Viaggiando “on the road” sul Passo della Cisa

Almeno 1 volta al mese mi capita di fare l’Autostrada A15 ovvero La Cisa per andare a trovare i miei suoceri che abitano proprio al confine tra Liguria e Toscana; sono ormai anni che la frequento e non ne sono contenta, per niente! Mi sarà capitato forse 2 volte di trovarla libera da “lavori in corso” che ti rallentano il tragitto perché ti fanno viaggiare su una sola corsia per non parlare di quando c’è traffico e ci si trova in auto con i bambini: un supplizio!
L’ultima volta non ce l’abbiamo fatta, abbiamo optato per una strada alternativa, la SS62 della Cisa; guardando sulla mappa un pò più lunga ma… ne è valsa di sicuro la pena sia a livello paesaggistico visto che eravamo immersi nella natura, sia a livello culinario.

Abbiamo optato per fare il vero Passo della Cisa, scalando la montagna, girandoci attorno senza entrare in autostrada: un vero on the road e devo dire che se fossimo stati in moto, sarebbe stato perfetto! Tirando giù i finestrini si sentiva un venticello fresco che entrava e ci allietava il viaggio facendo entrare i profumi della natura in cui eravamo immersi. Arrivati in cima, ad un’altitudine di 1041 metri, l’aria era bella frizzantina; non c’è nulla intorno se non tanta pace e una chiesetta arroccata sulla punta di una collina. Impossibile non salire a vederla perché è talmente bella che incuriosisce; semplice, dedicata a Nostra Signora della Guardia è ricca di finestre colorate che ne animano l’interno. La particolarità è che la chiesa è rotonda quindi la si può percorrere internamente facendoci un giro intorno; il campanile è staccato, non fa parte della chiesa anche se, guardandola dal basso, non ci si accorge di questo particolare. Proprio dietro c’è una porta, in legno, è l’inizio della via Francigena nella parte Toscana del percorso quindi l’inizio di un emozionante percorso storico.

Potevamo forse ripartire a pancia vuota? Direi proprio di no e così ci siamo fermati all’unico ristorante in vetta dove al cucina è casereccia e si possono gustare prodotti tipici come il cinghiale che non abbiamo potuto fare a meno di assaggiare.

Appeso ad un muro c’è un vecchio ritaglio di giornale con la ricetta di questa splendida ricetta cucinata dalla signora Lisetta Spagnolo che vi correi regalare.
Ingredienti per 4 persone: 1kg di cinghiale, 1 cipolla di Tropea, 2 carote, 1 gambo di sedano, peperella, 3 agli, vino barolo e brodo di carne.
Tagliare a pezzetti il cinghiale e metterlo in concia con le verdure ed il vino per almeno 13 ore, e alla fine scolarlo. Soffriggere in una casseruola le verdure di concia, aggiungere il cinghiale mescolando a fuoco vivo ed innaffiando col barolo rimasto. Si termina la cottura a fuoco lento per almeno 3 ore, e se necessario aggiungere il brodo di carne. Servire in tavola accompagnando il piatto con della polenta calda.

 

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