Le più belle Tradizioni di Natale nel Mondo

Le tradizioni di Natale nel Mondo sono tante, tantissime, variegate e alcune quasi inimmaginabili, per noi che siamo ancorati alle nostre tradizioni italianissime.

Mi è venuta voglia di approfondire questo argomento perché sono una gran curiosa, oltre che una grande appassionata di Natale. E mi è venuta voglia di chiedere, come avevo fatto lo scorso anno con le tradizioni natalizie italiane, agli amici blogger del gruppo Blogging Experience, che anche questa volta mi hanno invaso di bei racconti relativi alle tradizioni di Natale nel Mondo.

Ed eccomi qui, a portarvi in giro tra un continente e l’altro, a farvi sognare e venir voglia di partire, rigorosamente attorno al venticinque dicembre. Venite con me? Ecco le più belle tradizioni di Natale nel mondo raccontate dai blogger italiani:

Tradizioni di Natale in Europa

Si parte dalla nostra Europa, dove il Natale è, quasi ovunque, una festa molto sentita da sempre. Scoprite le curiosità, le esperienze di vita, le tradizioni familiari, godetevi questa carrellata di “Natali” diversi e affascinanti!

  • Tradizioni di Natale in Francia

Tradizioni natalizie di Alsazia

di Roberta e Roberto del blog Tre cuori e una valigia

natale in alsazia

In Alsazia l’Avvento e il Natale sono più che una tradizione: mercatini, gastronomia, artigianato, alberi di Natale, chalet in legno e un’atmosfera da fiaba.

Ci sono luoghi al Mondo che sembrano usciti da un libro delle favole e i paesini che costellano la regione francese dell’Alsazia ne sono un meraviglioso esempio.

Strade illuminate e adornate a festa in un tripudio di luci e colori, le città si accendono di magia e le case del centro sono protagoniste di favole a cielo aperto.

Le architetture con le tipiche intelaiature a traliccio di legno, le famose Maison à colombages, si ritrovano in tutta l’Alsazia e sono deliziosamente addobbate con decorazioni, luci e cuori di legno. Dalle finestre delle case a graticcio spuntano orsacchiotti giganti, ghirlande e palle di Natale.

Colmar, Strasburgo, Riquewihr, Kaysersberg, Ribeauvillé sono solo alcune villaggi incantati da visitare nel periodo di Natale e che ci hanno fatto innamorare a prima vista.

Antichi mercati, ecomusei in cui cui rivivere l’atmosfera intimista della preparazione delle veglie di Natale come una volta e, secondo molti, è proprio l’Alsazia il luogo dove è nata la tradizione dell’albero di Natale.

Le festività cominciano il 25 novembre, giorno di Santa Caterina, e si protraggono fino al 6 gennaio. Più di un mese dedicato a feste, cerimonie religiose, eventi, spettacoli per grandi e piccini, tutto in una cornice pittoresca.

L’Alsazia è davvero una destinazione magica durante il periodo natalizio!

Tradizioni Natalizie in Provenza

di Maria Grazia Casella del blog La Compagnia dei Viaggiatori

La regione francese in cui le tradizioni del Natale sono più vive e sentite è certamente la Provenza. Anche qui, all’inizio del mese di dicembre, nelle case si allestisce il presepe con le statuine, anzi, i santon, cioè i “piccoli santi”, ispirati ai più caratteristici personaggi popolari provenzali. Oltre a Gesù, Giuseppe e Maria, i presepi più grandi arrivano a contare una cinquantina di figure, tra cui il pescatore con le reti, la pescivendola, la venditrice d’aglio, il fornaio con la cesta colma di pani, il pastore con l’agnello. E a guardar bene, si scoprono anche alcuni personaggi folcloristici locali, come Pistachié che guida un asino carico di sacchi di grano, Marius con la lingua a penzoloni e l’estasiato Lou Ravi.

La sera della Vigilia, le famiglie si riuniscono per il cenone con un menu che per tradizione è rigorosamente di magro, ma abbondante e dal grande valore simbolico. Sulla tavola apparecchiata con tre tovaglie bianche e tre candele, simbolo della Santissima Trinità, campeggiano di solito piatti di pesce sulla costa e pietanze a base di verdure e ortaggi nelle zone interno. Quello che non può mancare assolutamente sono i 13 dessert, tra cui torroni frutta secca e fresca di stagione, torte, frittelle e focacce tipiche, che però si mangiano solo al rientro dalla messa di mezzanotte.

  • Tradizioni di Natale in Svizzera

L’antenato di Babbo Natale in Svizzera: la tradizione di San Nicola

di Valeria Crescenzi, blog Zurich Wonderland

natale a zurigo

Il paesaggio svizzero, in termini di tradizioni natalizie, è molto variegato e ogni cantone ha le sue usanze locali e le ricette tipiche. Ma c’è una tradizione che unisce tutta la Svizzera nel periodo dell’avvento: il giorno di San Nicola. Il 6 dicembre è infatti la festa di San Nicola, il patrono dei bambini e quello che forse potremmo definire l’antenato dell’attuale Babbo Natale. A seconda della regione geografica e della lingua, San Nicola si chiama Samichlaus (Svizzera tedesca), Saint-Nicolas (Svizzera francese) o Son Niclao (Svizzera centro- orientale).
Per questo giorno di festa vengono organizzati diversi eventi tra cui la Klausjage (la caccia a San Nicola) nel paese di Küssnacht am Rigi o la sfilata a dorso di asino di San Nicola per le vie di Friburgo mentre distribuisce dolci di panpepato ai bambini. A Zurigo, la città da cui vi scrivo, la prima domenica dopo la festa di San Nicola viene organizzata la «Samichlaus-Schwimmen». I più temerari nuotano per un tratto pari a 111 metri nella Limmat — uno dei due fiumi che attraversano la città — che in quel periodo si aggira mediamente tra i 6° e gli 8° di temperatura. Le mute non sono ammesse!

