Ho acquistato "La teoria del paesi vuoti, viaggio tra i borghi abbandonati" di Mauro Daltin, Ediciclo Editore, pensando ad un saggio, forse un po' noioso.
Mi sono ritrovata in viaggio con Mauro Daltin e nel mezzo della sua storia, della sua vita, del suo essere ammaliato dai "paesi vuoti" per il fatto che sua madre, incinta, si sia trovata a passare una notte da sola in una Cinquecento, perché nel paese dove insegnava, lontano da casa, ci fu un terremoto. E Mauro era lì, con lei, dentro la sua pancia e dentro quella Cinquecento.
Da lì la sua fissa per i "paesi vuoti": abbandonati per frane o terremoti, sommersi dalle acque, costruiti per uno sfruttamento particolare e poi morti lì, lasciati in balia del nulla.
La storia si dipana, il viaggio alterna momenti reali, in cui Mauro Daltin va a scoprire i paesi abbandonati italiani, e momenti in cui il viaggio è fatto di ricordo di viaggi passati o di ricerca sui libri o sul web. Questo fondersi e alternarsi di momenti diversi è perfetto: il libro non perde mai il ritmo, in un crescendo più da romanzo che non da saggio.
La scrittura di Mauro Daltin è perfetta e "La teoria dei paesi vuoti, viaggio tra i borghi abbandonati" è un libro che mi sento di consigliare a tutti i viaggiatori, a tutti coloro che cercano i perché dei luoghi, a tutti quelli che non si fermano davanti a un terremoto, a una frana, un allagamento. E vogliono andare oltre, dietro, sotto.
La teoria dei paesi vuoti, viaggio tra i borghi abbandonati
di Mauro Daltin
Ediciclo Editore
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