Terra Madre Toscana, la Maremma che ospita il mondo.

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Slow Food, come in molti sanno, è il movimento che da anni combatte la lotta in favore di una più giusta ed equa distribuzione del cibo secondo i principi del Buono, Pulito e Giusto attraverso la valorizzazione di quelle che sono le tipicità, le tradizioni e gli usi dei popoli che vivono su ogni angolo della terra.

Per i pochi che, forse, non lo conoscono, Slow Food è l’associazione che, ogni due anni, organizza il Salone del Gusto a Torino, il prossimo week-end, vetrina mondiale della produzione enogastronomica italiana, un concentrato di prodotti tipici, locali, storici, di nicchia, la maggior parte dei quali non avremmo mai modo di trovarli nella grande distribuzione.

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Da diverso tempo, all’interno di Slow Food sta crescendo Terra Madre, una rete mondiale che raccoglie i produttori, i Mercati della Terra, gli orti scolastici e le comunità del cibo, provenienti da tutto il mondo, secondo i principi della produzione che tiene conto degli equilibri naturali, della dignità del produttore e, non da poco, della salute dei consumatori.

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Terra Madre è il colore dei produttori africani, la tipicità di quelli sudamericani, la dignità di quelli asiatici, la tradizionalità di quelli europei, uniti tutti sotto un unico cielo e seduti ad un unica tavola.

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Da qualche anno, anticipando in piccolo, quello che sarà Terra Madre a Torino, la sede toscana di Slow Food organizza Terra Madre Toscana, due giorni di incontri, dialoghi, relazioni e convivialità presso il granaio lorenese alla Spergolaia, gestito dall’azienda agricola di Alberese, sede della Casa della Biodiversità di Slow Food, dove tutte le condotte toscane sono chiamate ad organizzare e, ovvio, a partecipare.

Io, dal 2007, faccio parte della Condotta Slow Food Argentario della quale sono stata, per 4 anni, fiduciaria e sabato 18 ottobre per me è stato Terra Madre Toscana.

Il granaio lorenese, se non ci siete mai stati, è una bellissima struttura, attiva fino al 1935, oggi ristrutturata per conferenze, incontri e dibattiti, immersa nel Parco Naturale Regionale della Maremma, il nostro polmone verde.

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A Terra Madre Toscana si è parlato dell’Arca del gusto, il progetto con il quale Slow Food intende raccogliere, quindi proteggere e tutelare, prodotti ad alto rischio di estinzione, il cui sapere a loro legato si tramanda oralmente da generazioni come possono esserlo, ad esempio, le ricette, gli antichi metodi di cottura e di produzione, la cultura del popolo ad essi legata.

Se esistono i presupposti, chiunque può chiedere di inserire un prodotto che ritiene a rischio. Nel caso sarà possibile attuare progetti ed azioni volte alla tutela del prodotto e al riconoscimento e allo sviluppo del produttore.

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Ospiti della due giorni le delegazioni di Palestina, Kenya, Spagna, Uganda che hanno presentato i progetti che stanno conducendo nei loro paesi di origine riguardo le produzioni tipiche, il coinvolgimento delle comunità locali.

Interessante la relazione del presidente degli orti scolastici del Kenya, sono più di 200 al momento, il quale ha raccontato che, a seguito della forte campagna a favore dei pesticidi come soluzione alla carenza di cibo, il risultato, dopo anni di veleni nei terreni, sui prodotti e negli organismi, è stato che ancora un terzo della popolazione kenyota muore di fame.

Ha spiegato di come è difficile condurre un progetto sulla creazione di un piccolo orto, che può divenire grande e può rappresentare una risorsa produttiva e, allo stesso tempo, un’isola dove poter mantenere salda la cultura e le tradizioni di quel popolo, mentre grandi multinazionali stanno facendo incetta di terreni come è già accaduto per il Sudamerica.

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Il momento conviviale, perché la condivisione a tavola è il luogo più piacevole dove scambiare opinioni, idee, conoscenze e…sapori, è stato organizzato dalla Comunità dei grani antichi di Semproniano che ci ha fatto gustare, tra le altre cose, una superba minestra di cece piccolo di Maremma, crostini con fagiolo ciavattone e pane rustico fatto con i grani antichi.

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Spero di avervi incuriosito su Slow Food, Terra Madre ma, soprattutto, di avervi fermato un attimo a riflettere sul fatto che, veramente, potremmo fare molto per l’ambiente e per noi stessi seppur, sembrando, di fare poco.

Chiudo copiando sfacciatamente la citazione perfetta di Carlo Petrini, fondatore e presidente onorario di Slow Food: “Il turismo del futuro? Parte dai cittadini residenti, dalla loro qualità della vita, dalla capacità di essere felici, dalla loro cura verso la terra che abitano. I turisti arriveranno di conseguenza” C. Petrini

Alla prossima

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