Un pò di polemiche (sui travel blogger)…posso?

Chi mi conosce personalmente sa che, anche se mi piace ridere, sono polemica ed ho un caratteraccio. Chi mi conosce tramite Trippando non può saperlo. Perchè viaggiare è la mia attività preferita. E scrivere e parlare di viaggi, di giri, di luoghi conosciuti o meno per me è un divertimento enorme. Quindi fino ad ora il mio caratteraccio è sempre restato fuori da questo blog. E, prometto, dopo questa polemica, comunque burlosa, ma comunque polemica, lo faccio rientrare e ritorno a raccontarvi i miei ed i vostri viaggi.

Ciò premesso, eccomi alla polemica, o meglio, ad una constatazione che ripensandola e ripensandola mi ha fatto dapprima dispiacere e poi mi ha condotta a scrivere questo post. Avete presente il contest che Trippando ha organizzato insieme al Pizzicato EcO Bed and Breakfast? Beh, qualcuno di voi ha mica osservato che fra i partecipanti non c’è nessun travel blogger? A dire il vero, c’è una travel-food blogger, che per me prima di tutto è una cara amica e che quindi ha partecipato per aiutarmi in quest’idea un pò folle del contest.

Ma non capisco come mai gli altri travel blogger non abbiano partecipato. Io ho cercato di far girare la voce il più possibile. L’ho postato un sacco di volte sia sulla mia pagina Facebook che Twitter. E l’ho pubblicato anche sulla pagina Facebook che si chiama “Blogger di Viaggi”. Per me è solo un modo per far conoscere questo blog. Che scrivo per divertimento. Perchè il mio lavoro è un altro e non ha niente a che fare con i viaggi. Io non ci guadagno nulla. Anzi, c’è pure uno sponsor che regala -non a me-  un soggiorno. E nessun travel blogger si è fatto avanti. Eppure i travel blogger, quelli seri, non “amatoriali” come me, br-amano i soggiorni gratuiti. Sono inchiostro per le loro penne. Perchè se non visitano luoghi nuovi, non hanno nulla da scrivere. E chissà perchè nessuno ha partecipato. Mi piacerebbe che qualcuno di loro battesse un colpo. Desse una spiegazione. Una giustificazione.

Qualcuno mi ha detto -in privato- di non essere mai stato in Puglia. Beh, avessero letto il bando del concorso, avrebbero scoperto che la partecipazione era aperta anche a chi non era mai stato in Puglia. Ma nessuno ha partecipato. Nemmeno dopo questo chiarimento.

Ed ora la provocazione. Posso? Dopo che è stato proposto di istituire una “casta” di travel blogger, non è che nessun travel blogger ha voluto partecipare al mio contest perchè non mi ritiene una della casta? Certo, io non appartengo a caste. Di esami di stato per l’iscrizione all’albo ne ho fatto uno anni fa. E all’albo non mi sono mai iscritta. Figuriamoci se mi rimetto a studiare anche per poter raccontare dei miei viaggi!

Per me viaggiatori si è. Se poi se ne scrive o meno, non cambia nulla. Io racconto i miei viaggi. Sono una Travel Blogger? Ditelo voi…

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25 thoughts on “Un pò di polemiche (sui travel blogger)…posso?”

  1. Ciao!
    2 cose in quanto mi sono sentito chiamato in causa 🙂

    Prima: purtroppo… e dico purtroppo il tuo contest mi è sfuggito, altrimenti avrei partecipato sicuramente, dici benissimo quando scrivi che “bramo i soggiorni gratuiti perchè diventano inchiostro”.
    Sono stato spesso in viaggio nell’ultimo periodo e come sai quando si viaggia si è concentrati più sui luoghi che sui computer… non è una scusa ma davvero, il tuo contest non l’ho visto, mi dispiace.

