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Comments

  1. Peppino says

    Vero. Peccato che i PR non trovano le collaborazioni così. Si lavora con loro solo se si è parte della cricca, tra i soliti blogger raccomandati che hanno poche visite, profili Instagram imbarazzanti ma hanno i contatti giusti.

    • trippando says

      Peppino, posso dirti che io vivo in provincia di Pisa: contatti con PR non ne avevo di certo e non sono nemmeno mai riuscita a partecipare ai loro open day o aperitivi di network. E invece di contatti ne ho avuti e ne ho sempre tanti. C’è chi lavora in un modo, chi in un altro. E comunque gli amici esistono da tutte le parti. Ma il buon lavoro paga. Paga sempre. GOGOGO!

  2. Deborah says

    D’accordissimo con te Silvia. Quando ho rifatto il look al sito ho proprio voluto mettere in risalto il chi sono e cosa scrivo.
    Anche per le collaborazioni sto imparando a proporre e a dire no… incredibile!

    • trippando says

      Ma miticaaaa! A volte è più difficile dire no che accettare. E invece spesso i risultati migliori si ottengono proprio da quei no!

  3. ComeCalamity.it says

    Non sono del tutto d’accordo. Per il mio blog ComeCalamity.it un semi-anonimato (sul blog non compare il mio nome e sono poche le foto in cui si vede il mio volto) è proprio quello che mi permette di “metterci la faccia” raccontandomi con apertura e sincerità. Da una parte lo faccio perché sul blog libero la parte più scatenata e scanzonata di me e mi scoccerebbe se lo leggessero alcuni dei miei contatti professionali (lavoro nel giornalismo economico-finanziario). Dall’altra parte scrivendo molto dei viaggi con la mia bambina e della nostra vita insieme, non pubblicare il mio e il suo nome o dettegli precisi su dove abitiamo e simili è un modo per tutelarla. Anche in futuro potrà far leggere le nostre avventure solo a chi vorrà , senza il rischio che saltino fuori “a tradimento” se veniamo “googlata”.

    • trippando says

      Però non mostrandoti e non facendo vedere chi sei non pensi di ricevere meno contatti per collaborazioni? Magari in questo momento non sono la tua priorità, però…

      • ComeCalamity.it says

        Hai ragione, probabilmente, su tutti e due gli aspetti: ho ricevuto finora poche proposte di collaborazione e, in quasi tutti i casi, ho preferito rinunciarvi perché la mia priorità è al momento far crescere il blog più che monetizzare. Le collaborazioni che ho portato avanti con soddisfazione sono scaturite, di solito, da contatti offline con persone che, conosciuto anche il blog, hanno mostrato interesse a fare qualcosa insieme

        • trippando says

          Torna: chi ti conosce ti vuole perché sa che sei brava. Chi vede quella tipa che si nasconde dietro al blog pensa che è brava e poi contatta una meno brava ma che sa chi è e chi non è. Gogogo

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