Un Terzo Ciascuno: Siena e il mio Terzo – prima parte

borgogrondaie

Sono rimasta molto sorpresa dal silenzio e dalla bellezza della struttura che ci ha ospitato, una vecchia villa del 1800 riportata ai giorni nostri con un restauro conservativo e tradizionale che lascia l’ospite veramente stupito: Borgo Grondaie è un piacevole angolo di serenità che dista circa due km dal centro di Siena, ed è proprio da li che è iniziato il nostro tour diviso in terzi.

Un terzo ciascuno infatti è il nome che Amina e Gaia, le due eclettiche direttrice e receptionist della struttura, hanno dato al nostro giro, dividendo la città in terzi (quartieri) e assegnandone uno per ogni coppia.

Di buon mattino infatti, dopo una visita al Museo Civico dove è possibile vedere, tra le altre opere, il famoso affresco del Buono e Cattivo Governo del Lorenzetti e un’arrampicata sulla Torre del Mangia che domina l’intera città, le tre coppie, munite di itinerario, cartina e scarpe comode, si sono avventurate all’interno di vicoli e palazzi cercando di assimilare il più possibile il fascino degli scorci senesi.

dalla-torre-del-mangia

Noi abbiamo iniziato da Piazza del Mercato che contrariamente a quanto si possa credere, non è la piazza dove si svolge il mercato cittadino, o meglio non lo è più perchè un tempo invece era il centro nevralgico del commercio senese e ancor più famosa del Campo.

Parallelamente alla piazza si allunga si allunga Via Duprè, un tempo Malborghetto e dall’altro lato Via Salicotto, antico ghetto ebraico della città fino alla fine del 1700 (la Sinagoga si trova oggi in un vicolo adiacente, detto Delle Scotte). La via fu “bonificata” durante il fascismo ed è infatti possibile vedere, alzando il naso, le classiche architetture del periodo.

Durante il nostro tour ci era stato consigliato di dare uno sguardo alle varie fontane che incontravamo per le vie, Siena è famosa in questo, ogni contrada possiede la sua “fontanina” e ogni zona ha la sua fonte o bottino di cui spero di parlarvi più a fondo in un altro post.

salicotto

Ci siamo quindo spostati fino alla Basilica di S. Maria dei Servi, meravigliosa chiesa in stile neogotico – romanico; all’interno opere di Mino del Pellicciaio, Lorenzetti e Lippo Memmi; è possibile osservare anche La Madonna del Bordone, firmata da Coppo di Marcovaldo risale al 1261 e fu dipinta dall’artista fiorentino quando fu catturato dai senesi durante la battaglia di Montaperti per permettere la propria liberazione.

Tornando di nuovo verso Piazza del Campo è d’obbligo fermarsi ad osservare Le Logge del Papa, struttura voluta da Papa Pio Piccolomini per la propria famiglia (almeno così dice l’iscrizione), famoso anche per aver costruito sopra il suo luogo natio una città ideale, Pienza, oggi patrimonio Unesco.

Un giro impegnativo, forse Siena non è proprio adatta al trekking urbano per via delle sue salite, discese e scalinate ma se ce l’ho fatta io con la mia pigrizia cronica credo che sia possibile per tutti sopratutto se alla fine vi premiate (ed è obbligatorio farlo) con una squisita cenetta tipica. Noi abbiamo scelto l’Osteria Sotto le Fonti, dove in un ambiente famigliare ci è stato possibile gustare vini locali e cibi semplici e genuini preparati con le migliori materie prime della zona: veramente notevole!!!

Abbiamo concluso poi la serata a Fontebranda, poco distante dall’Osteria: una fonte caratterizzata da tre arcate gotiche sormontate da merli . Il frontale è ornato da quattro zampilli leonini con al centro lo stemma di Siena. E’ da qui che si snodano i famosi “bottini” di cui ho parlato prima e che portavano acqua in ogni luogo di Siena.

Che dire? La mia caratteristica è quella di scrivere e individuare luoghi del cuore, luoghi di cui ci si innamora e forse il mio amore è ricambiato visto che il terzo che il caso mi ha assegnato è effettivamente il mio terzo del cuore, quello che ho visto e che ho vissuto.

Mi mancava però viverlo da turista e grazie a un Terzo Ciascuno mi è stato possibile farlo anche così. Fatelo anche voi….

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3 thoughts on “Un Terzo Ciascuno: Siena e il mio Terzo – prima parte”

  1. Un bel terzo, Dani, non c’è che dire…
    La voglia di vedere e rivedere e farlo ancora nella città dei banchi (non delle banche, che una ora è più che inguaiata…) è tanta, ed il tuo racconto invoglia ancor più.
    Tutti a Siena a rimirar un terzo…

  2. […] vi siete persi la prima parte del racconto o la volete rileggere, la trovate cliccando qui. Questo giro senese fa parte del progetto #unterzociascuno, di cui qui abbiamo scritto in […]

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