Una settimana a New York

Buongiorno,

mi scuso per la mia lunga assenza. A metà Novembre io e Gianluca (il mio compagno) abbiamo deciso di prenderci una vacanza. Fissato che ce ne saremmo andati dal 16 al 23 Dicembre, non abbiamo avuto dubbi per la meta New York. Una settimana a New York. WOW!

Immdiatamente mi sono precipitata a far ricerche per la prenotazione del viaggio e tramite CTS abbiamo trovato a buon prezzo volo+hotel con relative pratiche di assicurazione e visto.

Le sere precedenti il Viaggio, andavo a letto presto con la mia guida Routard  (che ho imparato a memoria) e una tascabile della Giunti Editore che divide la grande mela in quartieri con le principali attrazioni. Loro sono state le mie compagne fino a tarda notte, finchè non è arrivata la tanto ambita partenza.

Finalmente arriva  il 16 dicembre e ci troviamo alle undici p.m. al JFK a prendere il taxi per l’Upper West Side. Non vi dico l’emozione, in  autostrada dall’aeroporto a NY, osservavo le case di legno, tipiche delle periferie amiericane illuminate dagli alberi di Natale e credevo di essere in uno dei serial televisivi.

Giunti sul Wiiliamsburg bridge,  esterefatti vediamo lo Skyline illuminato. Riconoscibili immediatamente  l’Empire ed il Chrysler Building, che con la loro illuminazione addobbano l’immensa vastità di luci che colora la notte di New York, perché alla sera si trasforma in un infinita festa di colori artificiali e di riflessi.

Dai finestrini vediamo la neve ai bordi delle strade ed il tassista ci comunica che il giorno seguente avrebbe nevicato. Il mio cuore si riempe ancora più di gioia e penso: che bello mi vedo pure la città sotto la neve!

Giunti all’ albergo davanti al meraviglioso Central Park, sbrighiamo le formalità e ci rechiamo a letto… ma io ho già in mente tutto ed ho già il programma per scoprire New York.

All’indomani, svegli di buon’ ora, colazione veloce al Delhi Market e via sulla Metro alla volta di Battery Park e all’inizio del Discovery NY.

Acquistato il New York City Pass a Castle Clinton (fortezza ottocentesca posta alla difesa della città), ci dirigiamo immediatamente alla scoperta di Lady Liberty, con la neve che intensifica la sua presenza.

una settimana a new york

Curioso è scoprire che, la Signora della Libertà volta le spalle alla città dando speranza a chi sopraggiunge dal mare di aver finalmente raggiunto quel sogno di libertà e domocrazia che rappresentano gli stati Uniti. Giro di visita  e ripartiamo alla volta di Ellis Island.

Quest’isola attualmente ben tenuta e con un bellissimo museo è testimone del piu’ grande flusso migratorio della nostra umanità.

Le suppellettili e le immagine raccontano la forte povertà che spingeva milioni di persone in un lungo ed estenuante viaggio alla ricerca di una vita migliore.

Iniziato il nostro Viaggio, come coloro che giungevano dal mare, ci dirigiamo nella Lower Manhattan dove è di rigore una visita a Wall Street (in realtà c’era veramente un muro creato dagli olandesi per difendersi prima dagli Indiani e poi dagli Inglesi), cuore dell’economia mondiale dove tutto è di corsa.

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Tornando sulla Brodway, vediamo la Trinity Church e ci rechiamo alla St. Paul Church dove nelle immediate vicinanze è allestito il Museo del World Trade Center.

Nonostante la città abbia in qualche modo ripreso vita, ultimando la Freedom Tower,  è ancora percepibile la lacerazione di quell’immane tragedia che rappresenta la prima guerra di questo millennio.

Dancing in to the snow ci dirigiamo verso il municipio e il ponte di Brooklyn, ma la nevicata e la sera si intensificano e nostro malgrado dobbiamo rientrare in hotel.

I giorni successivi il mio itinerario procede ancora da Sud (lower Manhattan ) verso Nord (direzione Central Park) visitando i quartieri storici e quelli più recenti, con divagazioni per i nostri svaghi serali.