    Secondo: con tutta l’umiltà possibilie ti dico che secondo me quello che esce dall’articolo che hai citato (di Federica) è tutto il contrario di quello che scrivi, leggendo le tue righe “proposto di istituire una “casta” di travel blogger” sembra di leggere quello che esce oggi sui giornali cioè scampoli di conversazione estratti ad hoc dal contesto.
    Intanto il pezzo era una provocazione – un po’ come il tuo – poi se leggi i commenti (compreso il mio) viene fuori una distanza estrema da caste o esami.
    Io per primo… e lo ripeto se dovessi dre esami o iscrivermi ad albi, ecc… mollerei tutto.
    L’essenza del traval blogger è la libertà per cui quel pezzo secondo me rispecchiava proprio questo spirito, da parte di (quasi) tutti!

    Ti saluto e ti auguro buon lavoro
    Cristiano

    1. Ah… e scusa per gli errori… rileggendomi mi sono venuti i brividi, ma ho scritto veloce e in pratica dal letto 🙁
      Ancora ciao!

    2. Ciao Cristiano,
      intanto grazie per aver risposto prontamente alla mia provocazione; poi:
      1. mi dispiace che tu non sia venuto a sapere del contest;
      2. mi fa piacere che, da bravo travel blogger, tu fossi in giro nell’ultimo periodo…anch’io preferisco i viaggi al pc…ma in questo periodo (con un bambinello di 7settimane) non ho grosse alternative;
      3. mi fa piacere anche che tu ammetta il bramare vacanze gratuite: è umano…per noi che amiamo viaggiare, i conti col portafogli sono importanti e se capita qualcosa gratis…ben venga!!
      4. condivido il fatto che il post di Federica sia -come il mio- provocatorio, però mi sembra molto orientato verso una regolamentazione, della serie “o ci diamo da soli delle regole, o siamo dei bischeri e gli altri si possono approfittare di noi”;
      5. in ultimo, secondo me il concetto fondamentale è che tra quelli che hanno un blog di viaggi, ci sono quelli che lo fanno -come me per esempio- per divertimento e quelli che lo fanno per lavoro. O sperando che diventi un lavoro. Io, lo ripeto, un lavoro “del mio mestiere” (sono un chimico industriale) ce l’ho, e non ho assolutamente intenzione di rubare niente a coloro che il travel blogger lo fanno di mestiere.

      Ovviamente anch’io una vacanza gratis non la butto via, così come la partecipazione ai blog tour (purtroppo in settembre ho dovuto declinare un paio di inviti perchè ero in procinto di partorire). Perchè per me viaggiare è visitare, conoscere, imparare, scoprire, crescere.
      Ma allora cosa dobbiamo fare: i blog “di serie A” e quelli “di serie B”? quelli “professionali” e quelli “amatoriali”?
      Secondo me, invece, ci sono blog indipendenti e blog dipendenti. Poi ci sono i blog dei cani sciolti -come me- che saranno sempre e comunque controcorrente. Perchè un pò di baruffa -bonaria- fa allegria e tiene svegli. Comunque non ti preoccupare…quando il bimbo crescerà avrò meno tempo per le provocazioni…sopportatemi per qualche altro mese!!

  2. Ciao Silvia due considerazioni al volo per quello che riguarda me.
    – Nessuno ha mai proposto di istituire una casta di travel blogger, figuriamoci. Una casta poi, solo la parola mi fa rabbrividire.
    – Non ho partecipato al contest, perché come detto già tante volte in 2 mesi tra uno e l’altro se ne sono contati una decina. Non potevo partecipare a tutti.
    – Postare di continuo un concorso non significa fare una buona e attiva promozione, non significa essere un travel blogger, anzi.
    – Infine, i travel blogger, quelli di mestiere, non bramano vincere solo concorsi o almeno, non in questi termini e almeno così è per me.

    1. Ciao Federica,
      io ho estremizzato nel termine “casta” quello che tu hai indicato come ordine. Secondo me i giornalisti sono giornalisti, chi ha un blog, ha un blog. Lo dobbiamo per forza chiamare blogger? A me non interessa. E credo di capire che i travel blogger non vogliono che anch’io sia una travel blogger. OK. Per me non c’è nessun problema. Posso avere un blog di viaggi, però, no??
      Riguardo: “Postare di continuo un concorso non significa fare una buona e attiva promozione, non significa essere un travel blogger, anzi ” vedi sopra: ho un blog di viaggi e posto cosa ho voglia di postare.
      Mi sembra che anche tu fraintenda “pro domo tua”…io ho scritto che i travel blogger bramano viaggi gratuiti, non che bramano vincere concorsi…se poi il viaggiogratuito lo ottengono vincendo un concorso, che male c’è??
      Non vado oltre. Tanto siamo su posizioni diametralmente opposte.
      Prima di salutarti, vorrei però aggiungere che i giornalisti hanno un ordine e hanno superato un duro esame a prescindere dal fatto che scrivano di politica su un quotidiano importante o di gastronomia sull’ultimo giornaletto di provincia. Meglio essere ciascuno se stesso, no!
      Alla prossima!!
      Silvia

  3. Ciao Silvia, ho deciso di non pubblicare il richiamo al tuo contest perché lo considero non pertinente alla finalità della pagina facebook.com/bloggerdiviaggi. In seguito ho aggiornato la sezione info provando ad essere più chiaro su questo.

    Se posso esprimere una critica: i tuoi modi online sono irruenti. Dal mio punto di vista, non sei riuscita a creare una relazione con chi avrebbe potuto potenzialmente promuovere la tua iniziativa, che è certamente valida. Come nella vita di tutti i giorni, bisogna passare attraverso una fase di empatia con le persone, prima di poterli aggiungere al proprio network e coinvolgerli su iniziative di questo tipo.

    Mi piacerebbe che ci fosse maggior coesione tra Travel Blogger, questo auspicio l’ha espresso anche Federica nel suo post.

    Come vedi però, sia io che Federica abbiamo risposto. Sono sicuro che riceverei altri commenti sul quesito che hai sollecitato. Magari alcuni che saranno d’accordo con te, altri no. Nono siamo sempre tutti dello stesso parere. Questo a mio modo di vedere è la strada per costruire una relazione.

    E auguri alla neo-mamma!!!

    1. Michele,
      è normale che ciascuno abbia il proprio modo di fare. Il mio sul web è il mio nella vita. Non ti dico come gioiscono i miei colleghi ora che sono in maternità!!
      Riguardo la coesione: se vuol dire omologarsi, non condivido: la personalità secondo me va prima di tutto. Poi ovviamente c’è la distinzione tra blog “di persone” e blog “di ditte”…non ha senso fare i puri. Io non sono una pura perchè se credo in un’iniziativa, anche di una ditta, ne scrivo liberamente anche senza che me lo chiedano e tanto meno che mi paghino. Ovviamente chi dal blog deve tirar fuori lo stipendio deve cercare di vendersi. Non vi va, come categoria autonominata di Travel Blogger che io pubblicizzi un contest col nome del B&B che offre il soggiorno? E perchè? C’è libertà di espressione, no? Perchè sennò si passa o ad escudere le persone dai gruppi (mi buttate fuori perchè ho un blog di viaggi e non sono una travel blogger) oppure a fare “elezioni” di chi gestisce i gruppi. Così siamo tutti d’accordo. E la minoranza o si adegua o se ne va da sè.
      Grazie degli auguri,
      ed un saluto col sorriso sulle labbra!!
      Silvia

  4. Sandro

    Ciao Silvia, anche secondo me non c’è nessuna casta, ma semplicemente delle persone che, per piacere e per lavoro, sono in contatto praticamente sempre.
    Anche io uso Twitter e vedo spesso Michele e Federica citarsi, così come Francesca di Travel’s Tales ed altri che alla fine sono sempre i soliti.

    Dunque è normale che poi tra di loro ci sia più feeling e le loro iniziative abbiano maggiore eco. Anche a me piacerebbe promuovere il mio sito di viaggi (che non è un vero e proprio blog, e che tratta di viaggi in bici, per cui comunque è un po’ più di nicchia) anche attraverso di loro, e creare una rete di contatti ancora più fitta.

    Ma poi il pensiero di passare tutto quel tempo sui social e su Twitter a taggare, rispondere, retwittare, mi fa venire il mal di testa 🙂
    Però bravi loro che lo fanno con costanza!

    Ad ogni modo, se posso permettermi, questi continui sfoghi dei/sui travel blogger (è una considerazione generale, non rivolta specificatamente a te) mi sembrano delle celate campagne di marketing/personal branding…per dirla alla maniera social…”dislike” 🙂

    Saluti a tutti
    Alessandro.

    1. Ciao Alessandro.
      Prima cosa: puoi segnalarci il tuo sito? io almeno non lo conosco. Ti propongo comunque, da subito, uno scambio di guest post, così puoi avere l’occasione di farti conoscere anche dagli amici di Trippando. Ti va?
      Riguardo il tempo che alcuni travel blogger trascorrono sui social media: è ovvio che chi lo fa per lavoro è più presente di chi lo fa per divertimento. Io presenzio e scrivo perchè, come ho già detto, sono a casa in maternità. Certo che quando rientrerò al lavoro, allenterò i ritmi…
      Rigurado il re-twittarsi, è ovvio che persone che, almeno per una parte del loro lavoro, collaborano per la stessa ditta si retwittino di più…
      Grazie del tuo intervento e a presto!!
      Silvia

  5. Il peggior sordo è chi ha la facoltà ma non vuole ascoltare…
    Non ti crucciare Silvia, che di caste ne abbiamo fin troppe in Italia, ed è uno dei maggiori mali del nostro meraviglioso paese.
    Tu vai avanti per la tua strada, che non hai nulla da invidiare ai più noti e blasonati Travel-blogger…
    Io ho accettato l’invito a scrivere una storia sul tuo di blog proprio perchè non sopporto quelli che fanno finta di essere altro e non dichiarano di camparci, col blog.
    Il tuo è sincero, sentito, reale, e si nota.
    Alla prossima…
    Ernesto de Matteis/Gianoteca ristoro del corpo e della mente, Giano dell’Umbria (PG).

    1. Ernesto, grazie, grazie, grazie. Mi fa piacere che ci siano persone che riescono rapidamente ad entrare in empatia con una brontolona come me. A presto su questi schermi!!
      Silvia

  6. Ciao Silvia, vuoi sapere perchè non ho partecipato al tuo contest come ad altri online quasi contemporaneamente? per pigrizia… o meglio, mi ritrovo con un mucchio di cose da fare in questi giorni che a mala pena trovo il tempo di aggiornare il mio blog.
    Poi scusa la critica ma forse hai esagerato un pò con la pubblicizzazione del concorso su facebook. Spero comunque che sia andato bene!

    1. Vale,
      comorendo la tua pigrizia. La mia non era un’accusa verso qualcuno in particolare. figurati se lo è verso di te…ti devo ancora un guest post che spero di scrivere a breve. Accetto la critica perchè so che viene da una voce sincera e amica.
      A presto, ciao e grazie
      Silvia

  7. Silvia, scusami tanto ma credo che tu stia esagerando. Mi riferisco in particolare al pezzo:

    “Io non sono una pura perchè se credo in un’iniziativa, anche di una ditta, ne scrivo liberamente anche senza che me lo chiedano e tanto meno che mi paghino. Ovviamente chi dal blog deve tirar fuori lo stipendio deve cercare di vendersi. Non vi va, come categoria autonominata di Travel Blogger che io pubblicizzi un contest col nome del B&B che offre il soggiorno? E perchè? C’è libertà di espressione, no? Perchè sennò si passa o ad escudere le persone dai gruppi (mi buttate fuori perchè ho un blog di viaggi e non sono una travel blogger) oppure a fare “elezioni” di chi gestisce i gruppi”

    Credo che tu debba fare un po’ di ordine sia in quello che pensi sia su come ti poni anche perché moltissime volte come blogger ci si espone a favore di un’azienda o contro, liberissimi di esprimere il proprio parere e non c’è alcun problema. Non sei un cane sciolto, meglio, qui lo siamo tutti, perché siamo blogger indipendenti e liberi, fino a prova contraria. Non mettiamo in mezzo queste cose dai.

