Italia-Ukraina: cronaca di un viaggio immorale…

Questo è un blog di viaggi, ed io sono un viaggiatore votato a raccontare ciò che vedo. E comincio questa avventura meravigliosa ed incredibile col narrarvi il viaggio indicato nel logo #2U4M.

2 Ukraina 4 Matrimony logo IBAN web

Italia – Ukraina, Giano dell’Umbria – Ivano Frankivsk: 1662 km che lasciano il segno, nel fisico ma sopratutto nell’Anima…

Ho scelto, sia per necessità che per coerenza morale, di fare il viaggio come un normale cittadino ukraino, quindi con un maxi-van adattato a trasporto misto di cose e persone: il costo è decisamente inferiore a quello dell’aereo, sopratutto perchè a volte ci si dimentica che non tutti gli ukraini abitano a Kiev (o meglio Kiyv…), come gli italiani non abitano tutti a Milano Malpensa…

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Alle 22.35 di sabato 1 giugno 2013 il bus guidato da Roman e Vova e carico di ogni ben di Dio e 7 persone, dopo una preghiera iniziale, parte non privo di contrattempi, che costelleranno questo mirabolante viaggio. Come infatti documentato in tempo reale sul web, dopo nemmeno 15km ci si ferma in modo sospetto dopo una concitata telefonata in una stazione di carburante chiusa per attendere… cosa ve lo svelero’ strada facendo!!!

L’autista fa la Romea dopo l’autostrada gratuita (la ormai mitica per noi umbri E45 che qualche ministro dello scorso governo aveva avuto il coraggio di dichiarare agibile a 2 corsie per senso di marcia col pagamento del pedaggio nel 2013…) e poi si raccorda colla nuova variante-tangenziale di Venezia immettendosi sull’unico tratto di autostrada a pagamento (con tanto di biglietto…) per Trieste…EDM_8315Alle 5.20 siamo in Slovenia, a rifocillarci ed a sgranchire le gambe (che il miniminiminibus non e’ che sia poi cosi’ confortevele dovete credermi sulla fiducia…). Come mi era già capitato in altri viaggi in auto, ovunque ci si fermi in Slovenia troverete gente gentile, semplice, sorridente, servizi igienici molto puliti, e anche qualche parola d’italiano…

EDM_8317Questo è lo spuntino che Roman decide di concedersi facendosi dare il cambio da Vova: filoncini pre-confezionati aromatizzati con una roba dentro che dovrebbe essere del formaggio e yogurt acido da bere… Ovviamente il meteo è lo stesso che in Italia ci sta facendo pensare che, il prossimo anno, il primo regalo che dovrà fare Babbo Natale a chi di dovere è un bel calendario, perchè 6 gradi a giugno non li si era mai visti…

EDM_8320 EDM_8323Passati in Ungheria (tralascio per un prossimo post un po’ più poetico altre situazioni…), ci si riferma alle 8.50 e qui di nuovo tengo a sottolineare la pulizia, l’organizzazione e la praticità di queste piazzole di sosta per “alleggerire il carico della vescica”… Molte delle fotografie che illustrano questo viaggio sono state volutamente scattate dall’interno del mezzo e commentano visivamente ciò che noi trasportati in seconda fila vedevamo davanti attraverso il parabrezza e lateralmente, con la polarizzazione del colore e la tonalità dell’immagine modificate grazie al filtro oscurante dei lastroni laterali…EDM_8340

Ed eccolo, “l’acquitrino”, il grande lago, il mare ungherese, che si mostra in tutti i suoi 79 km: è il Lago Balaton, bellezze!!!