Visitiamo Tri.Be.Ca dove notiamo il bellissimo recupero effettuato sui vecchi edifici Industriali di fine ottocento, dove le strutture in ghisa dei palazzi contrastano con le pareti in mattoncini rossi. E’ vermente un bel quartier,e anche se di giorno abbiamo la sensazione sia deserto. Alla sera il quartiere torna vitale, grazie ai suoi famosi ristoranti di prestigio frequentati da molte celebrities.

Vicino Tri.Be.Ca prende forma il quartiere di Chinatown, dove si aprono negozi di cianfrusaglie ed imitazioni, oppure negozi di frutta e verdura con banchi di vendita diretta sui marciapiedi. Naturalmente si tratta di frutta e verdura cinese. In realtà ho avuto la sensazione di rivedere il flotting market di Bangkog, pertanto la nostra visita è stata molto veloce.

Abbandonando il quartiere ciniese e dirigendoci verso So.Ho, vediamo quel che rimane di Little Italy, una picoola strada di Ristoranti tra i cui nomi spiccano Gennaro, Sofia e Ferrara, dove eleganti camerieri sulla porta invitano i turisti ad assaggiare le loro prelibatezze. Interessante è scoprire quei pochi negozi che vendono prodotti italiani, per i quali tutta New York va pazza.

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Giarando tra le strade di questi quartieri, percepisci l’identità della grande mela. Ti rendi conto dalla molteplicità delle lingue che senti parlare delle diverse etnie che pop0lano la città e che quindi New York non rappresenta poi l’America bensì é una megalopoli di diverse etnie conviventi. Che  bello: vari strada o quartiere e già ti senti catapultato all’altro lato del mondo.

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Soho architettonicamente è molto simile a Tri.Be.Ca, anche qua gli edifici  Industriali, compreso quello della Singer in Prince Street, sono stati ristruttorati ospitano loft ai piani superiori mentre invece ai pian terreni enormi fondi sono affittati ai negozi.

Qua trovi dai negozi dei grandi marchi a negozi di liberi artisti con i loro atelier. Trovi stupende gallerie d’arte o addirittura laboratori di stilisti Ubzeki, la stranezza é che in questo quartiere trovi veramente tutto. Inoltre é popolato sia di giorno che di notte anche perchè una serie di frequentatissimi locali si trovano tra qui e l’attiguo quariere del Greenwichvillage.

Il Greenwichvillage, oltre ad ospitare ristorante e localini jazz molto trendy è famoso per Washington Square, dove da una parte trovi gli edifici più antichi dall’altra inizi a trovare i palazzi piu’ moderni da cui, salendo verso nord si sviluppano i primi grattacieli e successivamente MidTown.

La parte a Sud ovest del Grennwichvillage è il famoso West Village. Girando per Christopher Street, ti rendi conto di quanto la storia non abbia influito nella costruzione dei quartieri della città. Il West Village era abitato dagli inglesi, pertanto ti ritrovi catapultato in una serie di villette a schiera con il seminterrato, le scalette che salgono al primo piano e le tipiche finestre inglesi. Camminando in questo quartiere ti capiterà di imbatterti in sexy shop oppure di incontrare coppie ga:, questo è il quariere in prevalenza omosessuale e dove percepisci veramente una sensazione di Libertà. Noi addirittura abbiamo trovato una signora che ci ha seguito per un po’ recitando Shakespeare, poichè ci aveva sentito parlare in toni animati decidendo la direzione da prendere.

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L’East Village è simile, ma molto più borghese e tranquillo, tant’è che consiglio di darci una semplice sbirciata. Vi consiglio una passeggiata tra le strade in direzione del famosissimo palazzo di Vetro (palazzo ONU). Particolarmente interessante è il Villaggio Tudor dove enormi palazzi di mattoncini rossi colorano l’isolato lasciando intravedere il Chrysler.

Beh adesso vi abbandono, ma prometto che prossimamente tornerò a parlarvi della mia settimana a New York e degli altri quartieri che tanto affascinano la Grande Mela.

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22 thoughts on “Una settimana a New York”

  1. Eugenia

    Bellissimo! Mi sembra di essere tornata indietro di qualche anno, nella mia fantastica estate americana, nel 2000. Non vedo l’ora di ritornarci! #newyork #usa

  2. […] amici, dopo avervi raccontato la mia New York in una settimana, oggi Vi porterò alla scoperta di Midtown e dei suoi quartieri, poiché New York non è NY se non […]

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