Tradizioni di Natale a Montreux

di Luca e Adriana del blog In viaggio col bisonte

babbo natale a montreux

A Montreux, in Svizzera, c’è una tradizione natalizia che è molto famosa: quella dei mercatini di Natale, considerati tra i più belli d’Europa. Non si tratta di un semplice mercatino come ce ne sono tanti, seppur bello: a Montreux ci sono alcune particolarità che rendono il clima che si respira davvero speciale.
Iniziamo col dire che l’ingresso è gratuito e l’estensione è davvero notevole: si contano circa 300 espositori divisi tra caratteristiche casette di legno lungo il lago di Ginevra ed un’area al chiuso. Per i più piccini i folletti organizzano laboratori e raccontano storie; Babbo Natale, poi, ogni tanto sorvola il mercatino sulla sua slitta trainata dalle renne! Oltre ai banchi che vendono oggettistica di ogni tipo, ci sono stand che offrono cibo tipico per tutti i gusti ed uno stand molto particolare in cui i visitatori da tutto il mondo attaccano biglietti con i loro auguri o le loro speranze sui tanti alberi e casette di legno che ne sono letteralmente ricoperti. Una vista davvero suggestiva!
Davvero particolari sono i modi escogitati per consentire ai visitatori di riscaldarsi dal rigido clima invernale: la distribuzione ad ogni angolo del vin chaud (tipico anche dell’Italia settentrionale ma noi lo chiamiamo vin brulé) e la predisposizione di bracieri nei quali viene mantenuto perennemente acceso il fuoco ed accanto ai quali ci si può rilassare e socializzare con gli altri visitatori.
La magia vera, per i bambini, è la possibilità di incontrare Babbo Natale in una location particolarmente suggestiva: un trenino a cremagliera porta dalla stazione ferroviaria di Montreux fino a Rochers-de-Naye a circa 2000 metri di quota. Lì, oltre al panorama mozzafiato di cui è possibile godere se il tempo è bello, si trova la casa di un corpulento signore vestito di rosso e con una lunga barba bianca. Ogni bambino può incontrarlo singolarmente, parlare un po’ con lui (parla cinque lingue compreso l’italiano), lasciargli la letterina con i propri desideri e sedersi sulle sue ginocchia per una foto ricordo. Dopodiché le sue aiutanti rilasciano il certificato ufficiale con il timbro dell’ufficio postale di Babbo Natale, offrono un bicchiere di the caldo agli adulti e uno di amarena aipiù piccoli e consegnano ad ogni bambino un piccolo regalo ma solo dopo la promessa di essere buono per tutto il resto dell’anno! Ecco il link al post con tutte le info sul nostro blog: http://www.inviaggiocolbisonte.it/mercatini-di-natale-di-montreux/
L’articolo è diviso in due parti per facilità di lettura, questa è la prima parte, all’interno si trova il link alla seconda. C’è anche il video che abbiamo realizzato per l’occasione.

  • Tradizioni di Natale in Germania

di Ylenia Venturi del blog Yleniavventure

Mercatini di Natale in Germania

Tanti e bellissimi i mercatini di Natale in Germania, una tradizione radicata in tutto il territorio tedesco a distanza di secoli e secoli: si narra, infatti, che sia nata in Germania ed Alsazia intorno al 1400 e forse anche prima. All’epoca si attendevano le fiere per fare acquisti ed in queste zone d’Europa le fiere natalizie presero una piega tutta speciale.

Le strade e le piazze delle città si illuminano delle luci festive che decorano le romantiche case in legno e stand decorati a festa vengono allestiti sulle piazze per creare un’atmosfera da favola che permette a turisti e locali di immergersi nell’atmosfera dell’Avvento.

I mercatini non sono soltanto l’occasione per comprare le decorazioni di Natale o i prodotti dell’artigianato locale, ma anche per gustare le specialità culinarie natalizie, tipiche della città o della regione. Spesso si tratta di vere feste popolari con rappresentazioni di folklore locale come concerti, canti natalizi o carillon intorno all’albero di Natale della città.

Un ingrediente indispensabile – e da provare assolutamente – di queste feste è il “Glühwein” (vin brulé), il giusto modo per riscaldarsi nelle fredde giornate di dicembre!

Tra i mercatini più belli ed importanti sicuramente quello di Norimberga, il più grande della Germania, e secondo molti anche il più antico d’Europa, quelli di Francoforte e Dresda, anche se il mio preferito in assoluto è quello di Lubecca!

I mercatini di Natale in Germania ogni anno richiamano milioni di visitatori da tutto il mondo e sono migliaia, praticamente ogni città ha il suo. Di solito sono aperti tra la fine di novembre e il 23 dicembre e rappresentano una delle usanze più radicate e più amate del periodo prenatalizio.

  • (Tradizioni di) Natale in Carinzia (no, non è un cinepanettone)

di Luca Silva di StudioWasabi

Oberdrauburg_Drau_mit_Blick_nach_Osten_23012011_692
https://de.wikipedia.org/wiki/Datei:Oberdrauburg_Drau_mit_Blick_nach_Osten_23012011_692.jpg

Vi parlo della mia esperienza in Austria di quando da più giovane andavo a sciare a Lienz, a pochi km da dove soggiornavo a Oberdrauburg, dove a volte ho passato questo periodo fino al capodanno con amici e parenti.

In Carinzia, come in molti altri luoghi in Austria, il Natale non solo è un momento magico e ricco di  emozioni ma anche un ottimo momento per rivedersi in famiglia e festeggiare secondo la tradizione tirolese (non solo dal punto di vista religioso intendo… o  meglio: non troppo religioso come da noi).

In queste terre si respira un’aria davvero suggestiva e particolare, tra i borghi e le cittadine innevate, che sembrano cristallizzate nel tempo, non solo per la neve e gli alberi ghiacciati, ma per quanto siano tenute bene e per come siano serene e prive dei rumori tipici delle grandi città. Qui il tempo si ferma; dovremmo farlo anche noi più spesso, vivendo a pieno l’atmosfera natalizia.

Qui è possibile vedere passare sia bambini vestiti da Re Magi ma anche dei cosiddetti “krampus” ovvero dei diavoli pelosi. Come è possibile? La vicenda è legata a San Nicolò/Nicola che sconfisse tale demone costringendolo a servirlo. Qui la commistione tra mitologia/folclore e religione è particolarmente sentita.

Un altro splendido momento da vivere è una fiaccolata a Katschberg. Un sentiero di circa 2 km a forma di anello che si percorre con una fiaccola o una lanterna. Durante il tragitto è possibile rifocillarsi con thè caldo ed altro. Per i bambini ci sono dei punti con orsetti di peluche ma anche la casetta della “magia del Natale”.

Oppure potreste visitare Klagenfurt dove ci sono diverse attrazioni per i bambini (ma se cercate ispirazione provate a chiedere del famoso narratore: Folke Tegetthoff e se siete meno “romantici” scaricate l’app della città) o se invece volete fare qualcosa di particolarmente suggestivo, potreste fare un giro in battello sulla Drava partendo da Villach.

Non vi voglio parlare dei soliti mercatini natalizi o delle prelibate delizie che potrete degustare, per mantenere un po’ di suspense (preferisco che andiate e poi mi raccontiate cosa avete fatto)…
Sebbene io ormai non ami più il Natale da qualche annoper la mancanza di diversi parenti, e e nonostante io ormai venga considerato un vecchio Grynch (che in fondo è buono), credo che questi luoghi possano davvero farvi riscoprire questo particolare momento e l’atmosfera natalizia.

Concludendo, vi ricordo che il Natale non solo deve essere visto come un momento in cui festeggiare o esagerare ma anche di riflessione – no, non intendo spirituale ma introspettivo-, “ricongiungimento” e relax.

