#ABC… da Abbronzatura a Zanzara passando per la Thailandia

Chi l’avrebbe mai detto che un non amante del mare si sarebbe alla fine convertito alla passione per spiagge e acqua salata? Io, sostenitore accanito per decenni della vacanza in montagna d’inverno e d’estate, alla fine mi sono ritrovato a vivere in un paese dove il mare la fa da padrone e, ovviamente, non posso non approfittarne!

Come sempre la Signora Trippando riesce a coinvolgermi in queste maratone ed eccomi qui a compilare il mio #ABC della spiaggia:

A come abbronzatura, quel colore dorato della pelle che assume accezioni diverse a seconda di dove ci si trovi. Per me da sempre sinonimo di vacanza mentre qui in Thailandia è vista come segno di manovalanza nei campi e quindi da evitare a tutti i costi.

B come beach-volley perché nonostante il caldo la pallavolo giocata in spiaggia è uno dei miei 3 passatempi preferiti al mare.

C come cremino, che non so neppure se lo fanno ancora ma era il mio gelato preconfezionato preferito.

D come domani, perché al mare tutti diventiamo dei procrastinatori e rimandare a domani viene spontaneo.

E come estasi, lo stato in cui mi trovo ogni volta che guardo il sole spegnersi nell’acqua (volevo dire entusiasmo ma sarei stato ripetitivo con l’abecedario di viaggio).

F come fame visto che al mare mangio in continuazione e quel languorino sembra incolmabile: colazione, merenda, pranzo e cena sono in realtà un pasto unico con brevi pause per nuotare.

G come gente, quei corpi sconosciuti distesi sul bagnasciuga che con il passare delle ore diventano familiari e a fine vacanza saranno i nuovi amici da taggare sulle foto di Facebook.

H come “HEY!”, strillato forte perché i suoni quando si è a mollo sembrano venir risucchiati dall’acqua.

I come infinito che poi infinito non lo è ma nella mia testa è così grande che il mare non ha confini.

L come libertà, la sensazione che provo riemergendo dopo un’apnea troppo spinta, quando l’aria riprende possesso dei polmoni e il cuore sembra non farcela a pompare nuovo ossigeno al cervello.

M come maschera, non quella di carnevale ma quella per immergersi e godere dello spettacolo che si cela sotto la superficie del mare, con tanta vita che in confronto Bangkok sembra una città fantasma.

N come nave, l’unico modo che mi consente di raggiungere una delle mie isole preferite (Koh Samed) e che, sfidando e riaffermando le leggi della fisica, galleggia nonostante il peso.

O come orca assassina, il motivo per cui da bambino avevo il terrore di nuotare troppo lontano dalla riva, manco se sunell’Adriatico ne avessero mai avvistata una (sappiate che nuoto volentieri in Thailandia perché squali e compagnia bella sono innocui-o così mi piace credere).

P come Pinarella di Cervia con l’Hotel Rivoli, la pineta chilometrica, il Bagno Bianchi, i ricordi di un’infanzia spensierata e la musica degli anni ’80 suonata dai megafoni, i campi per giocare a bocce e le piste per le biglie d vetro fatte trascinando qualcuno per i piedi.

Q passo… non mi viene proprio in mente niente 🙁

R come risate, quelle dei bambini che si rincorrono sulla spiaggia e di 2 giovani amanti che si nascondono dietro gli scogli sperando che nessuno li scopra.

S come sabbia, quella bianca e finissima della maggior parte delle spiagge tailandesi, la fastidiosissima sabbia che s’infila dappertutto, anche dove non dovrebbe.

T come tempesta perché il mare in burrasca dà il meglio di sé mostrando come anche le cose belle e all’apparenza calme possano diventare all’improvviso pericolose e incontrollabili.

U, ustione, il ricordo della notte passata insonne la prima volta ai tropici, in Venezuela, ancora convinto che essere un “fototipo” (non fotogenico) scuro mi avrebbe impedito di scottarmi. Da allora? Protezione 30 anche per andare al lavoro!

V come vino, bianco, freddo, tenuto dentro il secchiello del ghiaccio, meglio se leggermente frizzante…un’immagine poco usuale associata alla spiaggia ma che ci posso fare se non riesco a togliermi tutti i vizi?

Z come zanzare, malefiche, inutili, fastidiose e per di più pericolose – la Dengue Fever qui è ancora piuttosto diffusa e fa ogni anno molte vittime.

Recentemente sono un po’ disconnesso e nel dover nominare qualcuno perchè ci parli del mare e della spiaggia nomino una sola persona:

Cristiano, per gli amici “Guido” di Viaggio Vero

PS. M’ero scordato di aggiungere  “Autorizzo Trippando nella persona di Silvia Ceriegi alla pubblicazione di questo testo, cedendogliene tutti i diritti…e tutti i testi in futuro che si ritroverà aggiunti mediante la piattaforma Word Press associata a Trippando”…va bene così capo?

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