Pranzo di Famiglia: i Trippando’s a tavola

Ho conosciuto Cinzia (@laciccina per i tweet-amici) al #Pisablog12. Lo confesso, non conoscevo il suo blog Pranzo di Famiglia prima di allora. La cosa mi è parecchio dispiaciuta, perchè lei invece seguiva già Trippando. Subito dopo il blogtour, però, ho fatto i “compiti a casa” ed ho scoperto un blog multigenerazionale (è scritto a quattro mani con la mamma e le nonne supervisionano il tutto), che fa ridere (con noi toscani, va messo in conto!) ed imparare (le loro ricette sono facili e pure ipocaloriche).

Ma veniamo a noi: per festeggiare il secondo blog-compleanno, le cuoche di Pranzo di Famiglia hanno organizzato un concorso: La Famiglia in Cucina. Con ricchi premi e cotillons. La cosa mi ha fatto estremo piacere: sono una competitiva e, oltre ad organizzarli, i concorsi mi piace anche farli. Ovviamente con spirito olimpico: l’importante è partecipare.

Cinzia e la sua mamma chiedono ai loro lettori di raccontare il proprio “pranzo di famiglia”. Chi legge Trippando con regolarità già è al corrente delle chiacchiere che io ed il consorte facciamo a tavola (si parla di Trippando, of course!); ma nessuno sa cosa si mangia. Bene: siamo entrambi due provetti cuochi. Per ragioni di tempo, dal lunedì al venerdì sono io quella che decide, organizza e prepara la cena. Ma il sabato e la domenica, quando non siamo ospiti delle trip-nonne, ci dilettiamo insieme e, in particolare quando siamo di ritorno da una vacanza, ci piace riprodurre i cibi mangiati in giro per il mondo. Li prepariamo insieme, possibilmente utilizzando qualche ingrediente comprato sul posto.

Di ritorno dalla Sardegna, tutti i sabati andavamo a comprare le vongole (o lupini, in alcune parti d’Italia si dice così) e ci facevamo “Cocciula e Fregola“: ovvero pasta di semola (la fregola, ne avevamo portato in continente una mezza valigia!) e vongole. Strepitosa!

Per tutto il mese di luglio, invece, siamo andati avanti a suon di smorrebrod, la versione danese dei nostri panini. La traduzione vuol dire “pane imburrato“; in realtà si tratta di una fetta di pane nero ricoperta di ogni-ben-di-Dio. Ce ne siamo innamorati a Copenaghen: bellissimi e buonissimi. Ed abbiamo cercato di riprodurre a casa delle versioni italianizzate. Nonostante, anche lì, avessimo comprato ben 3 chili di brod (pane nerissimo in cassetta) da portare a casa, non siamo mai riusciti a raggiungere “quei” sapori. Forse perchè la distanza tra la cucina italiana e quella danese è notevole. Forse perchè io ho sempre la mente alle diete (che poi non faccio), o magari perchè sul piano delle salse i danesi sono inarrivabili.

Adesso, in piena fase vacanziera, abbiamo scoperto la “Piccantina di Romagna“, gradito souvenir del BlogTour #riminitipica. Per  insaporire le insalate di pasta è eccellente. Sarà perchè non l’abbiamo assaggiata a Verucchio, alla bottega “Il bello e il buono da Verucchio”, dove invece abbiamo assaporato degli infusi digestivi strepitosi, ma è davvero eccellente anche a casa nostra!

Cara @ciccina, noi riusciamo mai a riprodurre il piatto come l’abbiamo assaggiato, ma ci proviamo. Ogni volta facciamo una modifica. Ma concludiamo sempre con un “Là era più buono… forse era l’aria!”

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5 thoughts on “Pranzo di Famiglia: i Trippando’s a tavola”

  1. Ciao Silvia..mi piace molto il tuo blog!! Divertente e saporito nello stesso tempo!! 🙂
    a presto!
    bianca

  2. La trovo una pratica molto molto interessante quella di riproporre i piatti mangiati quando si era in viaggio, una volta rientrati a casa…. Interessante questo smorrebrod, non l’ho mai sentito prima! Mi hai dato la spinta per fare una bella ricerchina su Google! 😉

    1. provalo e facci sapere…ti piacerà!

  3. […] toscana. E anche se mi piace girare il mondo, assaggiare di tutto e provare a riprodurre sapori stranieri a casa mia, la cucina toscana è quella che più amo. Per questo l’associazione Firenze – Gusto va […]

  4. ma questi sono i miei posti da vera pisana Doc!

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