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    • andreainthailandia says

      Ciao Laura…
      credo che essere un emigrato mi faccia vedere i luoghi in modo diverso da chi li vive fugacemente da turista (o viaggiatore come preferisci) ed è per me un dovere, oltre che un piacere, condividere cose semplici, senza necessariamente parlare di monumenti bellissimi o itinerari incantevoli…quello lo faccio per lavoro… 😛

  1. erdematt says

    E’ sempre bello leggere cose così ed inorgoglisce quando scopri che altre persone del tuo paese fanno cose meravigliose come quella raccontata da Andrea e Raffaella.
    Ma oggi sono nel lato oscuro di Ernesto e voglio farvi fare una riflessione sulla quale in Gianoteca l’altra sera/notte ho discusso con avventori/amici: ma se siamo così tanto bravi da avere inventato il volontariato, la protezione civile e via discorrendo, perchè facciamo vivere nell’indigenza i nostri padri e nonni che quando va bene vivono reclusi in strutture terrificanti/alienanti accuditi da gente senza un’anima ai quali dei nostri padri/nonni non frega una emerita cippa?
    La mia amarissima conclusione, da volontario da sempre, è che dove occorrono volontari l’organizzazione sociale dello stato che li ospita è deficitaria.
    Ma lo Stato siamo noi, e chi ci rappresenta è l’espressione del loro paese, cioè NOI!!!
    E questo mi fa sempre più male, anno dopo anno.
    Troppo facile delegare ad altri quello che potremmo fare noi.
    E prima di andare ad Hong Kong, posto tra l’altro meraviglioso che conosco per traverse vie, non sarebbe il caso prima di interessarci del vicino che muore di inedia o dello straniero al quale lasciamo in custodia il nostro parente al quale però non versiamo i contributi lavorativi e paghiamo una fame e dal quale di contro pretendiamo un servizio coi fiocchi?
    Scusatemi, ma oggi butta così.
    Pax et bonum…

    • andreainthailandia says

      Caro Ernesto,

      come mi spiace che il lato oscuro domini e non faccia godere del lato belle delle cose…Le tue sono riflessioni giustissime ma non necessariamente una cosa deve escludere l’altra… e se restano parole senza che si trasformino in opere allora preferisco un ora di volontariato qui che una vita lì. Ma in fondo la mia scelta credo sia chiara… e magari un giorno in Gianoteca ci troveremo a raccontarci faccia a faccia e capirai perchè il paese che amo non mi appartiene affatto.

      Si fa quel che si può, senza delegare altri necessariamente ma anche senza mettersi su un piedistallo per dare lezioni di vita o sentirsi dire “che bravo/a!”… nel contesto in cui ci si trova a vivere, con semplicità come Giordano da Giano o il poverello d’Assisi ci hanno dato esempio. Fra l’altro avrai notato che Raffaella PRIMA è andata a Hong Kong e POI, nel guardare al suo NUOVO vicino, ha iniziato a fare volontariato…non è andata a Hong Kong per non guardare al suo VECCHIO vicino… Non dare per scontato che chi fa volontariato necessariamente lo faccia per placare una coscienza sporca perchè lascia morire d’inedia il vicino o paga con una miseria lo straniero al quale ha lasciato in custodia il parente.

      Ho condiviso quella che per me è un’iniziativa degna di essere supportata (una delle tante) che un’associazione di connazionali porta avanti nel paese in cui si trova. Presto spero di parlarti di mio fratello (adottivo-nero-brasiliano) e dell’associazione che con i miei genitori (veri-bianchi-italiani) ha fondato…

      ..aspetto sinceramente di venirti a trovare a Giano…o magari di ospitarti a Bangkok 🙂

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