ARTE, NATURA, TURISMO E BIODIVERSITÀ. CON ARS E NATURA ALLE SEYCHELLES (PARTE 2)

Sono passate alcune settimane dalla prima intervista ad Alessandro Troisi di Ars e Natura che ci ha illustrato il progetto Ars e Natura alle Seychelles, in collaborazione con il Seychelles Tourism Board. Oggi diamo la parola ad un’altra bravissima illustratrice professionista specializzata, tra l’altro, in libri di favole per bambini: Iole Eulalia Rosa. Anche a lei abbiamo chiesto di spiegarci come è stata l’esperienza alle Seychelles, quali emozioni ha provato e come si è proiettata in questo lavoro di sensibilizzazione e riscoperta della biodiversità.

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Come sei entrata in Ars e Natura? Conosco Ars e Natura da poco tempo, per cui non faccio parte del gruppo dei soci fondatori ai quali va il grande merito di aver riunito un gruppo di artisti naturalisti allo scopo di promuovere la natura e la biodiversità attraverso disegni e dipinti. Partendo a un’osservazione dal vero della fauna e della flora, l’artista naturalista coglie degli spunti da fissare con matita e colori sul proprio taccuino da viaggio, questo materiale prezioso, poiché risultato dell’esperienza diretta e dell’emozione del momento, viene in seguito elaborato a studio per produrre opere d’arte ispirate ai soggetti osservati. Personalmente, entrare a contatto con Ars e Natura mi ha permesso di coniugare le cose che amo di più: l’arte, la Natura e i viaggi.

Coco de Mer - Praslin
Coco de Mer – Praslin

Anche tu hai partecipato al progetto studiato con Seychelles Tourism Board. Come ti sei approcciata a questo viaggio? Il programma di viaggio studiato da Alessandro Troisi in collaborazione con STB (Seychelles Tourism Board) si poneva lo scopo di farci visitare più ambienti possibili per aver una panoramica più vasta sulla Natura delle Seychelles, che non si limitasse solamente alle spiagge, meta principale del turismo, ma che tenesse conto anche della grande ricchezza di flora e fauna locali. A questo scopo abbiamo avuto modo di visitare sette isole diverse (Mahè, Cerf, Praslin, Cousin, La Digue, Moyenne, Silhoutte), che per costituzione geologica, natura endemica e grado di antropizzazione, presentavano caratteristiche differenti tra loro. Come accade spesso in queste occasioni, il tempo a disposizione è sempre poco rispetto a quello che sarebbe necessario per produrre del buon materiale. Fare un disegno, anche se si tratta di uno schizzo veloce, richiede sempre molto più impegno e tempo rispetto ad una fotografia. Per questo abbiamo cercato di sfruttare al massimo le ore di luce diurna, cominciando a lavorare di buon mattino per fermarci nel tardo pomeriggio quando il calare della sera ci costringeva a smettere. C’è da tenere conto che con un ambiente così particolare, il desiderio di vedere tutto ciò che era possibile ha condizionato non poco le nostre scelte, infatti mentre qualcuno preferiva ottimizzare il tempo disegnando sul posto, qualcun altro preferiva invece esplorare la natura alla ricerca di immagini suggestive da catturare con la macchina fotografica e realizzare solo qualche veloce schizzo, una volta rientrati in Italia, ciascuno di noi ha comunque portato con sé impressioni ed emozioni da immortalare con pennelli e colori.