    1. Prima di dire o scrivere a qualcuno (sul suo blog) di “fare un po’ di ordine sia in quello che pensi” anche tu pensaci dieci volte, conta fino a dieci, come ci insegnavano da bambini e poi fattene di nulla. Insomma, sempre in cattedra, eh??

  8. Ehi! ragazzi, calma, ora basta colle polemiche…
    Passato lo sfogo di Silvia, ognuno legga tra le righe di quel testo quello che ha omesso di fare, quello che gli piace, quel che no, ma ora è tempo di parlarsi. Cordialmente. E non in modo aggressivo o confacente, ma serenamente come chi ha il dono di saper pesare le parole e le usa come una melodia di un’armonia perfetta.
    Questo è quello che vogliamo leggere sui vostri blog.
    Niente parole al vetriolo o altre cose solite del mondo vissuto, Ahi! noi, secondo per secondo, nella nostra vita di sempre.
    Vi voglio bene, a prescindere, che vi conosca o meno.
    Perchè ve lo meritate.
    Pace e bene…

    1. Parole sante…
      Pace e bene a te, grande Ernesto…e anche a tutti gli amici che hanno i blog di viaggi, a prescindere che si sentano o siano considerati travel blogger…

  9. bene cara silvia, sono contenta che ti sia data la possibilità di sfogarti e ti capisco, anzi un po’ sorrido a leggere le tue belle parole, il mio consiglio da viaggiatrice incallita e da neofita dei blog è “non ti curar di lor ma guarda e passa”.
    sai che avrei racconti di viaggio x quasi tutte le regioni italiane? + i miei ormai numerosi viaggi in terre lontane. se qualcuno mi stuzzica io scrivo scrivo scrivo… ecco io credo di essere una travel blogger nel senso tradizionale del termine, cioè scrivo xk mi piace e fa parte della mia natura, consapevole che non me ne viene nulla se non le lodi degli amici e, nelle strutture con cui si instaura un’amicizia, qualche simpatico scambio di prodotti. nulla +. se vuoi ne riparleremo – la categoria terme è aperta? io mi sto dando ai fumi… delle spa 🙂
    continua così che tenere la testa alta oggi è ormai un privilegio riservato a pochi e… chissà che ci vediamo presto, da te o da giuseppe! ciao – roberta

    1. Che bello essere una viaggiatrice incallita…io ho dovuto un pò cedere per via prima della gravidanza e ora del piccoletto. Le categorie di Trippando sono tutte ben aperte e gli “amici on the road” sono sempre invitati a raccontarci le loro storie e le loro avventure. Perchè a me piace così. Se sono costretta a casa, devo comunque viaggiare. Mi accontento della fantasia. E se delle buone guide hanno voglia di condurmi in posti dove non sono mai stata…mi invitano a nozze.
      Riguardo i Funi delle spa, anch’io li amo…quindi raccontameli quando vuoi.
      Dato che ci siamo, sparo un’anteprima: a brevissimo un’altro contest. Perchè questo mi è piaciuto, mi ha divertito, mi ha fatto incontrare, seppur virtualmente, tante persone nuove e interessanti come te, Ernesto ed altri partecipanti che prima non conoscevo. Lo spirito di trippando, e della Silvia, è questo. E questo resterà.
      A prestissimo,
      Silvia

  10. Eccomi di nuovo qui.
    Silvia, con tutto il cuore, secondo me fai un errore di fondo che è insito nel nostro essere italiani.
    Vuoi catalogare le persone. Io ho usato (e uso) la parola travel blogger ma solo per cercare di far capire cosa faccio.
    Tu hai un blog di viaggi, in cui dai consigli e cosa sei? una travel blogger come me.
    Non esistono travel blogger di serie A e serie B, blog dipendenti o indipendenti, esiste solo la passione con cui fai il tuo lavoro (sia esso il blog o qualsiasi altro).
    Se ti consideri travel blogger (edddaaaiieee) ti consideri libero/a, altrimenti vai a scrivere comunicati stampa per aziende pubblicitarie.
    Un struttura mi chiama e mi chiede la recensione? mi invita, mi paga e io però devo essere libero di scrivere come la penso. è questo che le aziende italiane non capiscono… se vuoi pubblicità “normale” e sicura paghi per quella… ma siamo indietro di 50 anni in Italia e solo poche realtà sono al passo coi tempi.