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Intorno a mezzogiorno, dopo 13 ore di viaggio, entriamo in Budapest: notare l’autostrada a 4 corsie per senso di marcia che taglia in 2 la capitale magiara, il mitico ponte che divide Buda da Pest e la suddetta polarizzazione in fase di studio da parte del fotografo per ottimizzarla al meglio per le seguenti fotografie…

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Dopo un principio di cataclisma meteorologico, riusciamo a sfuggire alla grandine con tromba d’aria che si abbatte sulla capitale bagnata dal Danubio ed a fermarci in un’accogliente piazzola di sosta con piccolo bar dove acquisto una Coca Cola personalizzata in magiaro…

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Alle 12.20 si riparte con la promessa di fermarci alla frontiera ukraina: “è fatta!”, pensavo, ignaro di ciò che di lì a breve mi attendeva…

EDM_8384No, il problema non era la centrale nucleare di Paks (quella è a sud di Budapest…), questa è “solo” una di quelle a carbone…

Pisciatoio frontiera

Nell’area di servizio che precede la frontiera, i magiari sconfessano tutto ciò che di buono avevamo fin qui ammirato: fatiscenti, sporchi, uno su 3 (e misto) funzionante, il cesso è il preludio all’inferno…

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Solo il sole, apparso all’improvviso come in una canzone di Zucchero, cerca di lenire il dolore che comincia a farsi sentire: sono le 15.28, e qualcosa mi dice che la mezz’ora per passare il valico, quest’oggi, si tramuterà in qualcos’altro…

EDM_8435 EDM_8436 EDM_8439Cerco di distrarmi in qualsiasi modo, e con me i miei compagni di viaggio, ma lo smorbio continua a salire… Alle 20.23 finalmente riusciamo a consegnare i passaporti: imbarazzante sentirmi dire grazie in italiano dalla gendarme alla visione del passaporto comunitario, che mi viene prontamente restituito, mentre quello dei miei compagni di viaggio viene preso in consegna per i dovuti controlli.

EDM_8441Riesco letteralmente a rubare questa immagine poichè nelle zone di competenza militare è severamente vietato fotografare: sono le 20.41 e le 5 ore passate al confine di Zahony ormai sembrano un lontano, triste ricordo…

Ed invece no.

L’inferno era li’, pronto ad aspettarci, e l’amico Luciano che ho portato con me non riesce a sopire la rabbia che comincia a montare nel mio Io, che silenziosamente ascolta cose inenarrabili, al limite dell’umano. Non occorre sapere l’ucraino ed il russo (che qualcuno mi deve spiegare perchè in una Repubblica libera da più di 20 anni si debba ancora parlare una lingua che non è la propria… come se in Veneto qualcuno pretendesse di parlare austro-ungarico…) per capire che uomini stanno approfittando della propria posizione per rompere le uova nel paniere di Roman e Vova. Il gendarme incaricato al nostro bus decide di voler controllare l’elenco della merce trasportata, e di contro ordina di far tirar giù TUTTO IL CARICO ai 2 ragazzi! Dopo 2 ore di tira e molla, discorsi ravvicinati, parole, e controlli anche nei peli del naso (ma non si sono azzardati a chiedere l’italiano che ci facesse lì con 8 ukraini…), decidono di confiscare 12 bottiglie di Lambrusco e 6 di Fragolino a Roman, l’autista, reo di non avere messo su di una agenda in elenco le stesse nella nota di carico della roba trasportata. Alla fine vengo a sapere che l’inizio-scusa di tutto era la mia presenza e le 4 confezioni di tonno da 4 lattine di 80 grammi sul cartone con 10kg di pasta che secondo loro non erano stati dichiarati in bolla…

L’inferno finisce con una bottiglia di Fragolino “casualmente” scivolata a Roman per terra, il ricollocamento di tutto il carico e 1 ora e 35 minuti di sequestro dell’autista in gendarmeria: a questo punto mi si svela che, per passare la dogana, questi carichi misti umani e di merce costano al trasportatore 600,00 €uro in mazzetta al doganiere, che, facendo un calcolo alla buona, incassa 600 x 20bus/ora x 6ore = 72.000 €uro al giorno senza battere ciglio…

