Trenino Rosso del Bernina, un’opera di ingegneria spettacolare

Benvenuti, Signori, sul Trenino Rosso del Bernina, noi non siamo soltanto una ferrovia noi siamo un’opera di ingegneria, noi non vendiamo solamente un biglietto del treno, noi offriamo uno spettacolo. 

trenino del Bernina

Con questa frase, tradotta dal tedesco e scritta dalla ferrovia Retica, comincia il nostro viaggio sul percorso ferroviario Patrimonio dell’Unesco, che attraversa il valico alpino più bello al mondo. Il Trenino Rosso del Bernina è da provare almeno una volta, in una qualsiasi stagione a scelta, perchè è un viaggio che rapisce in ogni periodo dell’anno.

Tutte le domeniche le Guide del Trenino Rosso prendono posto sulle carrozze ordinarie del treno delle 09.40, per accompagnare chi ha prenotato la guida nel viaggio da Tirano fino a St. Moritz, raccontando storie, aneddoti, curiosità di questo treno e di questo percorso…. da favola!

Noi siamo stati fortunati: nonostante non avessimo prenotato la guida, siamo finiti nei due dei pochissimi posti rimasti liberi di un vagone quasi interamente occupato da turisti accompagnati dalla guida e abbiamo potuto usufruire del servizio gratuitamente.

La frase iniziale che la guida ci ha enunciato alla partenza del treno è sicuramente autoreferenziale, ma hanno tutte le loro ragioni, gli Svizzeri, per vantarsi del treno, delle vette, e del percorso. Io sono rimasta: estasiata? meravigliata? stupefatta? Di più, ancora di più.

Il treno viene chiamato “Trenino” nonostante ogni convoglio sia sempre composto da 8 vagoni e da 2 motrici. Il diminutivo è dovuto al fatto che il trenino viaggia su un percorso ferroviario a scartamento ridotto, ovvero la distanza fra i binari è solamente un metro, a differenza dello scartamento standard che arriva a circa 1,4 metri. Questo scartamento ridotto ha fatto si che venisse “ridotto” anche il nome da treno a trenino.

Il treno parte dalla Stazione di Tirano, dalla Piazza delle Stazioni. Appena uscito dalla stazione il treno “incontra” il paese e gira attraversando le stradine del paese e attraversando la Statale dello Stelvio, che è l’unico attraversamento che non possiede un passaggio a livello e dove il macchinista deve rallentare, guardare a destra e sinistra e attraversare con prudenza come se fosse in auto. L’assenza del passaggio a livello sottolinea l’importanza che questo treno riveste per tutta la  Valtellina. Il percorso del treno passa dentro il centro del Paese sfiorando il retro della cattedrale, sfiorando le case e le porte di ingresso delle abitazioni.

Durante il tragitto si attraversano 44 ponti e si viene inghiottiti da 13 tunnel che servono al trenino per poter scalare la montagna e portarci dai 429 mt di Tirano fino ai 1800 mt di St. Moritz, passando attraverso i 2253 mt del Passo del Bernina.

Trenino Ospizio Bernina

Il Trenino viaggia su un unico binario e mentre nel 1910, quando questa opera di ingegneria ha cominciato la propria carriera, di treni ne passavano non più di uno o due al giorno, oggi, nonostante gli oltre 30 treni giornalieri, la linea è rimasta unica, ma sono stati creati punti di scambio nelle stazioni.

Il Trenino Rosso del Bernina è considerato un’eccezionale opera di ingegneria in quanto riesce a scalare la montagna a ruota libera senza cremagliera; i convogli hanno però bisogno di un raggio di 45 mt per poter effettuare le curve e non possono superare pendenze superiori al 7%: proprio per questo sono stati creati i viadotti elicoidali, in modo da permettere al treno di scalare pendenze maggiori.

Ogni stagione offre qualche cosa di particolare lungo il percorso:

  • In inverno la neve omogenizza il paesaggio, ma lo rende estremamente affascinante.
  • In primavera è bello partire da Tirano con i peschi in fiore e arrivare  al passo con il ghiaccio, perchè in alto i  ghiacci si sciolgono verso maggio/giugno
  • L’estate, con i suoi colori forti, ha i rododendri che in alto fioriscono solo a luglio, con il clima più dolce, con le giornate più lunghe e con le carrozze cabriolet che vengono attaccate ai convogli e che non sono da prenotare. Carrozze trasporto animali riadattati a carrozze cabriolet per il trasporto dei turisti.
  • L’autunno è il periodo più bello da punto di vista dei colori.

Il trenino percorre tutto il lungolago di Poschiavo. Da due anni purtroppo, a causa delle variazioni climatiche, il lago di Poschiavo non ghiaccia più. Sul Lungolago il treno viaggia su quella che era la carrozzabile di una volta, che veniva percorsa con le carrozze trainate dai cavalli. Oggi è occupata dalla ferrovia, e da una ciclabile-pedonabile che costeggia tutto il perimetro del lago.

