rileggere e tenere sempre a portata di mano, novello dizionario di punteggiatura e costruzione delle frasi. Dato che ci eravamo proposti di leggere un libro al mese ed io non sono nemmeno a metà di Lezioni di SEO Gardening di Francesco Margherita, facciamo che per aprile vi consiglio questo, che io conosco piuttosto bene. Io, nel frattempo, cerco di finire l’altro!

Vi aspetto per commenti sui libri e sul blogging in generale sul Gruppo Facebook Blogging Experience.

Related posts

5 thoughts on “[Pillole di (Travel)Blogging] – 21 Il Punto e Virgola”

  1. Si, di tanto in tanto utilizzo anche io punto e virgola. Per il resto, a volte si tende a riportare nei post una terminologia propria dell’uso dialettale, come fai tu con le simpaticissime espressioni toscane. Ad esempio mi sembra che “spiazzale” e, non piazzale, sia proprio un termine utilizzato nel linguaggio corrente di non-so-quale-dialetto. Adoro invece accoppiare punto esclamativo ed interrogativo allorquando voglia esasperare un’esclamazione. Refusi, periodi sconnessi e grammatica latitante, ultimamente mi capitano sempre più spesso. Ironia della sorte lavoro (lavoro è una parola grossa-lavoricchio) come proofreader; tutto il giorno con gli occhi incollati al monitor a caccia di errori di sintassi e grammatica in testi chilometrici. Così, quando scrivo un post per il mio blog, mi ritrovo a farlo senza lo “scettro del potere” del correttore di bozze. E, capita molto spesso, che alcuni errori e strafalcioni li individui solo dopo tanti mesi, magari rileggendo un mio vecchio post per caso! Detto questo no, io non boicotto i blog con errori/orrori: mi piace leggerli a prescindere. Magari non ne apprezzerò la perfezione ma, posso comunque trarne ispirazione, notizie utili o, semplicemente, farmi una risata…come del resto può accadere a chi legge il mio, di blog! Spero che il tuo timpano stia meglio Silvia 😉
    Colgo l’occasione per ricambiarti gli auguri di Buona Pasqua/Pasquetta della tua newsletter!
    Un saluto
    Daniela

  2. Grazie Silvia! Condivido quanto scrivi, anche io mi ritrovo nelle tue parole: sarebbe che in molti rileggessero prima di pubblicare! Grazie

  3. Certo in blog professionali o che a tale si atteggiano refusi, un italiano precario e cose così sono poco perdonabili e a volte fastidiosi. Non parliamo poi quando questi difetti sono riscontrabili in giornali online o altri siti di informazione, ma torniamo ai blog. Ci sono blog che hanno una cura particolare, o almeno credono di averla perché alle volte anche lí si leggono gran bestialità dal punto di vista della lingua, che sono il nulla in contenuti; altri blog invece magari hanno un italiano stentato o sgrammaticato, ma l’autore ha qualcosa da dire e che vale la pena di essere letto, ma viene fatto senza alcuna pretesa. Ecco quelli secondo me vale la pena leggerli e pazienza se mi tocca un poco più di fatica perché l’italiano non é perfetto. A meno che non parliamo di “grandi problemi” come la difesa dei diritti civili e cose così poi ho un forte fastidio onestamente verso chi dice boicotto questo, boicotto quello…perché dovremmo cercare di arrecare danno a qualcuno che non ci danneggia e fa le cose in un modo diverso dal nostro, solo perché a noi non piace?

Leave a Comment

sei + due =

Fai l\'operazione indicata *