  • Tradizioni di Natale in Svezia

di Annalisa Zamboni del blog Satelite Forever Orbiting – EcoTravel & Food Blog

dolci tradizionali natalizi svedesi

Ho vissuto in Svezia durante il periodo universitario. Con l’arrivo delle prime spolverate di neve, a fine novembre si inizia ufficialmente ad entrare in pieno periodo natalizio. Sui davanzali interni delle case si iniziano ad allestire decorazioni natalizie come candele o abat jour a forma di stelle. Sono proprio le finestre delle case che scandiscono l’arrivo del Natale. Passeggiando per le vie delle città, tra la neve che scricchiola sotto ogni passo e le luci delle case che illuminano le notti nordiche, non si può fare a meno di canticchiare canzoni natalizie già a fine autunno.
Un pomeriggio di dicembre, tornando a casa dopo una giornata di lezioni all’università, vengo avvolta già all’ingresso da un fortissimo profumo di cannella. La mia coinquilina svedese, che durante l’anno era solita mangiare pasta scotta al ketchup agli orari più improbabili del giorno e della notte, si era trasformata in una masterchef natalizia, che nemmeno la Peronaci in versione Santa Claus. Mi avvicinai sospettosa alla ragazza avvolta da uno spesso grembiule di stoffa rossa, già sporco di farina. Nessun inganno, era proprio la mia coinquilina.

tradizioni di natale in svezia
È così che i pomeriggi di dicembre iniziammo a trascorrerli a sfornare dolcetti alla cannella, al cardamomo o altre spezie. Per tutto il periodo che precedeva il Natale, avevamo l’abitudine di sfogliare il grosso libro scritto a mano da sua nonna, con tanto di disegni a matita, con le ricette dei dolcetti natalizi svedesi. Lei mi insegnava e io piano piano imparavo a destreggiarmi tra impasti, spezie e frutti di bosco. Quei nomi impronunciabili come kanelbullar, lussekatter e pepparkakor divennero il mio “dolce” scioglilingua preferito per le fredde giornate invernali.
Impossibile in questo modo, anche se lontani da casa e dalla famiglia, non sentire lo spirito caldo e avvolgente del Natale. Per approfondimenti: http://sateliteforeverorbiting.com/category/travel/europa/svezia-destinazioni/

  • Tradizioni natalizie in Ungheria

di Krisztina Fekecs, di Kryva.it

karacsonyfa natale in ungheria

Premetto che tutto quello che descriverò risale alla mia infanzia, e che da allora sono passati molti anni, per cui non vi garantisco che funzioni ancora così tra le giovani famiglie.

Dato che in Italia il periodo natalizio è legato molto alla figura di Babbo Natale, la prima cosa che vorrei chiarire è che Babbo Natale esiste anche in Ungheria, ma arriva molto prima, il 6 dicembre. Accompagnato dai Krampus premia i bimbi bravi con dolcetti, a forma di piccolo Babbo Natale o stivale, ma anche con altri dolci che si trovano in commercio.

csizma

I bimbi preparano la letterina dei desideri e anche uno stivaletto pulito che mettono sulle finestre. Se il bimbo è stato davvero bravo riceve nello stivaletto i dolcetti, se invece ha fatto il monello riceve il cosidetto “virgàcs”. Sono praticamente rametti dorati raccolti in un mazzetto, che simbolicamente servono per picchiare il bimbo maleducato. Chiaramente è raro che il bimbo riceva solo il virgàcs, mentre spesso succede che riceva sia i dolcetti che il virgàcs. Un po’ come il carbone della Befana in alcune regioni italiane.

virgacs

Molti di voi possono conoscere questa tradizione se avete passato qualche giorno ai mercatini di Natale in Trentino – Alto Adige e hanno incontrato San Nicolaus e i Krampus la sera del 6 Dicembre.

Per quel che riguarda le tradizioni antiche ce ne sono parecchie, ma ormai vivono solo nei paesini.

Come per esempio il Regölés, nella zona del Transdanubio (da Budapest verso ovest), nelle settimane precedenti di Natale. Un gruppo di maschi (ragazzi e adulti) passa di casa in casa e con una serie di canzoni, accompagnati da strumenti artigianali, cercano di portare simbolicamente l’abbondanza alla famiglia visitata per l’anno che verrà.

Ora parliamo però del Natale.

La prima grande differenza con l’Italia è che, mentre nei locali pubblici si mette l’albero decorato già dall’inizio di dicembre, a casa viene preparato l’albero vivo in vaso (sempre e solo questo tipo), solo per la sera della Vigilia.

Fa parte delle meraviglie di Natale, ed è sempre una sorpresa per i bimbi piccoli, che lo trovano nel salotto con tutti i regali sotto.

Secondo la tradizione il piccolo Gesù con l’aiuto degli angeli porta i regali insieme all’albero; infatti spesso il suono di un campanellino segnala ai bimbi che è successo il miracolo.

Come si fa in pratica?

Siccome le mamme sono molto impegnate con le preparazioni in cucina (e di questo iv parlerò più avanti), i bimbi escono di casa con il babbo, lasciando la porta del salotto chiusa, e vanno a visitare i nonni o magari partecipano alla festa di ”previgilia” organizzata dalla parrocchia locale, fatta appositamente per i bimbi.

Quindi il pomeriggio del 24 dicembre si vedono in giro solo bimbi e babbi, ma non oltre le 5. Dopo non c’è davvero nessuno, fino alla messa di mezzanotte. Anche i negozi chiudono alle 13. Quindi non esiste l’assalto ai regali dell’ultimo minuto come in Italia o altri paesi.

Questo vuole dire che la mamma ha a disposizione un paio di ore per preparare il miracolo. Quindi  prende dal balcone o dalla cantina l’albero nascosto, acquistato qualche giorno prima, poi mette gli addobbi e ripone sotto l’albero i regalini.

szaloncukor

Esiste anche un dolcetto particolare chiamato Szaloncukor che viene messo sull’albero come decorazione. Sono praticamente cioccolatini di diversi gusti confezionati esclusivamente per questo periodo. Una volta fatto tutto, si richiude la porta.

Quando i bimbi rientrano a casa, verso le 17, da una angolino si sente il campanellino suonare, che vuol dire che il piccolo Gesù e gli angeli sono già passati. A questo punto i bimbi aprono la porta e trovano un albero, spesso gigante, decorato che arriva al soffitto con sotto tutti i regali.

Vi assicuro che quando si è piccoli, questa messa in scena è davvero incredibile, e fai fatica a capire anche fino all’età di 10-12 anni che era solo il risultato di una preparazione accurata dei genitori.

L’albero solo raramente si disfa subito dopo le feste, c’è chi lo tiene fino a marzo!

La cena della vigilia si fa solo con la famiglia ristretta, quindi solo genitori e figli, senza i nonni. Si inizia presto, come sempre, attorno alle 18. Il menù tradizionale prevede la zuppa di pesce alla paprika e un dolce chiamato Bejgli, preparato con le noci o con i semi di papavero.

bejgli

Come anticipato, le donne sono davvero impegnate per preparare i dolci di Natale, perché devono farne almeno di 4-6 tipi  e c’è una specie di gara a chi ne fa di più. Infatti iniziano 10 giorni prima di Natale, e una volta fatti questi dolci spesso durano tantissimo, come per esempio il Mèzeskalàcs.

mezeskalacs

Il 25 Dicembre invece si fa un pranzo con la famiglia allargata, dove sono presenti nonni, zii e cugini e si continua con lo scambio dei regali, ormai senza la sorpresa della scenografia della vigilia. La spiegazione che si dà ai bimbi è che il regalo è arrivato sotto l’albero della nonna o zia la sera precedente.

E in questo giorno si inizia anche il grande scambio dei dolci; le mamme preparano una selezione dei dolci cucinati e la portano ai nonni, zii e anche agli amici. Naturalmente anche loro prendono con se la loro porzione preparata da offrire a tutti e quindi, praticamente, torni a casa con la stessa quantità che avevi portato.  Questi dolci durano almeno fino al primo dell’anno ma in certi casi anche oltre.

Il 26 dicembre invece spesso si va a trovare gli amici, ma non prima, perché il 24 e il 25 sono dedicati esclusivamente alla famiglia.

  • Tradizioni di Natale in Romania

di Anna Lorenzetti

Nonostante in Romania la prevalenza religiosa sia di Cristiani Ortodossi, loro attualmente hanno adottato per convenzione il Natale coincidente con il nostro. Le festività natalizie iniziano in genere  nella  notte tra il 5 e il 6 Dicembre con la festa di Moș Nicolae. I bimbi mettono le loro scarpe, lucidate al nuovo con i calzini fuori dalla porta e al mattino, dopo il passaggio del “Vecchio Nicola”,  le ritrovano piene di dolciumi e caramelle, mentre i più cattivi trovano all’interno una frusta.

Il 20 dicembre viene celebrato Sant’Ignazio; in quest’occasione viene macellato il maiale, poi benedetto con l’incenso dal capofamiglia. Le setole vengono bruciate con mazzetti di paglia e si festeggia l’evento con un pranzo a base di arrosto. Purtroppo questa festa é ancora in uso solamente nelle zone rurali.
Il giorno di  Natale i bambini vanno in giro con una stellina di carta fatta in casa, cantando per le strade. Questo rito è la rivisitazione rumena  Кrestnij Chod (“processione della croce”), durante il quale sacerdoti e fedeli escono dalla chiesa portando in giro una candela ed intonando canti natalizi. Ai bambini la gente è solita donare ciambelle di pane, mele e noci (che rappresentano gli alimenti presenti sulla tavola all’Ultima cena). Adesso con l’avvento del consumismo vengono donati loro dolciumi e caramelle.
La vigilia di Natale essendo ancora Vigilia, si cena con brodo di verdure e verdure lesse come broccoli e si attende all’arrivo di Moș Gerilla, nonno gelo: un Vecchio con la barba lunga e bianca e con indosso una pelliccia e che un tempo portava i regali ai bambini.  Adesso, con la caduta del comunismo Moș Gerilla é andato in pensione lasciando il suo posto ad un altrettanto vecchietto di nome Babbo Natale.
Il pranzo di Natale è quasi prettamente a base di porco, dove gli antipasti sono la salda de beof (insalata russa), de ciuperci (insalata di funghi), salsicce e soppressata.
Vengono cucinati gli arrosti e i famosi sermale, involtini con carne di porco e manzo macinata con riso, verdure e avvolti in una foglia di verza o vite.
Nessun pranzo natalizio è tale se sulle tavole non appare il cozonac, un dolce a lievitazione, preparato con molta cura e cotto in uno stampo a cassetta, con ripieno a base di noci e cacao, semi di papavero o frutta secca, specialmente uvetta.
Ogni pasto è sempre bagnato da vini loro e da liquori fatti in casa come il visinata (liquore di amarene) o la tuica (grappa di Prugne).
Il primo dell’anno i bambini girano di casa in casa, con un rametto addobbato con fiori di carta fatti in casa, mele etc. recitando poesie di augurio per l’anno nuovo. Il rametto viene chiamato sorcova.
Nelle zone rurali e specialmente a Bacau è ancora in uso un rito precristiano che in questa zona è chiamato la danza della capretta, in cui un ragazzetto travestito da capra va di casa in casa cantando e ballando accompagnato da suonatori in costume. Sembra sia un rito alla fertilità e di auspicio per l’anno che verrà e in genere avviene per tutto il periodo natalizio fino all’Epifania.
  • Tradizioni di Natale in Albania

di Blerina del blog The Sprint Sisters

biscotti di natale albanesi

L’Albania un paese di culture e religioni miste, che per anni hanno imparato a convivere insieme, in armonia e festeggiare anche il Natale. Sì, perché in Albania troviamo famiglie di religione cattolica, ortodossa, mista e mussulmani; io faccio parte dell’ultima categoria anche se non sono praticante.

Quindi potete ben immaginare che per ognuna di queste famiglie festeggiare il Natale voleva dire farlo in modo diverso, ma con la stessa intensità e le stesse emozioni. Se però bisogna essere precisi, in Albania è festa molto più sentita quella di Capodanno, tant’è vero che per gli albanesi Babbo Natale sarebbe Babaqyshi i Vitit te Ri o  Plaku i Vitit te Ri, che esattamente vuol dire l’Uomo anziano di Capodanno.

Quando ero bambina e vivevo a Durazzo l’aria di festa del Natale si sentiva settimane e settimane prima, si puliva casa da cima a fondo (un po’ come fare le pulizie di primavera), la tv iniziava a trasmettere film e trasmissioni tradizionali legati alle festività, ci si preparava per un mega cenone con piatti della tradizione e non poteva e  può assolutamente mancare il Bakllava. Bakllava è un dolce tipico albanese, che però forse ha origini turche e non manca su nessuna tavola.

Ecco, quindi più che l’albero di Natale diciamo che si faceva l’albero di Capodanno. Certamente i tempi saranno cambiati e i regali saranno diventati più tecnologici e fashion, ma io ricordo ancora quello che ci regalava mio nonno. Il suo regalo era una borsetta a retina bella lunga riempita di arance, noci, castagne, fichi secchi, caramelle e simili cose, ci diceva sempre che aiutano a far sembrare l’inverno meno triste. Non mancavano i tanti biscotti di varia forma che noi bambini facevamo, e se siete curiosi vi racconto anche com’era il mio albero di Natale.

Il mio natale da bambina in Albania ed il mio albero di Natale erano un po’ diversi da quelli che vedo in Italia da 20 anni a questa parte. Il mio albero di Natale/Capodanno altro non era che un albero spelacchiato con tante pigne, ma che per me e mia sorella era l’albero più bello che avessimo mai visto. Era il nostro albero!

Il bello di questa festa in Albania era quello di poter stare tutti insieme, cucinare come se non ci fosse un domani, stare svegli fino a mattina aspettando il nuovo anno. E noi bambini stavamo davvero svegli fino a mattina, perché per noi quella sarebbe stata la notte più bella dell’anno, quella in cui sarebbe passato Plaku i Vivit te Ri!

  • Tradizioni di Natale in Olanda

di Valentina Vinci di InsolitAmsterdam

ia_sinterklaas_amsterdam 2014

Se in Italia i più affezionati al Natale (sottoscritta compresa) cominciano ad entrare nel mood già da fine novembre, in Olanda l’aria natalizia la si respira ancora prima. Ad Amsterdam, per non sbagliare, esiste addirittura un negozietto che vive il Natale 365 giorni all’anno. Si chiama, guarda un po’, Christmas Palace e all’entrata un countdown ti tiene in continuo aggiornamento anche durante l’estate. Forse un pochino esagerato, ma sicuramente originale.

Questa festività è molto sentita dal popolo olandese tanto che, il 15 novembre l’attesa dell’arrivo di Sinterklaas è alle stelle e l’accoglienza da parte dei bambini ma anche degli adulti, è calorosissima.

Il Babbo Natale olandese, invece di utilizzare la slitta come il nostro, arriva dall’acqua, a bordo di una barca; invece che arrivare dal Polo Nord, arriva dalla Spagna e, invece che essere barbuto e grasso, è magro con la barba bianca e lunga e molto anziano. Arriva in città in compagnia dei suoi aiutanti: simpatici personaggi dal colore della pelle nero, forse perché africani, forse perché sporchi di fuliggine.

Nella notte del 5 dicembre, in sella al suo cavallo bianco, Sinterklaas raggiunge ogni casa e i bambini offrono carote e mele per il cavallo Amerigo e lasciano sulla finestra una scarpa per raccogliere i doni: caramelle e dolcetti a non finire, dai papernoten (i famosi biscottini alla cannella), al marzapane, alle lettere di cioccolato. La tradizione mi ricorda molto quando anche io, da bambina, cercavo di ingraziarmi Santa Lucia e la Befana lasciando latte, carote, vino e quant’altro. La furbizia non ha età… né nazionalità.

Non esiste un menù standard, ma la tradizione di imbandire la tavola all’italiana c’è: i piatti più gettonati per l’occasione sono tacchino ripieno di fichi, gallina o pollo, seguiti dalle Ollienbollen (frittelle ipercaloriche con mele o uvetta) e Speculaas, il tutto accompagnato dal Gluhwein.

Tradizioni di Natale ad Amsterdam

di Marica Giubila del blog Bambini giramondo

Confesso di avere un debole per Amsterdam (e per l’Olanda in generale), perché è una città divertente, romantica e ordinata. Se dovessi trasferirmi sicuramente sarebbe tra le prime scelte.

L’atmosfera natalizia la rende ancora più bella e chi visita la Capitale dei Paesi Bassi in questo periodo si imbatterà in tradizioni simili e in altre completamente differenti dalle nostre.

I festeggiamenti cominciano agli inizi di dicembre, in occasione della Festa di San Nicola. Il Santo (Sinterklaas) somiglia molto al nostro Babbo Natale, porta i doni ai bambini e viaggia su un cavallo bianco.

Nel periodo più magico dell’anno addobbi e alberi di Natale invadono le strade e i negozi olandesi. Curiosa l’usanza di decorare le finestre delle abitazioni con riproduzioni in scala di paesaggi, città e scene di vita quotidiana olandese.

Per gli amanti dei mercatini di Natale c’è l’imbarazzo della scelta, tanti chioschi che espongono artigianato locale, prodotti biologici e delizie della tradizione. Immancabili anche le piste di pattinaggio e i castelli di ghiaccio.

Infine l’Amsterdam Light Festival l’annuale appuntamento con le installazioni luminose sparse per la città che possono essere ammirate con tour organizzati sia in barca che in bicicletta.

Da segnalare appena fuori città: i Mercatini di Natale di Haarlem e il ricco calendario di Eventi di Maastricht.

  • Tradizioni di Natale in Polonia

Tradizioni di Natale a Cracovia: i presepi

di Stefania Ciocconi del blog Girovagando con Stefania

presepe tradizionale di cracovia

Il periodo natalizio è uno dei più suggestivi per visitare Cracovia e passeggiare lungo le vie di Stare Miasto per ammirare non solo la sublime architettura ma anche i caratteristici presepi. Non dovete pensare ai nostri classici presepi ma a vere e proprie opere d’arte inserite tra i beni culturali immateriali della Polonia.
L’usanza di fare i presepi tradizionali, chiamati in lingua polacca szopki è nata alla metà del XIX secolo e ogni anno vengono premiati i migliori.

Girovagando per le vie del centro storico si possono vedere i presepi esposti all’interno di teche in vetro oppure nelle vetrine di negozi e ristoranti. Trovarli è come fare una caccia al tesoro che premia la perseveranza con la visione di costruzioni scenografiche che riproducono i monumenti più famosi di Cracovia uniti a elementi scaturiti dalla fantasia degli autori.

I presepi tradizionali di Cracovia sono spesso costruiti con carta stagnola dipinta e posizionati su un fondale in cartone o legno e possono avere movimenti meccanici che li rendono ancor più suggestivi.
Le figure che li animano sono realizzate in legno e indossano abiti in panno. Osservandoli con attenzione si possono riconoscere eroi nazionali, personaggi storici e moderne celebrità.

Girando per la città si possono ammirare anche presepi dall’aspetto più classico realizzati su fondo roccioso con la tradizionale stalla con le figure della Sacra Famiglia ma quelli coloratissimi sono più belli e rendono ancor più magica l’atmosfera natalizia. Per approfondimenti: https://www.girovagandoconstefania.it/2017/12/presepi-e-mercatini-di-natale-a-cracovia.html

Natale a Varsavia: le luci del parco di Wilanow

di Sofia Riccaboni del blog Mamma ha le rotelle

Ogni anno questo meraviglioso parco, un po’ giardino inglese un po’ no, per Natale si accende di luci. Colori e musica si uniscono e creano uno spettacolo meraviglioso.
Il 13 ottobre 2018 si è ripetuta la magia. Al buio quel giardino illuminato di colori era un sogno ad occhi aperti. Quando poi le luci hanno iniziato a danzare sulle note di musica classica e opere come lo Schiaccianoci, sembrava veramente di essere in un sogno. Si resta incantati, come ipnotizzati.
Abbiamo camminato sotto l’arco di luci, abbiamo fatto foto dentro la grande cornice con alle nostre spalle la villa Wilanow, abbiamo fatto finta di essere principesse.
Ogni anno si ripete questo evento che continua ogni giorno, dalle 17 alle 21, fino a dopo Natale. Non poteteandare a Varsavia per Natale e non passare a vedere questo spettacolo. Per approfondimenti: https://poloniaaccessibile.mammahalerotelle.it/il-parco-wilanow-di-varsavia-e-lo-spettacolo-di-luci/

  • Tradizioni di Natale in Scozia

di Alessandra Carini del blog 50 sfumature di viaggio

natale a edimburgo victoria street

Uno dei fatti più insoliti che riguarda le tradizioni natalizie scozzesi è che si sono sviluppate molto tardi nel tempo, infatti, il Natale e ogni sua forma di celebrazione sono stati banditi in Scozia, per quasi 400 anni.  

Prima della Riforma scozzese del 1560, il Natale in Scozia era conosciuto come “Yule” e celebrato nel giorno più lungo dell’anno. Nel 1560 la Scozia si separò dalla Chiesa cattolica e questa spaccatura provocò un cambiamento nel pensiero religioso. Qualsiasi attività che potesse essere vista come stravaganti, o come celebrazione di ideali superstiziosi, furono disapprovate e, questo includeva anche la celebrazione di Yule.

John Knox, il leader del movimento presbiteriano, scoraggiò la celebrazione del Natale in Scozia. Questo clima alla fine portò a un atto del Parlamento scozzese, che fece dichiarare “Yule” illegale nel 1640. Il divieto di festeggiare il Natale è rimasto ufficialmente in vigore in Scozia, solo per 16 anni, fino alla morte di Oliver Cromwell, che aveva contribuito ad abolirlo definitivamente, nel 1647.

Questo divieto fu ufficialmente abrogato nel 1712, ma la Chiesa continuò a disapprovare le celebrazioni festive. Le punizioni per chi celebrava Yule erano dure e per il popolo scozzese, il giorno di Natale, era considerato un giorno di lavoro come tanti altri.

Tuttavia, quando il resto del Regno Unito reintrodusse le celebrazioni natalizie, la Scozia preferì continuare con il divieto per motivi Religiosi. La Chiesa presbiteriana, la più diffusa in Scozia, continuò a scoraggiare la celebrazione di questa ricorrenza, riservando pene piuttosto severe a tutti coloro che provavano a ribellarsi al divieto. Per questo motivo i festeggiamenti per il Natale in Scozia, sono rimasti fuorilegge per oltre 400 anni.