    Altra cosa che mi ha fatto venire i brividi: “vorrei però aggiungere che i giornalisti hanno un ordine e hanno superato un duro esame a prescindere dal fatto che scrivano di politica su un quotidiano importante o di gastronomia sull’ultimo giornaletto di provincia.”
    E io vorrei aggiungere che solo in Italia esistono gli ordini ed esami per diventare giornalisti e la meritocrazia va a farsi…….. come sempre.
    In nessun altro luogo al mondo esiste un ordine dei giornalisti!
    Parlo da perito elettrotecnico iscritto all’albo (con esame inutile a corredo)
    ti auguro un buon week end e ti faccio tanti auguri per la tua nuova avventura da mamma 🙂
    Cristiano

  11. Cristiano,
    mi sembra che si pensino le stesse cose ma si stiano dicendo in due modi diversi.
    insomma: secondo me tutti siamo travel blogger, da chi lo fa per mestiere a chi lo fa come me, per gioco. ovviamente sono contraria anch’io agli ordini…io ho pagato più di 500euro per fare l’esame di stato e non ho mai avuto bisogno di iscrivermi all’albo (dei chimici…)
    a presto!!
    Silvia

  12. Ciao Silvia,
    scusa se ti scrivo solo adesso. Volevo anche io dire la mia perché mi sembra giusto nei tuoi confronti e perché mi sono sentita ovviamente presa in causa.
    Per quanto mi riguarda, e da un lato mi scuso visto come sono andate le cose, non ho partecipato al tuo contest perché ultimamente – e questo l’ha detto anche prima Federica – ce ne sono stati davvero molti, e non si può partecipare a tutti!
    Inoltre secondo me l’hai presa troppo di petto e hai voluto spingere forse un po’ troppo. Ovviamente, come hai scritto, ognuno è libero di comportarsi come preferisce, postare e twittare quanto vuole ed esprimere il proprio pensiero liberamente. Ci mancherebbe altro!
    Credo però che quanto è successo, per un insieme di aspetti, ti abbia anche fatto capire qualcosa e sono sicura che al prossimo contest tutto andrà diversamente! 😉
    Ciao e a presto.
    Francesca

  13. Ciao Francesca,
    grazie del tuo commento. Il fatto che sia tu che Valentina mi abbiate fatto presente l’aver “spinto troppo” mi ha fatto senz’altro capire…d’altra parte, capite anche voi me: primo contest (non so nemmemo perchè mi è venuto in mente di farlo, ma c’ho già preso gusto), dovevo cercare di farlo girare e far sapere in giro che c’era…forse s’è saputo anche troppo ed è venuto a noia!!
    sul che di contest di questi tempi ce ne siano tanti, è verissimo…e capisco anche che c’è gente che lavora e gente che, come me in questo periodo, è a casa al cazzeggio…tanto fra poco la pacchia mi finisce!!
    il prossimo contest sarà a breve…e spero che vada più liscio, anche se “scrivi e vinci la Puglia” ha comunque ottenuto un risultato al di sopra delle mie aspettative…
    a presto e buon viaggio a Bolzano!!
    ciao
    Silvia

  14. […] sempre rimasto difficile reclutare partecipanti. Così difficile che una volta ho pure scritto un articolo polemico a riguardo. Ed invece stavolta è una meraviglia. E lo devo alla socia, alla parte “food” di […]

  15. […] sempre rimasto difficile reclutare partecipanti. Così difficile che una volta ho pure scritto un articolo polemico a riguardo. Ed invece stavolta è una meraviglia. E lo devo alla socia, alla parte “food” di […]

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