Questo tour si sta rivelando sempre più interessante: forse perchè stiamo cercando di viverlo al meglio per portare a casa un bel ricordo? Non solo, grazie anche alle persone disponibili che ci stanno facendo conoscere Bosa per tutte le sue ricchezze.
Causa maltempo, i nostri tour di oggi sono stati annullati ma non ci siamo fermati: vista la disponibilità e la cortesia della popolazione, ci siamo fatti consigliare e abbiamo trascorso delle ore immersi nella cultura e nell'arte.
Abbiamo visitato il Museo Casa Deriu, una bellissima casa che è stata una residenza signorile nell'età ottocentesca e che ora invece è diventata un museo che accoglie, nei suoi 3 piani, al primo le opere di Melkiorre Melis. Melis era un artista che spaziava dalla pittura alla ceramica, dalla fotografia alla grafica passando dagli studi di telaio per filet, su cui la moglie faceva realizzare dalle sue ricamatrici pere che venivano esportate addirittura a New York. Davvero un artista poliedrico. Gli altri piani di questa casa museo, sono dedicati all'artigianato locale e alla tradizione. Abbiamo avuto l'occasione di poter vedere all'opera delle signore mentre frequentavano un corso di filet: un' antica tradizione che si tramanda di generazione in generazione. È bellissimo vedere come da un semplice filo di cotone possa poi nascere un'opera d'arte, perchè vedere la preparazione del telaio che viene fatta totalmente a mano per poi essere decorata vi posso assicurare che anche questa è una forma d'arte. Peccato non abbiano voluto farsi fotografare, ma sono molto gelose del loro lavoro, perchè hanno paura che qualcuno possa poi copiare i loro disegni e le loro realizzazioni.
Terminata la visita del Museo Casa Deriu, ci siamo spostate di poco per conoscere un altro artista, Antonio Atza, uno dei più famosi artisti sardi contemporanei. Mi ha incuriosita moltissimo perchè la sua tecnica non è autoreferenziale, bensì preferiva reinterpretare la tecnica esistente di grandi artisti. Non vivendo in una famiglia benestante, ha insegnato molto per poter avere i soldi per viaggiare e andare a conoscere grandi artisti per i quali poi ha realizzato molte opere, dedicandole proprio a loro e utilizzando dei dettagli o delle personalizzazioni proprie dell'artista. Ad esempio, il suo autoritratto in stile Picasso o le ninfee di Monet o il Bacco realizzati utilizzando carta velina, colla e colore, una tecnica molto particolare. Atza si è fatto però conoscere per la sua opera Blues, che lo ha reso famoso nel 196
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