Sotto il cielo di… Magonza e Wiesbaden, piccole perle tedesche

“Tu chiamale, se vuoi, emozioni…”

La Germania per me è una terra da scoprire passo dopo passo, non solo per le sue città principali, ma anche e soprattutto per le minori. E allora ecco che sono andata a rispolverare qualche toccata e fuga in terra tedesca per la rubrica “Sotto il cielo di…”.

Parlare di Magonza e Wiesbaden, vere e proprie perle in terra tedesca, ancora mi emoziona, a distanza di qualche anno. Correva, infatti, l’estate 2009 quando le visitai, affiancandole a Francoforte, della quale però non voglio parlarvi oggi. Un’unica, insostituibile, compagna di viaggio: mamma… una fortuna avere in famiglia chi ti insegna a viaggiare.

Ho definito Magonza e Wiesbaden “piccole perle” perché possiedono in sé la capacità di lasciare a bocca aperta, perché hanno quella marcia in più che non ti aspetti. Sotto il loro cielo ho realizzato che la loro ricchezza deriva anche dal non essere ancora “vittime” del turismo di massa.

Magonza, fontana in Piazza
Magonza, fontana in Piazza

Potete dedicare una giornata e mezzo alla prima e una alla seconda, di cui mezza in cui far capolino alla Kaiser-Friedrich-Therme (se il portafoglio ve lo permette). Il tutto senza ritmi da massacro, a mio avviso. Un week end pieno è la misura adatta per visitarle entrambe.

Anche se appartengono a due regioni diverse – Magonza è capoluogo del Land della Renania-Palatinato, mentre Wiesbaden dell’Assia (non è Francoforte, al contrario di quello che molti crediamo) – sono collegate in maniera eccellente con la S-Bahn.

A Magonza, il giorno in cui vi sono stata, si stava svolgendo un mercato di fiori, frutta e verdura: un vero tripudio di colori.

Magonza, mercato di fiori
Magonza, mercato di fiori
Magonza, tripudio di frutta e verdura
Magonza, tripudio di frutta e verdura

Non perdetevi per nessuna ragione al mondo il Museo Gutenberg: la storia della stampa è tutta lì, nel profondo significato (per me) degli oggetti esposti, nelle macchine litografiche, nei torchi tipografici, nei caratteri mobili. Sicuramente la mia era (ed è) deformazione professionale, ma ancora nel 2009 certi traguardi erano sogni e niente più.

Girando per il centro storico, lasciate che a guidarvi sia l’istinto e quando vi imbatterete nell’imponente duomo di San Martino (intitolato allo stesso Santo di Lucca, la mia città), alzate la testa e osservate le sue torri… Se invece siete amanti di Marc Chagall non perdetevi le vetrate della Chiesa di Santo Stefano.

Magonza, dettagli di una delle torri del duomo
Magonza, dettagli di una delle torri del duomo

E camminate, camminate lungo il Reno, ogni angolo vi offrirà spunti diversi e originali. E se poi vi capita di andarci d’estate, calpestate un po’ di sabbia… sì, sì non sono impazzita: durante il periodo estivo si creano delle spiaggette in stile hawaiano, dove è possibile sorseggiare birra facendo finta di stare al mare. Kitsch, ma divertente.

Spiaggia lungo il Reno, allestimenti
Spiaggia lungo il Reno, allestimenti

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A Wiesbaden – da visitare tutta  piedi, tanto è raccolta – sicuramente è di impatto la Marktkirche in stile gotico.

Marktkirche
Marktkirche

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Quando ci sono stata io erano i giorni del Rheingau Festival e quindi tutta la piazza antistante era ricoperta da stand e tavolate dove protagonista assoluta e indiscussa era la birra… Se siete fan dell’espressionismo russo non perdete il Museum Wiesbaden, dove a farla da padrone sono i dipinti di Alexej Von Jawlensky.

Rheingau
Rheingau

Una passeggiata nel Warmer Damm, concedetevela, anche se vi sembrerà un parco simile a molti altri del nord Europa, a me ha ricordato, ad esempio, il St Sthephen’s Green di Dublino in miniatura.

Warmer Damm
Warmer Damm

E infine vi chiedo solo una cortesia se non avete mai visitato la Germania per preconcetti storico-economici-antieuropeisti o per odio linguistico (purtroppo mi capita sempre più spesso di incontrare persone che fanno di queste perverse associazioni): partite e lasciate a casa i pregiudizi… non potrà che farvi bene!

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