Spiaggia, Cousin
Spiaggia, Cousin

La biodiversità presente alle Seychelles… Come l’hai vissuta? Come tutte le isole, anche qui troviamo una preziosa biodiversità, a maggior ragione se si parla delle Seychelles che sono le isole più antiche dell’Oceano Indiano, in quanto di origine granitica e non vulcanica. A parte le specie animali terrestri endemiche rimaste isolate per via dell’isolamento (rettili, anfibi e piccoli mammiferi), ciò che più mi ha colpito è stata la riserva della Vallée di Mai a Praslin. Questa valle è tutto ciò che rimane di una più vasta foresta che un tempo ricopriva tutta l’isola, si è miracolosamente salvata dagli incendi appiccati a scopo speculativo per distruggere il Coco de mer, una specie di palma da cocco i cui semi venivano commercializzati nei secoli scorsi e si credeva possedessero particolari doti afrodisiache a causa della forma di tali semi che ricorda in modo inequivocabile un pube femminile. Il Coco de mer, non galleggia come la noce di cocco che tutti conosciamo, per questo, una volta caduta in mare, affondava e rimaneva sul fondo finché un pescatore non la trovava e la riportava in superficie, da qui il nome “Coco de mer” (cocco di mare), si pensava fosse un frutto di qualche pianta marina e il suo ritrovamento era puramente casuale, la sua rarità e la leggenda che lo circondava lo hanno reso una merce redditizia nei mercati del medio oriente. Quando fu scoperto che in realtà il Coco de mer era una noce di cocco frutto di una palma endemica dell’isola di Praslin, dove prosperava su tutta l’sola, il suo valore di mercato scese e qualche speculatore pensò di aumentarne il valore incendiando la foresta. La Vallée di Mai, oggi patrimonio dell’Unesco, è ciò che resta di un passato giunto fino a noi inalterato, una specie di varco tempo-dimensionale che ci consente un salto in un’epoca remota, una foresta popolata da specie di piante rare e antiche, dalle forme che rimandano al set di un film di fantascienza, ma questo non è il frutto della fantasia sfrenata di uno scenografo di Hollywood, è la nostra Terra, reale e viva che ci chiede di essere compresa e protetta.

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Vallée de Mai, Praslin

Cosa ti ha colpito di più da un punto di vista naturalistico? La prima cosa che colpisce chiunque si trovi a visitare un ambiente tropicale è la natura lussureggiante. Qui la foresta e il mare sono esseri viventi, esseri costituiti da moltitudini di creature animali e vegetali unite in un unico respiro. Ci sono ambienti dove la presenza dell’uomo è così rara e poco invadente, che gli animali sono gli incontrastati sovrani del territorio, la riserva integrale di Cousin ad esempio, è il regno degli uccelli marini (sterne bianche delle Seychelles, fetonti coda bianca, fregate, sterne stolide, berte, tessitori “fody”), la popolazione di uccelli è così numerosa che non c’è angolo di cielo o ramo di albero dove non si possa scorgere un uccello, persino a terra, tra le radici degli alberi e le rocce, ci sono nidi, pulcini e amorevoli genitori intenti alla cura della prole. Tutto è vita, anche con l’approssimarsi del tramonto, la vita dell’sola si palesa con moltitudini di granchi e paguri sulla spiaggia che sfiorano velocissimi le molto più lente e pacate tartarughe giganti. Nel parco marino di Moyenne, sotto la superficie turchese di un’acqua cristallina, la popolazione acquatica sorprende il visitatore con i suoi colori e forme stravaganti, anche qui, un turbinare di vita avvolge l’inconsapevole umano e magari, mi auguro, aiutandolo a ridimensionarsi un poco.

Uccelli, Cousin
Uccelli, Cousin

Quale accoglienza si trova alle Seychelles, anche non recandosi là in viaggio di nozze? Diversamente da altre mete turistiche simili in cui l’intrattenimento consiste nello stordire il turista con bibite alcoliche e musica caraibica sparata a tutto volume ventiquattro ore al giorno, le Seychelles ti accolgono con un clima più rilassato e raffinato, più vicino ad una dimensione naturale, dove il tempo si dilata e il riposo è consentito più alla mente che al corpo. Se da una parte è carente il divertimento che io chiamo ”costruito”, cioè quello rappresentato da centri commerciali, casinò, discoteche, campi da golf, improbabili attività sportive, ecc., dall’altra parte è vasta l’offerta di scenari naturali di cui godere facendo trekking, snorkeling e immersioni subacquee, infatti, sebbene tutti noi abbiamo in mente le favolose spiagge bianche coronate da massi granitici, le Seychelles presentano al loro interno numerosi percorsi naturalistici, calette da scoprire e profondità marine da esplorare. Le strutture di accoglienza sono ottime e ben integrate con l’ambiente naturale, vale la pena un’immersione nell’atmosfera locale gustando la squisita cucina creola, una visita alla capitale Victoria sull’isola di Mahè e al suo mercato dove accanto ai banchi di pesce le garze bianche (le cosiddette “madame pantom”) si aggirano indisturbate alla ricerca di qualche buon boccone di pesce fresco. Così, mentre ci consentiamo il tempo di contemplare un tramonto su una spiaggia deserta, lasciamo i pensieri volare in alto come le sagome delle volpi volanti che numerose, a quell’ora, solcano il cielo.

Intervista di Sara Missorini

Illustrazioni di Iole Eulalia Rosa

Maggiori info:

http://arsetnaturaseychelles.blogspot.it/

http://ioleeulaliarosa.blogspot.it/

http://ioleeulaliarosanatura.blogspot.it/

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