La valle di Poschiavo, che è già Svizzera, si insinua in Italia e confina con le valli di Bormio e la Valmalenco. Poschiavo è una stazione molto importante per il trenino, perchè qui ha sede un’officina meccanica, dove ogni notte, ogni treno viene manutenuto e messo in condizione di effettuare il percorso in completa sicurezza. Nessun trenino che viaggi sulla linea può percorrerla se non è stato messo a punto dall’Officina di Poschiavo.

Il percorso è stato inaugurato nel 1910. Più di cento anni di perfezione e magia che nel 2008 sono stati dichiarati dall’UNESCO, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Trenino del Bernina Diavolezza

Nello specifico, fanno parte del Patrimonio tutto il percorso, tutti i villaggi che si trovano lungo il percorso e le cime che lo circondano, la cui cima più “famosa” o conosciuta, e comunque la più alta e il Piz Bernina l’unico 4000 delle Alpi Retiche.

Le ragioni che hanno portato l’UNESCO a proclamare l’ambito riconoscimento sono raccolte in un libro dello spessore di circa 10 cm, quindi innumerevoli ragioni, che possono venire riassunte nel riconoscimento all’uomo nell’essere riuscito a costruire e mantenere un’opera di ingegneria che non ha intaccato un patrimonio naturalistico estremamente rilevante. Come dire: vi diamo il riconoscimento perchè siete stati davvero bravi!

Il treno e il territorio sono infatti indissolubilmente legati fra di loro, attraverso le acque che scorrono lungo la valle, acque che sono state da sempre soggette a sfruttamento per la produzione di energia idroelettrica.

In effetti, l’idea del treno era nata proprio per poter sfruttare l’enorme patrimonio idroelettrico presente in questa valle.

Lo sapete che i primi trenini erano gialli? Erano gialli proprio perchè giallo è il colore del sole e dell’energia. Nel corso del tempo il colore è virato al verde, per confondersi con i boschi, poi al blu che era il colore reale per eccellenza e perchè la destinazione di St. Moritz nell’ottocento è stata la meta di vacanze reale di principi, principesse e reali in genere. Relativamente più di recente è diventato rosso, perchè il rosso è il colore della Svizzera e perchè il rosso è un colore che spicca nel verde dei boschi e nel bianco della neve.

Dopo il lago di Poschiavo, il treno comincia davvero a scalare la montagna, e dove non è possibile trovare i 45 mt. di raggio per effettuare le curve, il trenino viene inghiottito dai tunnel che lo fanno  entrare avendo la valle da una parte, e lo fanno uscire avendo la valle dalla parte opposta.

La prima stazione scambio obbligatoria che il treno raggiunge è già in quota e si trova in un altipiano chiamato Cavaglia.

A Cavaglia c’è un villaggio vacanze. Ma non un villaggio di quelli All Inclusive: è un villaggio costituito da casette che erano state costruite dagli operai che avevano lavorato alla costruzione della enorme centrale idroelettrica che c’è in questa zona.

In estate si possono affittare le case, che si possono raggiungere tramite una strada, ma d’inverno è raggiungibile solo con il treno. E non ci sono negozi. D’estate è un posto molto frequentato da cui partono moltissime passeggiate facili e meno impegnative, dove si trovano le marmitte dei giganti, gigantesche cavità create dai ghiacciai, visitabili solo in estate e un bel giardino botanico.

La guida ci dice che non possiamo considerare caro il  viaggio, considerato che siamo su una ferrovia svizzera e che gli standard qualitativi e economici sono davvero quelli svizzeri. Considerate che dei 2500 dipendenti della ferrovia Retica, oltre 250 sono stabilmente dedicati al tratto Tirano-St. Moritz e che nel periodo invernale, che è quello più difficile per le condizioni meteo, vengono assunte altrettante persone che lavorano anche di notte, per spalare, per portare la neve nei tunnel perchè non ghiaccino, per sghiacciare gli scambi, per manovrare le frese e per tenere liberi  i binari.

Da Cavaglia in avanti finiscono i percorsi escursionistici per trasformarsi in percorsi alpinistici. Da qui in avanti cambia il panorama, da qui in avanti si raggiungono altitudini dove le foreste diradano e dove gli animali sono quelli tipici dell’altissima montagna, come lo stambecco, che è il simbolo dei cantone dei Grigioni.

Da qui in avanti, Signore e Signori, comincia lo spettacolo, quello invernale, quello da grande Nord, quello da favola, quello da Regno della Regina delle nevi, quello tutto bianco, quello magico, quello per cui siamo venuti qui in questo periodo.

Trenino del Bernina Pontresina

Da questo punto in poi non vi posso più riportare le parole della guida, alla stazione successiva a Cavaglia, all’Alp Grum, siamo scesi e qui è cominciata la nostra personale avventura, ma questa è un’altra storia che se siete curiosi potete leggere qui.

Il servizio guide è molto carino e istruttivo e anche se noi siamo stati fortunati, il prezzo per la guida è assolutamente affrontabile: 5€ a persona, gratis per i bambini fino a 6 anni e metà prezzo fino a 16 anni. Le guide le trovate qui: Guide del Trenino

 

 

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32 thoughts on “Trenino Rosso del Bernina, un’opera di ingegneria spettacolare”

  1. E ‘davvero un pezzo fresco e disponibile di informazioni . Sono contento che hai condiviso semplicemente questo informazioni utili con noi .

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