Parigi: libri, amore e il 13 novembre

Abbiamo deciso da qualche settimana di riprendere la rubrica #LeggendoViaggi e, dopo i traglici accadimenti di venerdì scorso, mi sento di dedicare un pensiero speciale alla città di Parigi.

Parigi è, nell'immaginario collettivo, la città dell'amore, delle favole, dei sogni. Lo era anche per me ed Enrico, che abbiamo deciso di trascorrervi la nostra luna di miele. Un viaggio di nozze dai risvolti tragicomici (non è proprio il massimo per una neosposina prendere un virus gastrointestinale a metà della luna di miele!), che ci ha fatto togliere dalla città tutta rosa quell'aura magica ed incantata di poesia. Ma questa è una questione personale, privata, solo nostra. Per gli altri, ed anche per noi quando non pensiamo alle nostre disavventure, Parigi è l'amore.

Venerdì scorso Parigi ha vissuto la guerra, si è trasformata in una città sotto assedio. Sono morte più di cento persone e più di trecento sono rimaste ferite. Per me è stato uno shock: andare a far la doccia mentre alla tv c'erano le battute di Crozza e ritornare davanti alla tv, a tirar tardi per aspettare l'ultima poppata serale di Giacomo, trovandomi di fronte scene di guerra, di panico, di terrore. Scene improvvise, inaspettate. Scene decisamente migliori di quelle che segneranno per sempre la vita dei sopravvissuti, gente qualunque, che un venerdì qualsiasi si trovava in posti di svago: una sala da concerto, un bar, uno stadio. Da mamma, il pensiero va subito ai bambini che si sono ritrovati di fronte il terrore e la morte. Saranno segnati per sempre.

Opinione comune è che lo scopo del gruppo organizzato di terroristi fosse -anche- quello di impaurire la gente. Di bloccare la vita, di inchiodare le persone nelle proprie case.

Molti pensano al Giubileo che tra meno di un mese vedrà Roma invasa da turisti e temono per la città eterna. Personalmente, credo che sia stato colpito il cuore della Francia per motivi politici e dubito che la cosa possa interessare, in un futuro ravvicinato, anche l'Italia. Ma, al di là di questa considerazione, penso che la situazione non sia banale e che scene come quelle di Parigi possano essere vissute e viste anche in altre parti d'Europa.

Per questo penso fortemente che non ci si debba fermare. Che non si debba aver paura. Che sia necesario essere fatalisti. Quel che succede, succede.

Per questo, voglio continuare a pensare a Parigi come alla città dell'amore, città che fa da sfondo a tantissimi libri gioiosi. Circa un anno fa abbiamo dedicato al tema "Parigi e la felicità" la nostra prima tweetchat di #LeggendoViaggi.

Oggi vorrei fare lo stesso: pensare a Parigi come una città di gioia e di amore. E vorrei farlo con attraverso i libri che la raccontano e ce la fanno meglio conoscere.

Io vi propongo "Parigi mon Amour", di quella pazza di della mia carissima amica Simona Fruzzetti. Perché oltre all'amore ci vuole anche una sana risata, ogni tanto!

E voi, quale libro vi lega a Parigi? Quale libro ve la fa ricordare come una città d'amore? Scrivetelo nei commenti, perché ciascuno di noi contribuisca alla ripresa della fiducia nel prossimo ed al non arrendersi di tutti gli altri.

Dobbiamo continuare a viaggiare. Dobbiamo andare o ritornare a Parigi. Oggi lo facciamo proponendo vicendevolmente un libro. Domani dobbiamo farlo preparando i bagagli e volando verso la Ville Lumiére!

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