Che ci crediate o meno, il giorno di Natale divenne un giorno festivo solo nel 1958, e il Boxing Day (il 26 dicembre) solo nel 1974.

Alcune Tradizioni scozzesi legate al Natale presenti e sopravvissute al passato

Una delle tradizioni natalizie scozzesi che fu bandita per tanti anni, riguardava la cottura del pane Yule. Il pane Yule era fatto con 3 fili di pagnotta di pane intrecciati in un cerchio. Il buco nel mezzo veniva usato per le candele, che venivano poste al suo interno per illuminare le buie notti d’inverno. Un’antica tradizione scozzese era quella di cuocere un pane Yule, per ogni membro della famiglia.  Chiunque trovasse un gingillo nel suo pane avrebbe avuto fortuna per il resto dell’anno.

La divinazione era una volta un’usanza popolare. Gli scozzesi si rivolgono spesso alla divinazione per predire il futuro ed il Natale non faceva eccezione. Durante lo “Yuletide”, i giovani ragazzi si pungevano i pollici con i bordi taglienti delle foglie di agrifoglio. Si riteneva che ogni goccia di sangue rappresentasse un anno di vita e questo rituale veniva svolto per predire, quanto avrebbero vissuto.

La vigilia di Natale, una persona single, incrinava un uovo in una tazza. La forma del bianco d’uovo determinava la professione del possibile innamorato. L’uovo veniva poi mescolato in una torta e, se la torta si rompeva durante la cottura, la persona avrebbe avuto sfortuna nel prossimo anno a venire. Spazzare le ceneri del camino e leggerle, come un indovino leggeva le foglie di tè, era anche questa una tradizione comune.

Molti scozzesi bruciano ancora un ramoscello dell’albero di Rowen a Natale, come un modo per eliminare i cattivi sentimenti di gelosia o sfiducia tra familiari, amici o vicini di casa.

I Celti accendevano le candele a Natale, per illuminare la strada per gli estranei. In Scozia questa usanza era conosciuta come “Oidche Choinnle” o Notte delle candele. Onorando la visita di uno straniero nella notte, si onora la Sacra Famiglia, che ha cercato rifugio la notte della nascita di Cristo.

Il primo visitatore di una casa nel giorno di Natale veniva chiamato “First Footer”. La persona deve portare doni di torba, denaro e pane per simboleggiare il calore, la ricchezza e la mancanza di desideri. In seguito questa divenne una tradizione del Capodanno.

Oggi gli scozzesi festeggiano con alberi di Natale festosi e regali per tutti. Grandi cene che includono cumuli di pasta frolla scozzese, purè di rapa e arrosto di tacchino o stufato di cervo. Oltre al pane Yule, le famiglie possono anche fare un Black Bun, o una torta della dodicesima notte, che è simile ad una torta di frutta ma, ha una pasta spessa ed è piena di spezie, frutta, noci … e più di un goccio di whisky!

 

  • Tradizioni di Natale a Londra

di Elisa Ruggieri del blog Eli loves travelling

natale a londra

Il Natale a Londra inizia presto, forse prima rispetto ad altre città europee, con l’apparizione di stand dedicati nei maggiori stores della città già da fine ottobre. C’è però una tradizione che dà ufficialmente inizio al Natale londinese ed è la cerimonia di accensione delle Christmas Lights, le luci di Natale che dominano su Oxford Street. Ogni anno ad inizio novembre, le autorità invitano un personaggio famoso della musica o della tv ad accendere ufficialmente le luci che cambiano di anno in anno e sono sempre più spettacolari. Quest’anno ad esempio si parla addirittura di 750,000 lampadine al led per ricreare enormi fiocchi di neve. A seguire, verranno accese le luci nelle principali strade della capitale britannica, Regent Street, Carnaby Street e Covent Garden, tutti luoghi cari ai londinesi, che rappresentano le diverse sfaccettature dello spirito natalizio. Molto particolari sono le luci di Carnaby Street, strada molto alternativa che in passato ospitava negozi di musica indipendente e boutique di moda molto originali, ispirate ad album e gruppi musicali inglesi. Se andate a Londra in questo periodo, non potete non fare un giro in queste vie illuminate a festa, sono un vero spettacolo!

Tradizioni di Natale nel Continente Americano

E adesso si vola nel continente americano, per le tradizioni di Natale d’oltreoceano!

  • Tradizioni di Natale negli Stati Uniti

di Alessandra Gemignani del blog Pentolino Magico

Natale negli States è un grande evento. Iniziando  dalle decorazioni della casa, sia dentro che fuori. Ci sono molti quartieri così elaborati che le persone vanno a visitarli di notte durante tutto il mese. Le decorazioni iniziano di solito alla fine di novembre e la maggior parte resta fino al nuovo anno.

Regali! Tanti e tanti regali. La gente  fa debiti durante il periodo per i regali di Natale. È importante anche il  loro confezionamento: tutti sono avvolti e messi sotto l’albero. Nessun regalo è aperto prima della vigilia di Natale o del giorno di Natale, a seconda della tradizione familiare.

Irrinunciabile è la visita di Babbo Natale. Un grande evento anche  per i bambini. Ogni centro commerciale ha un Babbo Natale. I bambini vanno lì, si siedono  sulle sue gambe, fanno una foto e gli dicono cosa vogliono per Natale. Babbo Natale porta ai bambini il loro grande giocattolo il giorno di Natale e riempie la loro calza.

Le tradizioni degli americani sono diverse: gli  italo-americani la vigilia di Natale mangiano pesce, aprono i regali con la famiglia e i nonni, mentre il giorno di Natale viene festeggiato con la famiglia allargata.

Per le  altre famiglie americane è un po’ diverso, ma per tutti è una grande festa. Anche per quanto riguarda le scuole ci sono differenze. Le scuole cattoliche festeggiano il Natale.

Alla scuola pubblica, in dicembre, ai bambini insegnano le feste delle differenti religioni che si svolgono nel periodo autunnale: Natale, Kwanza (afro-americana) e Hanukkah (festività ebraica).

  • Tradizioni di Natale in Ecuador

di Chiara del blog ComeCalamity.it

Ecuador-Paese del Nino

A Natale in Ecuador il Paese sembra tornare bambino. La preparazione dei presepi è un’attività importante, che coinvolge tutta la famiglia. Le città sono piene di banchi e negozietti dove comprare le decorazioni e, in particolare, vestiti e addobbi per il Niño, la statuina del Bambin Gesù che è al centro delle celebrazioni.

Per nove giorni, prima della Vigilia, molte famiglie si riuniscono nelle diverse case per pregare intorno al presepe. Poi, alla Vigilia, le statue tutte addobbate vengono portate in processione. Nelle città ci sono tantissime sfilate diverse, con anche i bambini (e non solo loro) mascherati da angeli, pastorelli e personaggi del presepe. Le processioni terminano davanti agli altari delle chiese dove vengono lasciate le statuine in attesa della benedizione, sono tantissime, grandi o piccole, e vestite di tutti i colori.

