Umbria VS Gargano: dalla foresta umbra all'Animo umano...

Alfin quando sepolte in dolce sonno
giacciono tutte le membra, e gode il corpo
una somma quiete, allor sovente
parne esser desti non per tanto, e moverne.
E mirar nella cieca ombra notturna
l'aureo lume del giorno e'n chiuso luogo
Cielo e mari passar, fiumi e montagne,
e con libero piè scorrer pe' campi,
E parole ascoltar, mentre il severo
Silenzio della notte il mondo ingombra.

La Natura delle cose, Lucrezio.

Non  si compiono viaggi, dove  prima o poi non si scopre qualcosa di se stessi .

Non c’è viaggio nel  quale non  si porti dietro la propria vita e tutto il suo caos annesso,

né viaggio che non destabilizza e accredita.

Equilibri sottili che con poco si interrompono,  il tempo di un respiro e  si avverte  il disagio,

il porto sicuro lasciato ormai in lontananza.

Per me, viaggiare è entrare in armonia con me stessa traendo forza da ciò che mi circonda, cercando l’adattamento, il silenzio, la comprensione e l’empatia.

Troppo abituati a voler ritrovare nei luoghi verso i quali siamo diretti, un’apparenza, qualcosa che non ci distolga profondamente dalle nostre abitudini.

Vogliamo la riproduzione del mondo che ci circonda ogni giorno.

I villaggi turistici riflettono perfettamente questo pensiero: tu credi di essere “uscito”, ed invece sei dentro a quello che già conosci; niente ti viene raccontato della vita reale del paese visitato, cambia solo l’ambientazione.

Escursioni a tema, panorami da cartolina, freddi e triti.

Emozioni confezionate, senza esperienza.

Noi, verso il Gargano, umbri nell’Umbra Foresta, come Alice nel paese delle meraviglie.

Segui, Alice, il coniglio bianco, verso il buco!

Verso il profondo, corri a ricercare a riguadagnare te stessa.

Chilometri di foresta solenne e silenziosa.

Armonia di vite .

Ecosistemi sotterranei perfetti

Infinite progressioni di verdi, di consistenze, di odori .

Sensazioni primordiali, che ti confondono per poi riconnetterti.

Silenzi assordanti, rivelanti verità.

Qui uomo tu ti riconosci .

Alice, impara che non c’è poesia nell’ipocrisia.

Che con gli occhi guardi ma col cuore senti.

Questa è la perfezione.

Non etica  perversa, è vita secondo natura, secondo un codice genetico stabilito.

Madre natura non ha bisogno di orpelli, tronfia della sua perfezione non ammette intrusioni.

La Foresta Umbra è bellezza unica e primordiale che ci riconsegna alla limbica parte di noi.

Confonde le carte, per ridistribuirle poi e ricominciare il gioco.

Dopo tanti chiaroscuri, e tante ombre finalmente si rivede il cielo ….

Cielo che, dopo una nevicata, più che imprevista ed esplosiva ancora è monito doloroso.

Dopo essermi persa nella foresta, sopraffatta dall’incanto e dalla quiete, ritrovo la segretezza del mio essere e come Alice per crescere nella favola ha seguito l’imperativo “Mangiami!” scritto sul dolcetto...

Io raggiungo il Pizzicato e mi mangio una pasta di mandorle con grande diletto!

Laura Saleggia

Giorno 1 di 4.

Dopo il frastuono compito ed ossequioso di Monte Sant'Angelo, si parte alla volta di Vico del Gargano, optando per il "taglio" della Foresta umbra.

E qui esplode il silenzio...

Verde, brulla, sincopata, vivace e terrificante, dolce ed aggressiva, ti prende a due mani, in silenzio...

Giorno 3 di 4: destinazione Mattinata.

Cielo plumbeo, umidità minacciosa, ma s'è ad Aprile, cosa vuoi che sia...

Silenzio

Grandina.

Secco, forte, il ghiaccio verticale cade scalfendo l'anima.

Congelando l'aria, rendendo l'ambiente un freezer...

Il display parla chiaro: 5,5°C.

E qui, ad un certo punto, la scena topica del viaggio, folgorante:

"La fotografia più bella è quella che scattiamo coi nostri occhi" - Ansel Adams

Il maestro mi ha insegnato che davanti alla bellezza, al trionfo della perfezione si deve tacere, ammirare.

Solo, sotto la grandine, in mezzo alla strada, un pastore maremmano bianco custodiva e difendeva il suo gregge dalla minaccia orizzontale.

Era lì, impavido, in mezzo alla strada, a dirci "Guai a voi" incurante del pericolo...

Le aveva sistemate in una rientranza a destra del ciglio della strada, lungo una conca rocciosa che saliva irta e ferrosa verso il cielo d'acciaio che fendeva l'aria col ghiaccio tuonante.

E le capre stavano lì, raccolte, tremolanti, ad obbedire al loro custode, che fermo ci guardava, in senso di sfida.

"Dove andate?!?" Sembrava ammonirci.

Dove...

Andavamo a cercare " La natura delle cose" di Lucreziana memoria...

Ma l'uomo sa essere brutale con se stesso più di ogni altra fiera...

Mattinata par aspettarci da sempre, e ci sorride in Silenzio...

Mare, macchia, ulivi, Natura...

Sosta a Vieste, ad ascoltare il mare.

In Silenzio...

...e poi si ritorna a Vico, borgo incastonato nella Natura matrona...

Cos'è, d'altronde, una foresta, se non il luogo delle assenze.

Un non luogo dove trovare tutto e niente.

Dove poter ascoltare il Silenzio...

Ernesto de Matteis

Questo (e tutto il resto...) è stato possibile viverlo grazie alla #bloggerhouse di Giuseppe "Pino" Romondia ed al suo Pizzicato Eco B&B, a Vico del Gargano ed alla meraviglia che la vita ci riserva ogni singolo istante della nostra vita.

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