Smart working: consigli di chi da casa ci lavora sempre

Molti amici e amiche sono in "Smart Working". Chiunque possa lavorare da casa, in questo momento di Coronavirus lo sta facendo. E gran parte di chi ha iniziato a lavorare da casa in questi giorni è in grossa crisi.

Per assurdo, quelli a cui la vita (lavorativa) è cambiata meno da quando è scoppiata la pandemia siamo proprio noi piccoli (piccole, perché la prevalenza è femminile!) liberi professionisti, che da casa ci lavoriamo sempre. Di fatto, lavorare da casa da soli e lavorarci con tutta la famiglia presente non è assolutamente la stessa cosa, però già un po' ci siamo abituati. Ed è tutto più facile.

Per questo mi sento di dare dei consigli per lo smart working a tutti voi che, da un momento all'altro, vi siete ritrovati a far fronte col lavorare da casa vostra.

  1. Far suonare comunque la sveglia... o meglio di no? Personalmente posso dire che se la sveglia suona per me, si alzano anche i figlioli, quindi in questo periodo in cui anche loro sono a casa, preferisco svegliarmi in maniera naturale e lavorare, per quello che posso, dallo smartphone nel letto a luce spenta.
  2. Dopo colazione, vestirsi subito. Mio padre, che ha lavorato quarant'anni in ospedale, mi ha inculcato (ai tempi del tirar tardi in discoteca) che in pigiama ci mangiano i malati, dunque in questi giorni mi concedo la colazione in pigiama, ma poi mi vesto. Io mi vesto normalmente, perché lavorando da casa sono sempre molto casual. Se non avete riunioni tramite video, state casual, altrimenti è lecito anche il famoso abbigliamento da smart working: sotto pigiama, sopra tailleur!
  3. Costruirsi un mini ufficio. Io lavoro sempre da casa, ma sono sola. In questi giorni ho recuperato un piccolo tavolo, che ho messo in camera insieme a una sedia del soggiorno: quando ho bisogno di concentrazione mi chiudo lì. Altrimenti lavoro dalla mia postazione abituale (il tavolo di cucina): ci sto meglio e riesco a monitorare tutti.
  4. Concedersi delle pause. Ve lo dico per esperienza: a casa da soli (o chiusi da soli in una stanza di casa) si lavora a concentrazione massima. Mettete una sveglia a metà mattina e una a metà pomeriggio e concedetevi il caffè o, comunque, la pausa che avreste fatto anche in ufficio. È giusto e lecito. Prendetevi per pranzo lo stesso tempo che vi concedete in ufficio. Se in casa avete altre persone, durante le pause approfittate per ciacchierare; se siete soli, chiamate qualcuno: quando si lavora da casa il bisogno di compagnia è più forte.
  5. Farsi dei programmi. Io non ho agende, ma quadernoni di appunti. Su uno scrivo le cose che mi passano per la mente (titoli o idee di articoli, persone che devo contattare...), sull'altro ho la scansione temporale (non è un'agenda ma di fatto è adibito a agenda). A fine giornata trasferisco le "illuminazioni" sotto una giornata. Il venerdì pomeriggio aggiorno il da fare per la settimana successiva.

Con questi pochi consigli, vedrete che lavorare da casa sarà più facile. Il bello dello smart working? Non avere orari obbligati ma soltanto una quantità complessiva di lavoro da svolgere. Ve lo dico: vi servirà un po' di tempo di adattamento, ma poi vi piacerà!

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