Oggi c'è una pillola un po' sui generis: dopo aver parlato dell'importanza dello Stortelling (ovvero dell'avere storie da raccontare) con Patrizia Soffiati, delle condivisioni sui social network (non siate tirchi, se un post vi piace, condividetelo, per il bene di chi l'ha scritto e di chi avrà l'occasione di leggerlo!) e dei video con Gian e Lele di Viaggia e Scopri (non so voi, ma quest'argomento mi intrga assai!) facciamo un passo indietro e parliamo di SCRIVERE: cosa, dove, come e quanto scrivere.
Spesso si tralascia l'argomento, o almeno si dà per scontato, supponendo che se uno apre un blog di viaggi sappia scrivere e abbia qualcosa da dire. Ecco... ultimamente mi sto accorgendo che non è sempre così. Leggo robe che voi umani non avete mai visto e, sinceramente, mi dispiace molto, sia per chi scrive le castronerie, che per tutti gli altri blogger, perché per uno che sbaglia ci rimettono tutti. Se un chirurgo sbaglia un'operazione, per dei mesi le persone hanno paura a farsi fare un'operazione "perché, ti ricordi, quello che sbagliò quella volta?". Ovviamente tutti ignorano -o fanno finta- le centinaia di migliaia di operazioni che vanno a buon fine ogni giorno.
Lo stesso per i (travel) blog. Per un blogger che scrive una castroneria -non un errore di battitura, quelli sono diffusi anche tra i più bravi, bensì un orrore di ortografia- tutti i blogger non sanno scrivere. È così. Non neghiamolo. Personalmente, se trovo orrori in un blog, difficilmente torno a leggervi altri articoli. E a volte mi dispiace molto, perché ci sono persone che hanno visitato posti strepitosi, li raccontano anche discretamente, ma disseminano qua e là i loro post di errori grammaticali, di parole sconosciute ai più, probabilmente di natura dialettale.
Ragazzi, dobbiamo fare un po' di autoanalisi: se si vuole avere un blog di viaggi che sia serio ed affidabile, non serve soltanto prenotare voli su voli, hotel su hotel e scriverne in fretta.
Per avere un buon blog di viaggi bisogna anche saper scrivere. E saper scrivere bene. Sarà che io ho la mamma maestra. Sarà che al liceo "avevo la Giua" -chi è di Pisa può capirmi- ma per me l'italiano è fondamentale. Vedo però che non è così per tutti. Anzi. Ma non voglio far polemica (ce ne sono già anche troppe a riguardo!); mi limiterò a darvi una manciata di consigli per scrivere al meglio.
E ora un po' di teoria. Che poi è pratica, perché deriva esclusivamente dalla mia esperienza, da tre anni e mezzo di blogging non stop.
Scrivete solo di cose o posti che conoscete bene. Se vi propongono di raccontare un luogo senza che ci siate mai stati, passate la tastiera ad un esperto: non compromettete la vostra credibilità!
Non sono qui a dirvi in che posto della casa scrivere, ma vi consiglio, per esperienza, di non scrivere on the road, bensì di far sedimentare le vostre sensazioni e di scrivere solo al vostro ritorno dal viaggio. Magari sono io che non riesco a ritagliarmi il tempo, in viaggio, per scrivere, però, non è da tutti riuscire a raccontare un viaggio con molte parole in tempo reale. L'unica che leggo sempre è la Fabiletta, che è maestra in diari di viaggio e a cui avrei sempre voluto chiedere: >. Se, come me, avete bisogno di farvi le vostre belle dormite, per tenere aggiornati parenti, amici e lettori in tempo reale, vi consiglio di utilizzare i social network, che sono ideali per raccontare le esperienze di viaggio live. Ma questa è un'altra storia, un'altra pillola!
Ciascuno ha il proprio registro. L'importante è mantenerlo sempre. Io, per esempio, scrivo "ai miei lettori" e quindi mi rivolgo sempre a VOI. Molti, invece, si rivolgono ai singoli e dicono TU. A me, per esempio, è venuto spontaneo usare il TU nella stesura di "Sei un blogger? Viaggia sponsorizzato!", perché avendolo progettato come manuale da accompagnare a consulenze personalizzate, mi è tornato naturale rivolgermi a ciascuno "dei miei studenti" che, stando a quanto dicono, sembrano parecchio soddisfatti!
Non c'è una regola che dice quanto bloggare. Il mio consiglio? Farlo con regolarità: riuscite a scrivere un post alla settimana? Pubblicatelo sempre lo stesso giorno: i vostri lettori vi aspetteranno! La domanda > viene di conseguenza. Il lunedì è la giornata in cui la gente legge di più in assoluto. E, grossomodo, man mano a scemare verso la fine della settimana. Quindi, pubblicando solo una volta alla settimana o una volta ogni due settimane, mi sento di dirvi >, con due volte a settimana farei lunedì e mercoledì. Lo so che il martedì la gente legge di più che di marcoledì, ma "sparare" due post uno in fila all'altro e poi abbandonare il blog per cinque giorni non è molto carino, vero? Con tre volte, sceglierei lunedì, martedì e giovedì. Noi, di solito, si pubblica dal lunedì al venerdì, mentre di sabato e domenica condividiamo sui social network foto o vecchi articoli che meritano di essere riportati alla ribalta.
Ora tocca a voi raccontare le vostre abitudini ed i vostri "trucchi" di scrittura. Fatevi avanti. dite la vostra nei commenti!
Se questo articolo vi è piaciuto e pensate che vi possa essere utile, meditate di condividerlo: potrebbe essere d'aiuto anche ad altri!
Avete già comprato il mio manuale? L'estate si avvicina e, se avete un viaggio in programma, è l'ora di iniziare a lavorare ad un bel progetto da presentare ad enti ed hotel per ottenere le sponsorizzazioni!
In Grecia ci sono alcune delle mete più apprezzate dai turisti italiani. Chi sceglie questo…
I voli al mattino presto hanno la capacità di mettere in crisi anche le persone…
Roma è una delle destinazioni più affascinanti al mondo, una città capace di unire storia…
Ma perché vado a una mostra per scoprire e imparare qualcosa e torno via col…
Al Mo.C.A. di Montecatini Terme una mostra che è un viaggio di oltre 60.000 anni,…
Quando si pensa al Chianti, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre…