Seneb Kay ed i faraoni d’Egitto

Conoscenza e sapienza non sono la stessa cosa.

Chi aumenta la propria conoscenza studiando

pensa di aumentare la propria sapienza.

Questa però è una presunzione infondata e pericolosa.

  Socrate, Fedro

Sfinge di GizaIeri mattina ho saputo da una amica che era stata scoperta una sepoltura importante, di un faraone sconosciuto d’Egitto: Seneb Kay…Cartiglio SenebkayAvidamente, tralasciando l’altra amica che l’accompagnava e che m’aveva chiesto di prepararle un cappuccino, mi sono scaraventato sul computer ed ho cercato la notizia, pubblicata dall’ANSA (che ringrazio e cito per le immagini…)

Senebkay 2Prima di proseguire la storia, però, mi sento obbligato a raccontarvene un’altra: io esisto perchè mio padre e mia madre mi hanno creato, perchè un dottore mi ha salvato dalla meningite, perchè la musica mi ha coccolato e portato dove non potevo essere fisicamente, perchè l’architettura e la storia mi hanno regalato la conoscenza, perchè la fotografia mi ha fatto avvicinare all’Arte, perchè l’Amore è Amore.

Ma sopratutto, io esisto da sempre perchè qualcosa mi lega al mondo di cui ora mi accingo a parlarvi.Senebkay 3Il perchè non lo so e, sinceramente, non mi interessa.

So solo che sin da quando ho memoria di esistere, l’antico Egitto in me esercita un potere al limite dell’irragionevolezza.

Al punto di non esserci mai stato. Non che non ne avessi avuto l’occasione, anzi… Ho rifiutato un invito di grandi amici che me lo offrivano gratis in cambio di racconti stupendevoli; od ancora un’altra volta in cui sarei dovuto andare a fare un servizio fotografico per lavoro, quindi ci avrei pure guadagnato. Ci ho mandato un amico, che ancora mi ringrazia…

Perchè, vi chiederete voi, questo svitato non è andato nella terra del Nilo, il fiume che col suo limo ha affascinato tutti i bambini che cominciavano ad approcciare alla Storia (forse per questo poi i cuccioli d’uomo si disamorano della Storia: dopo nulla è più come questo strabiliante inizio…)

Il perchè ve lo spiego omettendo una foto delle 7 pubblicate dal servizio dell’ANSA sulla scoperta del secolo ad Abydos, in Egitto, da parte di archeologi americani/statunitensi: quella dello scheletro di Seneb Kay.

Non sono ancora stato in Egitto per Rispetto.

Ho imparato che per fare una cosa, per affrontare un’emozione, una prova, bisogna prima essere pronti.

Allora mi sono posto prima il superamento di un obiettivo: sarei andato in Egitto solo dopo aver conseguito la laurea in Architettura, che tecnicamente ancora non ho…

Loro mi aspettano, li sento, mi chiamano da sempre, ma io dentro di me ho una voce che mi ripete che non li merito, che devo ancora fare qualcosa che me li avvicini ancor di più: chi sono io, piccolo, stupido, umile ed insignificante essere del XX secolo per pormi al loro cospetto, a casa loro. Per dirgli cosa, poi…

Senebkay 1Potrei fare il saputello, avendone letto da sempre, e sconfessare il giornalista che, in buona fede, chiama Seneb Kay faraone, non sapendo che la definizione viene utilizzata dalla XVIII dinastia in poi, ed il nostro è della XVI… Senebkay 4…e che ancora il significato di questa “qualifica”, per l’omone di almeno 185 centimetri ritrovato in questa città commerciale sulle rotte che portavano ad ovest, nel deserto profondo, era di grande casa, quella che metaforicamente l’intermediario fra il Dio, Ra, e l’essere umano, cioè lui, rappresentava…Senebkay 5No, non sono ancora pronto, e loro lo sanno.

Forse per questo non ho ancora avuto una figlia: la mia presunzione mi ha sempre fatto pensare al suo nome, Nefertari, colei per cui il sole non tramonta.

Ho esagerato, dovevo volare più basso…Detail of Mural Painting of Queen Nefertari in her Tomb in the Valley of the Queens

Per questo, per oggi, mi fermo qui: vi prometto, a loro piacendo, di raccontarvi della mitica moglie di Ramesse/Ramsete/Ramsese/Ramses II e delle meravigliose occasioni che mi ha propiziato il solo pensarLa…egittocartinaInstillandovi però una nozione/provocazione che mi sconvolge il solo pensiero ogni qual volta respiro: oggi, 4000/5000/10.000 anni dopo, siamo capaci di fare una cosa come quella che avete visto in principio di questo racconto?

Chi aveva questa capacità, e sopratutto chi tanti, tanti, tanti anni fa assurgeva al compito di mediatore tra le vicende umane e la natura, tra la divinità e la caducità dell’essere umano, a garanzia dell’ordine cosmico…

Seneb Kay era solo un nome contenuto in un papiro, conosciuto nel mondo come il Papiro dei Re o di Torino, la mia città, perchè è lì che tutti lo possiamo ammirare.

Ma ora è una verità, inscritta nel cartiglio ritrovato nella sua splendente tomba, erroneamente considerata profanata: Seneb Kay è ancora qui tra noi, a preservarci dal caos.

Pace e bene…

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19 thoughts on “Seneb Kay ed i faraoni d’Egitto”

  1. trippando

    Bellissimo, Ernesto. Bellissimo. Ecco, questo è l’esempio di articolo che esiste solo su Trippando. E che ci differenzia dal mondo… grazie…

  2. complimenti Ernesto, iniziare a leggere il post è come farsi prendere per mano, entrare nella tua vita in punti di piedi e farsi portare in luoghi lontani.

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