Un weekend a Córdoba, sulle tracce di Al Andalus (e non solo)

Delle tre città d’arte più importanti dell’Andalusia, Córdoba è la meno conosciuta dai turisti, che le preferiscono Siviglia e Granada e che si limitano a una visita veloce alla Moschea-Cattedrale. Eppure Córdoba è la città con la storia più intensa e la cultura più versatile: è stata l’antica capitale di Al-Andalus, culla e terra di grandi poeti, filosofi e matematici della cultura araba in terra europea. Ancora oggi Al Andalus è un modello di convivenza e Córdoba, la città in cui “c’erano già i lampioni per strada mentre il resto d’Europa sprofondava nelle tenebre del Medioevo”, è un esempio dei vertici di raffinatezza che l’Islam può raggiungere, quando inserisce la tolleranza nei propri valori. Ma, nonostante questo affascinante passato, la città si è vista strappare tutti i ruoli in Andalusia: Siviglia è diventata capoluogo di regione, Granada conserva il monumento più visitato di Spagna, l’Alhambra, e Málaga le ha rubato il ruolo di motore economico dell’Andalusia. Vi ho incuriosito e spinto a dedicare un weekend alla capitale di Al Andalus?

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La primavera e l’autunno sono le sue stagioni, grazie alle temperature miti e alla luce calda del sud. Se scegliete la primavera, considerate maggio, che sì è il mese di maggiori folle turistiche, ma è anche il mese dei patios, i cortili fioriti. Il Festival dei Patios, diventato Patrimonio Immateriale dell’Umanità, premia il più bello e ci sono veri e propri itinerari turistici, alcuni gratuiti e altri a pagamento, per visitare i più belli. C’è un sito web, patios.cordoba.es, che ogni anno informa su orari e itinerari del Festival. Se volete vedere i patios negli altri mesi dell’anno, c’è il Palacio de Viana, che conserva al suo interno una sorta di storia della loro evoluzione: ne ha ben dodici, a cominciare dal Patio de los Gatos (Cortile dei Gatti), che è considerato il patio di comunità più antico documentato a Córdoba. Questo è il sito web del Palazzo di Viana, per avere tutte le informazioni sulla visita.

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A prescindere dalle stagioni, ci sono tre visite che considero imprescindibili a Córdoba e che vi consiglio caldamente: la Moschea-Cattedrale, ovviamente (e non mi stancherò mai di promuovere la visita notturna!). I Reales Alcazares e la cittadella di Medina Azahara. Quest’ultima è una grandiosa e raffinata città-palazzo costruita da Abd al Rahman III a circa 8 km dalla sua capitale: è una delle costruzioni islamiche più affascinanti della Spagna, è stata costruita dal califfo per la sua favorita, Zahara (in arabo significa fiore d’arancio: di lì derivano zagara, in italiano, e azahares, in spagnolo, che significano la stessa cosa), ed è andata in rovina poco dopo la morte del sovrano. Oggi, è visibile appena un terzo di quello che fu il fastoso palazzo, ma basta un’occhiata alla splendida Sala degli Ambasciatori per capire quello che doveva essere questo grandioso complesso. Da qualche anno c’è in funzione un servizio di autobus che dal centro della città porta fino al sito archeologico, per 8,50 euro; il prezzo comprende anche un piccolo libro-guida in varie lingue, tra cui l’italiano, e la visita al sito e al Museo di Medina Azahara. E’ bene visitare prima il Museo e poi prendere la navetta gratuita, che porta fino al sito archeologico, a pochi minuti di distanza, in collina: il Museo propone un video che ricostruisce lo splendido passato dell’area e aiuta, una volta che si arriva alla città-palazzo, a comprenderla di più. Il biglietto per autobus e visita si acquista all’Ufficio del Turismo.

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L’Alcázar cordobese non è bello né raffinato come quello di Siviglia, ma ha giardini meravigliosi: limoneti, aranceti, fontane d’acqua, cipressi, palme e fiori colorati e profumati in cui perdersi e passare qualche ora, senza paura del tempo che scorre.

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E sulla città veglia ovviamente la grande Mezquita, il cui campanile-minareto si avvista da lontano e nella cui foresta di colonne è sempre meraviglioso perdersi; all’interno, a interrompere il ritmo straordinario dei colonnati, è stata costruita la Cattedrale cattolica, in un sontuoso stile barocco che, come disse l’imperatore Carlo V, “si trova dappertutto” e niente ha a che fare con il contesto.

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All’uscita, regalatevi una sosta nel Giardino degli Aranci per riflettere e pensare (questo era, in fondo, il ruolo degli antichi Giardini degli Aranci delle moschee andaluse). Il sontuoso perimetro della Moschea-Cattedrale andrebbe visitato anche di sera, quando la folla si dirada, le luci arancionate impreziosiscono i mosaici e gli arabeschi e l’edificio sembra quasi etereo. Alle spalle della Moschea, si attraversa il Guadalquivir sul Ponte Romano, oggi pedonale; arrivati sull’altro lato del fiume, voltatevi a guardare la città e ditemi se, guardando alla Mezquita e alla Cattedrale, una dentro l’altra, non vi sovvengono l’eterno, le morte stagioni e la presente e il suon di essa.

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Come molte città andaluse, anche Córdoba ha una Juderia, tutta di casette bianche e patios fioriti. Se riuscite, occhio alle code!, potete visitare anche la Sinagoga, una delle più antiche di Spagna. Ma mi piace sottolineare quanto Córdoba sia una sorpresa continua, ricca di una storia millenaria, invitandovi a visitare tre posti. Nella calle Claudio Marcelo, c’è un impressionante tempio romano, che troneggia su una serie di strade in discesa, dando così idea della forza della propaganda romana nelle province periferiche.

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A poca distanza, c’è la plaza de la Corredera, una piazza chiusa di archtiettura omogenea, che ricorda le plazas Mayor delle città castigliane e dove si tennero le prime corride. Continuando verso il Guadalquivir, ci sono le piccole piazze che hanno ispirato i primi racconti di Cervantes. Mentre la Córdoba moderna, anch’essa affascinante, si esprime nella plaza de la Tendillas e nelle vie commerciali che le girano attorno.

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Regalatevi anche una passeggiata nell’ampia Avenida del Gran Capitan, nei cui giardini si trovano anche resti di tombe romane. E sul suo prolungamento, nel Paseo de la Victoria, quasi alle spalle della Moschea, trovate anche il Mercado Victoria, il primo mercato-gourmet dell’Andalusia, in una deliziosa architettura di vetro e acciaio (questa è la sua pagina web). Presente e passato della città si mescolano, senza mai perdere di vista il cuore, la Moschea-Cattedrale che da più di un millennio accompagna la storia della città e ricorda Al Andalus.

Testo e foto di Laura Cardia

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10 thoughts on “Un weekend a Córdoba, sulle tracce di Al Andalus (e non solo)”

  1. […] primavera e l’autunno sono le stagioni di Córdoba. Il caldo soffocante lascia spazio a temperature gradevoli, le folle di turisti lasciano posto a un […]

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