La processione più famosa è il “Pase del Niño Viajero”, il passaggio del bambino viaggiatore, nella città coloniale di Cuenca (riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità), dove si riuniscono migliaia di persone ogni anno a cantare, pregare, ballare e festeggiare. Vengono distribuiti gratuitamente pan di Pasqua e chicha de jora, un’antica bevanda precolombiana ottenuta dalla fermentazione del mais. La statua di Gesù bambino portata in processione (realizzata nel 1823) ha davvero viaggiato in giro per il mondo, come suggerisce il suo nome, fino a Betlemme, ed è stata “battezzata” nel fiume Giordano. Per approfondimenti sull’Ecuador: http://comecalamity.it/2017/02/luna-miele-ecuador-html/

Tradizioni di Natale in Medio Oriente

Chi l’ha detto che in Medio Oriente non si festeggia il Natale? Scopritelo con noi!

  • Natale a Dubai

di Monica Mattioli del blog Via Emilia e Dintorni

Dubai_Jumeirah_Burj_al_arab

Quando abbiamo deciso di trascorrere le festività natalizie a Dubai sebbene da una parte fossi molto felice perché le avrei passate con la mia amica Ellen, dall’altra ero un po’ dispiaciuta perché sarebbe stato un Natale alquanto “inconsueto”.

Certo, perché nell’immaginario Natale a Dubai equivale a niente neve, niente albero di Natale, niente regali, niente mercatini, niente piste di pattinaggio sul ghiaccio, niente messa natalizia, niente tradizioni insomma.

Un Natale pagano

E invece mi sbagliavo, e mi sbagliavo alla grande! Dubai, pur essendo un paese a fede islamica in cui la percentuale di abitanti a fede Cristiana è davvero bassissima, celebra comunque il Natale.

Ovviamente a Dubai a dicembre c’è caldo ma è un caldo gradevole (a differenza del caldo che troveresti in estate). I classici addobbi natalizi invadono le strade della città, i centri commerciali, gli hotel e i negozi. Nonostante il Natale sia una festa Cristiana qui viene vista come una festa pagana ed è dunque celebrata come nel nostro paese.

Tradizioni natalizie a Dubai

Dubai, si sa, è famosa per i grandi mall in cui puoi acquistare di tutto. Appunto per questo, essendo una città di shopping, girando per negozi l’impressione che hai è quella della frenetica corsa all’acquisto dei regali da mettere sotto l’albero.

Ovunque trovi alberi di Natale con addobbi sfarzosi e negli alberghi e ristoranti non è difficile imbattersi in Babbo Natale che regala dolci ai bambini. A Dubai vengono inoltre organizzati ogni anno festival di animazione dedicati ai più piccoli a tema natalizio.

All’Atlantis the Palm Hotel, uno degli alberghi più prestigiosi della città, viene allestito un vero e proprio villaggio di Natale con bancarelle, decorazioni, ottimo cibo e regali di ogni tipo e chiunque ha la possibilità  di visitarlo.

Natale con la neve a Dubai

E se non puoi davvero rinunciare alla neve nemmeno se sei a Dubai, hai la possibilità di trovarla al Mall of the Emirates, uno dei centri commerciali più grossi della città, dove allo Ski Dubai è presente una vera e propria oasi invernale. Qui infatti potrai sciare nelle cinque piste da sci al coperto, ognuna con una difficoltà diversa, noleggiare un maestro di sci o tuffarti in una discesa con lo snowboard. Non vuoi praticare uno sport ma goderti l’atmosfera e rilassarti bevendo qualcosa di caldo? Puoi farlo tranquillamente al bar alpino, un vero e proprio rifugio montano che si affaccia sulle piste da sci. Ovviamente le attrezzature ti vengono noleggiate senza che tu le debba portare da casa.

Se, al contrario vuoi pattinare sul ghiaccio, al Dubai Mall trovi il Dubai Ice Ring, una pista di pattinaggio olimpionica dove poter pattinare anche con l’aiuto di maestri.

Lo spirito del Natale a Dubai

Se ancora non ti ho convinto e pensi che le tradizioni natalizie a Dubai manchino, sappi che la mattina di Natale, alla chiesa di San Francesco a Jebel Ali, potrai assistere alla messa Natalizia.

Come vedi, lo spirito festoso del Natale e la coinvolgente gioia di questa festa, ha contagiato anche gli Emirati Arabi. Probabilmente è un Natale meno Cristiano ma più commerciale, ma lo spirito della festa e l’atmosfera che si respira sono certa non ti faranno rimpiangere il Natale di casa tua.

Tradizioni di Natale in Asia

Natale in Asia? Le tradizioni sono decisamente diverse dalle nostre, ma ci sono. Eccome se ci sono!

  • Come si festeggia il Natale in Giappone? Storia e tradizioni di Natale in Giappone

di Stefania Versaci del blog My Japan Slice e contributor del portale Ohayo.it

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La doverosa premessa è che le tradizioni natalizie giapponesi non hanno radici cristiane come le nostre e quindi il Natale in Giappone non ha lo stesso significato spirituale che ha per noi.

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Brevemente si può dire che il Natale sia arrivato in Giappone dopo la seconda guerra mondiale e sia stato accolto soprattutto in ambito commerciale come una buona occasione per aumentare le vendite. È un giorno lavorativo normale, si va al lavoro oppure a scuola  come al solito, ma le vetrine e le piazze sono decorate e non mancano luci, fiocchi e abeti ricoperti di neve artificiale. Se vi trovaste in Giappone nelle settimane di dicembre non vi accorgereste nemmeno del fatto che nel calendario del Sol Levante del Natale non c’è nemmeno l’ombra. I giapponesi hanno assimilato volentieri la tradizione occidentale delle decorazioni, dello scambio dei regali e delle cartoline di auguri. Mancano invece del tutto le tradizioni religiose legate alle celebrazioni per la nascita di Gesù che per noi sono alla base del Natale. Se chiedeste ai giapponesi cosa si festeggia il giorno di Natale potreste restare sorpresi dalle risposte, molti sono infatti convinti che si celebri il compleanno di Babbo Natale!

Come in Italia esistono anche in Giappone delle tradizioni culinarie per festeggiare il giorno di Natale.  Una delle più radicate è di origine puramente commerciale ed è la tradizione giapponese di mangiare pollo fritto il 25 dicembre, ma non un pollo fritto qualsiasi, il pollo fritto della famosa catena di fast food americana KFC. La tradizione è frutto di una fortunatissima campagna pubblicitaria dell’azienda che risale al 1974 e porta ancora frutto tanto che ogni anno vengono offerti speciali menù festivi ed è bene prenotare il proprio pollo in anticipo perché va a ruba, chi non si è organizzato per tempo finisce per fare lunghissime file e spesso i menù speciali vanno esauriti in poche ore.