Io ora, ricordando che sono le 00.35 (in Italia, perche’ in Ukraina si è un’ora avanti…), il resto del viaggio lo racconterò in silenzio, colla pioggia che copiosa ci porta a Stryi (senza dimenticare il pizzo pagato 600 metri fuori dalla dogana a 2 poliziotti in piazzola di sosta…), dove si fa il trasbordo dei pacchi e delle persone per le destinazione ukraine alle 3.39 e con le foto che, a bordo di una meravigliosa quanto vecchia Lada 1500 (Serhij con orgoglio mi dice che è nata 2 anni prima di me…). Sicuramente ve ne parlerò un’altra volta, senza il pensiero di un viaggio finito alle 7.59 del 3 giugno 2013 e con il cuore distrutto da un sopruso che continuo a non capire ed al quale non so rispondere: si può tollerare oggi, nel famigerato anno post Cristo 2013, tollerare e concepire una cosa come la dogana di Zahony tra la meravigliosa Europa e la Cenerentola Ukraina?

EDM_8445 EDM_8447 EDM_8452 EDM_8460 EDM_8462 EDM_8471 EDM_8474 EDM_8484 EDM_8485 EDM_8494 EDM_8516Io a queste domande ho sempre dato una sola risposta:

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“Il cielo e’ uguale. Ovunque tu vada.”

Il maestro Lao Tzu ne aveva di cose in comune con papà Socrate…

Il cielo ed il verde saranno i protagonisti della parte poetica del mio viaggio verso l’Ukraina.

Ora fatemi stare in silenzio…

Grazie a tutti, belli e brutti…

Ma sopratutti…giardino…ai miei conterroni preferiti…

e al nuovissimo sponsor…

logo poggio alle ville scudo

Pace e bene…

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18 thoughts on “Italia-Ukraina: cronaca di un viaggio immorale…”

  1. Hai fatto bene a “tener duro”… sono spesso l’unico “diverso” nei miei viaggi qui e anche qui spesso sono la scusa per rompere i maroni a chi colpe non ne ha se non quella di dover tacere davanti ai soprusi!

    Ernesto goditi il resto lasciandoti scivolare le bruttezze subite…

    Un abbraccio

    1. Grazie, Andrea.
      Ma per come sono io, che rileggendo l’articolo “on-air” mi scappa il gocciolone dalla gota, fidati che non è facile…
      …e certo che me lo godo, anche se il meteo continua a fare le bizze cercherò d’ora innanzi di farvi vedere il bello.
      Ma le incongruenze non riesco a tacerle, e ne ho viste qui che voi umani nemmeno immaginate…
      Pax et bonum…

      1. le incongruenze devi raccontarle Ernè… dobbiamo sapere… quella è (anche) la tua missione…

      2. …immagino, fidati, sfortunatamente immagino… daje!

  2. Il cielo è uguale per tutti, sono le persone ad essere diverse… forse.
    In queste situazioni mi chiedo come saremmo noi se fossimo nati e cresciuti là… e la tristezza si impossessa.

    Purtroppo queste cose capitano nella maggior parte delle frontiere del mondo, sono ancora troppi i paesi così.

    E quando poi queste cose capitano in paesi civilizzati, ancora peggio. Potrei citarti Francia e Danimarca. Sì la moderna, evoluta e civile Copenaghen ai controlli doganali in aeroporto ha – sicuramente una mela marcia – che cerca (e spesso riesce) di fregare gli orologi di marca ai passeggeri. Alla sottoscritta non han fregato un sector solo per un soffio e una botta di … fortuna: Al tipo davanti a me invece ci son riusciti perchè se ne è accorto un attimo dopo!

    Ho segnalato la cosa alla sicurezza, all’aeroporto e alla compagnia aerea. Alcuni mesi dopo scopro da un amico che la cosa continua a ripetersi!

