
Viaggiare senza passeggino: un sogno diventato realtà
Ci sono quei momenti che ti aspetti da anni: "quando non avremo più il passeggino" è una frase che ho pronunciato tante volte...
Wow: il momento è arrivato ed è stato... strano.
Strano perché ti sembra di aver conquistato una libertà, ma allo stesso tempo ti manca qualcosa (ehm, per esempio un posto dove appoggiare la borsa).
Noi siamo passati da un passeggino all'altro: con quattro anni di differenza tra i nostri bimbi, abbiamo fatto otto anni consecutivi con passeggino al seguito.
Con Marco soltanto era assolutamente comodo, perché lui se può ne approfitta. Giacomo, invece, ha sempre visto suo fratello camminare e spesse volte ci siamo ritrovati con lui che si alzava dal passeggino (ovviamente in movimento, mica fermo, eh!) e suo fratello che vi schizzava sopra, per essere trasportato, lui.
Due estati fa a Budapest questo giochino è andato avanti per molto ed è stato un supplizio. Quest'estate a Londra abbiamo risolto l'inconveniente del bimbo "sbagliato" sul passeggino muovendoci molto con la metro e non dando a Marco l'opportunità di stancarsi e aver bisogno di un appoggio. Ma non vi dico la fatica a chiudere e aprire il passeggino: due, tre, cinque, dieci volte al giorno, poi io con Giacomo per mano, Enri col passeggino in spalla.
È stata una vacanza impegnativa, fin troppo, a livello fisico. Ed è tutta colpa del fatto che in giro noi non ci si accontenti mai: sempre avanti, sempre oltre, sempre alla ricerca di cose nuove da vedere e di esperienze da provare. Anche dall'altra parte della città. Ovvio.
Di ritorno da Londra ho deciso, d'imperio, che a fine estate avremmo iniziato a viaggiare senza il passeggino. Così è stato. Per le nostre passeggiate in città o lungomare abbiamo quasi sempre optato per bici senza pedali (per Giacomo) e hoverboard (per Marco) di supporto e devo dire che funzionano alla grande, anche se spesso si rischiano incidenti, che io sdrammatizzo sempre dicendo che siamo assicurati.
Sì, lo siamo e ne siamo ben fieri: l'assicurazione per responsabilità di famiglia è, secondo me, fondamentale, per chi ha piccoli monelli. Ma questa è un'altra storia, quella importante è che durante le vacanze natalizie siamo stati due giorni a Milano senza passeggino. E ce l'abbiamo fatta.
Il primo giorno abbiamo avuto una piccola rivolta figli-genitori: colpa nostra, non avevamo concordato insieme il nostro programma di viaggio ma li abbiamo "caricati" in macchina e catapultati in una nuova realtà, una "piccola Londra", come hanno detto loro, guardando i percorsi della metro.
Poi siamo rientrati nei nostri panni abituali di genitori democratici (o apparentemente tali) e abbiamo discusso e ragionato il programma del secondo giorno. Risultato? Siamo risaliti in macchina con il mio contapassi che segnava quasi 15 mila passi percorsi: una decina di chilometri a piedi, che il piccoletto di casa ha fatto senza (quasi) batter ciglio.
Una bella conquista, una grande libertà, viaggiare senza passeggino. La consapevolezza che per New York non siamo ancora pronti (non per la maratona, eh!), ma non manca molto. Un paio d'anni, forse tre. La Grande Mela ci aspetta. GOGOGO!