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Risalente all’ immediato dopo guerra è invece la tradizione di mangiare la torta di Natale, si tratta di un pan di Spagna ricoperto di panna e fragole e declinato in varie versioni che includono decorazioni di zucchero e cioccolato. È esattamente la torta che trovate tra le emoji del vostro smartphone. Questa tradizione è frutto della percezione del Natale che i giapponesi svilupparono soprattutto guardando all’America degli anni ’50 che agli occhi di un Paese impoverito e piegato dalla sconfitta nel secondo conflitto mondiale rappresentava invece abbondanza e prosperità. È proprio l’aspetto di celebrare abbondanza e prosperità che i giapponesi hanno iniziato ad associare al Natale ed è nata così la tradizione di festeggiare con una torta fatta con ingredienti che all’epoca rappresentavano un lusso, come latte, burro, zucchero, cioccolato e fragole fuori stagione. La tradizione si è poi radicata anche perché la torta panna e fragole richiama i colori della bandiera giapponese che sono il bianco e il rosso, colori anche tipici della tradizione religiosa del Giappone, lo shintoismo.

giappone_torta_natale_panna e fragole

Molti giapponesi sono peraltro fermamente convinti che anche in occidente si festeggi mangiando esattamente la stessa torta e mi è capitato di deludere qualcuno spiegando che non è così.

giappone_hotel_natale

Oltre al menù la differenza maggiore rispetto al modo occidentale di festeggiare è che mentre noi pensiamo al Natale come ad una festa da passare con la famiglia per i giapponesi il giorno di Natale, e soprattutto la Vigilia, è un giorno da passare con il proprio partner. Una sorta di San Valentino. A Natale molti ristoranti offrono dei menù speciali e atmosfere romantiche per le coppie e molti hotel offrono dei pacchetti speciali per passare la notte di Natale con la propria dolce metà, magari facendo l’amore. Come mai?

La spiegazione è nel modo in cui in Giappone si chiama la Notte Santa, in giapponese si dice infatti sei-yoru e si scrive con gli ideogrammi 聖夜 , 聖 sei, santo e 夜 yoru, notte; seiyoru però può essere scritto anche in un altro modo 性夜, dove l’ideogramma 性 si legge sempre sei ma significa  “sesso” e quindi la Notte Santa diventa la notte del sesso. Trovare una camera d’albergo libera la Vigilia di Natale in Giappone potrebbe essere molto difficile!

  • Il Festival delle Lanterne Giganti nelle Filippine

di Enzo Ferrari del blog Inguaribile Viaggiatore

Il Festival delle Lanterne Giganti (in filippino Ligligan Parul Sampernandu) si tiene ogni anno il sabato prima della vigilia di Natale nella città di San Fernando che per questo viene considerata la “capitale natalizia delle Filippine”.

Sono undici i villaggi (barangays) che prendono parte al festival delle Lanterne Giganti di San Fernando e la competizione tra loro è molto agguerrita nella ricerca di costruire la lanterna luminosa più bella ed elaborata.

Chi abita nelle Filippine attribuisce grande importanza al simbolismo della luce; la stella è considerata una fonte di luce e un segno di speranza nell’unico paese prevalentemente cristiano dell’Asia.

Originariamente, le lanterne erano semplici creazioni di circa mezzo metro di diametro, fatte di “papel de hapon” (ovvero la carta origami giapponese) e illuminate con una candela.

Oggi le lanterne sono realizzate con una varietà di materiali e sono cresciute fino a circa sei metri di dimensione. Sono illuminate da lampadine elettriche che brillano in un caleidoscopio di motivi e colori.

Il Festival delle Lanterne Giganti di San Fernando, di solito coincide con il Simbang Gabi, la prima edizione è datata 1908 ed è stata celebrata ogni anno da allora, facendo si che sia una delle tradizioni natalizie asiatiche più longeve.

  • Tradizioni di Natale a Singapore

di Sabrina e Enrico del blog The Travelling Family 

natale a singapore: bimbo con santa claus

Bermuda con i tasconi e canottiera fuori, la fronte imperlata di sudore. Le ciabattone ai piedi e, per mano, i nipotini attenti al racconto. La nonna è un po’ più in là, ha un ombrellino parasole e la visiera tra i capelli. Alla fermata di Chinatown c’è una folla ordinata di persone che aspettano la Metro. C’è un manager in giacca e cravatta, due ragazzine che ridono senza sosta e altre due, stesso gonnellino a pieghe, che vanno di selfie. Scenderanno tutti, e noi con loro, a Orchard Road per vedere “cosa non è” il Natale a Singapore.

In effetti, a Singapore, il miglior posto per assaporare l’atmosfera Natalizia e farsi un bel po’ di selfie con le renne è proprio la zona di Orchard Road. Quella dello shopping e della moda. La zona che tutti gli anni cambia tema e nel 2018 si divertirà con tutti i personaggi della Disney.

Tanta gente, molti turisti e poi la neve finta, millemila lucine e gli alberi addobbati. Laggiù c’è la casetta di Santa Claus e, in sottofondo, si sente “we wish you a merry Christmas”.

Da queste parti fanno sul serio, nonostante il clima torrido (o forse proprio per quello…), nel creare la più allegra e sfavillante atmosfera natalizia di tutta l’Asia. Non c’è Mall che non partecipi alla festa di suoni e luci, che non abbia il proprio Babbo Natale pronto a farsi fotografare con un bimbo in braccio. Le strade e i centri commerciali sono illuminati a festa per ospitare eventi e attività per tutti. Soprattutto per le famiglie. Lo si capisce dagli occhi dei bambini, carichi di felicità e luccicanti come tante stelline. Alcuni arrivano in gruppo, altri accompagnati dai genitori o dai nonni anche per “conoscere” il Natale. E così capita di trovarsi di fronte a un Presepe a grandezza naturale, una rappresentazione della Natività con tanto di pannelli esplicativi sulla storia di Gesù, Betlemme, i Re Magi.

Per noi la cosa più bella è stata proprio vedere il Natale “spiegato” ai non cristiani nella città tra le più multiculturali al mondo.

Tradizioni di Natale in Australia

di Marta del blog La volta che

Christmas Cracker

Il Natale in Australia si festeggia con un bel barbecue in spiaggia, lo sanno tutti; tranne quando piove, e purtroppo succede anche quello.

Essendo nata come colonia penale inglese ed essendo tuttora parte del Commonwealth e patria della cartamoneta più colorata e plasticosa rappresentante la cara vecchia Betty, è logico che l’Australia attinga a piene mani dalle tradizioni britanniche per quanto riguarda le festività.

Proprio come in Inghilterra, anche in Australia sono tradizionali i Christmas cracker. Non si tratta di biscottini o snack salati, ma di caramellone di carta colorata.

Per aprire un Christmas cracker ci vogliono due persone: una tira da un lato, l’altra tira dall’altro e… CRACK! Il cracker si apre in due e tutti scoprono che al suo interno non ci sono dolciumi ma sorpresine e cappellini di carta. I cappellini di carta sono da indossare subito, giusto per aggiungere sobrietà al pasto.

Il giorno dopo Natale, ancora nel pieno della digestione e ancora armati dei cappellini di carta usciti dai cracker, si va tutti a fare shopping per il Boxing Day, altra usanza di derivazione britannica – che originariamente non aveva nulla a che vedere con lo shopping, mentre ora è la festa nazionale dell’acquisto compulsivo.

I super saldi cominciano infatti il 26 dicembre, e fin dalle prime luci dell’alba è possibile vedere davanti ai negozi code chilometriche di persone a caccia di offerte.

 

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5 thoughts on “Le più belle Tradizioni di Natale nel Mondo”

  1. Fa sempre piacere conoscere le tradizioni di altre regioni o Paesi e devo dire che quelle culinarie sono le mie preferite 🙂 Mi è venuta voglia di provare a fare qualche ricettina tra quelle proposte 🙂

    1. trippando

      Poi facci sapere i risultati!

  2. Ma quante curiosità ho scoperto leggendo questo mega post sulle tradizioni del Natale nel Mondo! Alcune viene proprio voglia di andarle a vivere di persona!

    1. trippando

      Davvero un mondo di tradizioni; grazie per il contributo!

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