Un sogno chiamato Istanbul

Di Istanbul ti innamori subito. Questa città affacciata sul Bosforo ti affascina con le sue cupole e i suoi minareti. Istanbul è il canto del muezzin che risuona nella notte, il grido dei gabbiani all’alba, il mare all’orizzonte, le sue bellissime moschee, i suoi coloratissimi bazar. Quando esci dall’aeroporto e sali sul taxi ti rendi conto immediatamente delle proporzioni della città, di fronte a te si stagliano palazzoni, poi percorri il lungomare con i suoi ristoranti di pesce, ammiri i prati decorati da ghirigori arabeggianti e non vedi l’ora di poter posare le valigie in albergo e visitare questa stupenda città che rappresenta il ponte con l’Asia. Inutile dire che è una città immensa dal momento che è una megalopoli con 14 milioni di abitanti. Forse però non tutti sanno che è una città costruita su sette colli proprio come Roma e Lisbona. Non è definibile in una sola parola, è ricca e povera allo stesso tempo, moderna ma anche conservatrice. I Turchi sono un popolo molto ospitale e accogliente. Ho apprezzato tanto il profondo rispetto per il sacro, la gentilezza e la generosità delle persone. Non so in quante capitali europee può capitare che la gente ti regali 1 lira turca per fare il biglietto del tram se ti vede in difficoltà e questo mi è successo due volte o che il gestore di un locale non ti faccia pagare nonostante tu ti sia seduto e abbia consumato due bicchieri di cay, tè turco. Anche da questo punto di vista Istanbul è stata una piacevole sorpresa.

I principali monumenti sono concentrati a Sultanahmet e si visitano tranquillamente a piedi in due giorni. Tenete presente però che le file per visitare le attrazioni sono immense e interminabili, quindi il consiglio è di recarsi in loco con molto anticipo. Il primo giorno abbiamo visitato il Topkapi Palace, il Bazar delle spezie, la cisterna basilica e la Moschea blu. Il secondo giorno l’abbiamo dedicato ad Hagia Sophia, al Gran Bazar e a Taksim e Istiklal Caddesi nella parte europea.

La città ha distanze enormi e difatti pur camminando tanto se guardate la cartina di Istanbul vi renderete conto che in realtà tutto quello che avete visto è solo un puntino di questa immensa città. Spesso abbiamo utilizzato il tram per spostarci. Il biglietto costa 3 LT (lire turche) e si può fare direttamente alla macchinetta automatica presente alla fermata del tram. Con la Istanbul Kart il biglietto costa ancora meno. Il tram attraversa il Corno d’Oro. Da Sultanahmet, la zona più antica in cui si trovano i principali monumenti turistici, si può attraversare il Corno d’Oro con il tram o a piedi e arrivare al quartiere di Galata, salendo a piedi o prendendo la teleferica a tunnel, scndendo alla fermata di Karakoy o arrivando fino al capolinea del tram, Kabatas, e salendo a Piazza Taksim con un’altra funicolare.

Come arrivare

Si può volare a Istanbul con la compagna di bandiera Turkish Airlines che vola da Venezia e dalle principali città italiane o con la low cost Pegasus che parte da Bologna e Milano Bergamo.

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8 thoughts on “Un sogno chiamato Istanbul”

  1. proprio così, Istanbul è un sogno. ci ho lasciato un pezzetto di cuore.
    grazie per questo viaggio virtuale 🙂

  2. hai ragione, Istanbul è un sogno. ci ho lasciato un pezzetto di cuore.
    grazie per questo inatteso viaggio virtuale 🙂

    1. gabriella

      Grazie a te Fioly che sei passata di qua a trovarci!

  3. si,è vero! ci sono spesso grandi file.Ma li potete evitare tranquillamente! basta comprare il singolo ticket on line o la carta museo (valida 72 ore a un costo di 72 lire turche,valida per QUASI tutti i luoghi a pagamento) e voilà! niente piu file!
    Poi puoi volare a Istanbul anche con voli non diretti.Ci sono spesso delle promozioni Alitalia,Lufthansa e Swissair.

    1. gabriella

      Ottimo, grazie del suggerimento Adry! D’altronde sei tu l’esperta 🙂 Adesso terremo d’occhio anche queste compagnie

  4. Grazie Gabriella.
    Senza arzigogoli, dritta al punto.
    Concisa e diretta.
    C’è tutto quel che serve per cominciare a sognare Istanbul.
    Brava.
    Pace e bene…

  5. gabriella

    Grazie Ernesto! E a noi qua piace sognare 🙂

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