    1. Liliana, grazie per avermi sopportato…
      Il discorso è: che senso hanno le frontiere? E le dogane?
      Se poi pagando posso far entrare armi di distruzione di massa o gente senza documenti, a cosa servono?
      La metafora buddhista sta a significare che, come quello che ci sovrasta, anche ciò che è tra noi dovrebbe essere lo stesso.
      Ma i nostri simili non lo permettono.
      Perchè non si rendono conto di quanto infinitamente piccoli siano in confronto al cielo medesimo.
      Ed al creato…
      Pace e bene, meraviglia…

      1. lilianamonticone

        Quoto tutto quello che scrivi, altro che sopportato!

  3. Oh mamma che tristezza….X’ nessuno fa niente??? Non è giusto questo comportamento…

  4. @@@@@@@@@@@@@……serve dire qualcosa????’caro Ernesto!!!!

  5. Un commento veloce sul tuo articolo che ho letto con piacere e che mi ha ricordato i miei primi viaggi in Ucraina. Però ti posso assicurare una cosa… quello che la prima volta sembra un paese stranissimo e (per molti) un pò barbaro, è invece una Nazione con un Popolo meraviglioso che troppo spesso è considerato dagli Italiani un pò come degli sottosviluppati. E’ vero che ci sono i doganieri che intascano, così come è vero che i pulmini commerciano in nero il 45% delle importazioni alimentari in Ucraina. Ripeto è un paese che a prima vista lascia forti contraddizioni ma che vale la pena di conoscerlo a pieno per apprezzarlo. Buon viaggio !!

    1. Grazie Mauro per essere passato di qua.
      Io ho sposato un’ukraina, quindi non ho certo preconcetti nei loro confronti…
      Se di barbarie si vuol parlare, se proprio vogliamo essere delicati, dobbiamo riferirci a noi europei: il mio atto di accusa è all’inutilità di questa barriera.
      Predichiamo la globalizzazione, esternalizziamo il lavoro in questi paesi riducendo ad ebetismo e all’ignoranza i nostri compaesani per sfruttare queste genti ed ancora parliamo di frontiere?
      Secondo me dovrebbero loro non farci entrare, non noi chiuderci a riccio in modo finto e spregiudicato.
      Sono felice di averti conosciuto e di averti fatto finire qui, dove ognuno è quello che è e null’altro.
      Pace e bene…

  6. Paolo Morbidoni

    Esistono uomini grandi e uomini piccoli.
    Come esistono grandi e piccoli confini.
    C’è chi scava solchi, costruisce muri
    e chi copre i solchi e I muri li abbatte.
    C’è chi lotta per andare oltre e chi, pavidamente, si ritrae.
    C’è chi muore dentro un confine
    e non ha mai visto cosa c’è dall’altra parte.
    Per molti anche la vita è un recinto
    In cui coltivare basse fortune.
    Ma cosa divide una frontiera,
    se non terre e uomini esattamente uguali?
    Per fortuna il fiore spontaneo
    continuerà a crescere di qua e di là,
    Infischiandosene delle frontiere;
    e pure i pensieri degli uomini grandi
    percorreranno strade e saranno semi.

    Ciao grande e umile uomo Ernesto, questo pensiero è per te.

    1. Umilmente Tuo, Paolo, con la faccia sotto i tuoi piedi…
      http://www.youtube.com/watch?v=utOGyZ6iu6M

  7. […] alla parte poetica del mio viaggio in Ukraina ormai celeberrimo come #2U4M.Avevo già fatto il viaggio verso est quando in auto mi recai in […]

  8. Bravissimo Ernesto, ti seguo con piacere, mi arrabbierò con te e, soprattutto, sarò felice con te quando ci racconterai dell’incontro con la tua famiglia.

    1. erdematt

      Troppo buona, Arianna…
      Ieri ho ricaricato a mille le batterie andando nella profonda campagna alle porte di Ivano-Frankivsk a conoscere la nonna materna di mia moglie…
      Devo smaltire la sbornia, ma presto ve ne parlerò.
      Pace e bene…

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