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Da Maglie alla scoperta della Grecìa Salentina

Nel cuore del Salento, esattamente al centro tra i mari Ionio e Adriatico, si trova la Grecìa Salentina. Un territorio unico e ricco di fascino, dalla storia antica che oggi rivive nelle parole del griko, la lingua tradizionale parlata in questi comuni.

Sono 9 i paesi in cui rimangono ancora tracce di questo dialetto di origine greca, residuo linguistico di un'area un tempo molto più vasta: in passato, infatti, la lingua greca e il rito religioso bizantino erano diffusi in un territorio molto più ampio, che comprendeva quasi tutto il Salento. L'intera penisola salentina è stata per secoli, nel Medioevo, parte integrante dell'Impero Bizantino.

A pochissimi chilometri da Maglie, salendo a nord in direzione di Lecce, incontriamo Melpignano, Corigliano d'Otranto, Castrignano de' Greci, Martano, Zollino, Sternatia, Soleto, Calimera e Martignano.

Entrare in questi luoghi significa fare un vero e proprio tuffo nella storia, non quella altisonante e barocca di città molto più conosciute come il capoluogo di provincia, Lecce. Esplorare queste piccole realtà significa immergersi nell'atmosfera delle loro strade strette e delle case a corte, in cui si respira ancora il profumo di un Salento autentico.

Se si vuole raggiungere i dintorni di Maglie alla scoperta dei borghi della Grecìa Salentina, una soluzione potrebbe essere quella di noleggiare un’auto a Maglie.

Luoghi da non perdere nella Grecìa Salentina

Attraversare questi centri storici vuol dire camminare per le stradine che collegano le antiche porte di accesso con la chiesa matrice e la piazza principale. Di molti palazzi storici resta la bellezza dei portali decorati da ricami intarsiati nella friabile pietra locale.
Una pietra di colore bianco, che l'azione del tempo trasforma rendendola più bella e affascinante. Una pietra che si accende nelle ore del tramonto colorandosi di arancio.

Fiore all'occhiello della Grecìa Salentina è sicuramente Corigliano d'Otranto, che accoglie il visitatore con il suo imponente castello di origine medievale, il Castello de' Monti (conosciuto come Castello Volante). Sicuramente è uno dei più belli di tutto il Salento, oggi trasformato in un contenitore culturale tra i più importanti di tutta la provincia.

Soleto

Immancabile una visita a Soleto, le cui testimonianze storiche e artistiche rivestono un'importanza notevole non solo per quest'area, ma per tutta la regione Puglia. Attraversando l'unica porta medievale di accesso al centro storico rimasta, Porta San Vito, si prosegue sino ad arrivare a quello che è il vero gioiello di questo paese: la chiesetta bizantina di Santo Stefano, costruita nel 1300. Entrarci fa rimanere a bocca aperta per la bellezza dei suoi affreschi.

Sternatia e Martano

E che dire di Sternatia? Una cittadina che conserva al di sotto del livello stradale una serie di cunicoli, gallerie e antichi frantoi ipogei scavati nella roccia e utilizzati un tempo per produrre quell'oro giallo, l'olio, tanto caro alla tradizione enogastronomica salentina. 

Passeggiando tra antichi portali e mignani si arriva al frantoio meglio conservato di tutti, quello vicino a Porta Filìa, ovvero la porta dell'amore e della pace.
Cosa sono i mignani? Sono degli splendidi balconi costruiti sulle porte di accesso alle abitazioni, lunghi quanto tutto il prospetto della casa. La tradizione vuole che fossero realizzati per permettere alle donne di partecipare alla vita della città senza essere viste.

Qui nella Grecìa gli stessi nomi rimandano costantemente alla cultura greca, che ha plasmato modi di vivere e ha dato vita ad una comunità che ancora oggi si riconosce in questa identità. Calimera ne è l'esempio lampante: il suo nome è greco e significa "Buongiorno".

A Martano, il centro storico regala bellissimi palazzi nobiliari che nascondono corti preziose, oltre al grande palazzo baronale di origine medievale.

Grecìa Salentina: le tradizioni di un territorio affascinante

Grecìa Salentina significa soprattutto cultura popolare e tradizione. Impossibile non ricordare il Concerto della Notte della Taranta, che ha reso conosciuto a livello internazionale il piccolo e caratteristico borgo di Melpignano. A fare da sfondo alla serata il bellissimo Convento degli Agostiniani. L'evento, che si tiene ad agosto, è in realtà solo la tappa conclusiva di un festival itinerante che attraversa i comuni della Grecìa tra canti e balli tradizionali scanditi al ritmo incessante e catartico del tamburello. Perché la taranta non è solo un ballo. È prima di tutto l'espressione di una cultura ancestrale, di riti sociali che assicuravano la guarigione da malesseri antichi. 

Elementi pagani e tradizioni religiose si fondono nel cuore del Salento durante le celebrazioni del Carnevale e della Pasqua. Ancora oggi a Calimera è tradizione trascorrere la Pasquetta nelle campagne vicine alla famosa "Pietra di San Vito", un masso di forma circolare con un foro al centro di circa 30 cm. Bisogna attraversarlo con tutto il corpo e passare da una parte all'altra per poter sperare nella buona sorte e nella fertilità. 

Avete mai sentito parlare della Sceblasti di Zollino? Si tratta di un pane condito con olive, cipolla, zucchine, olio, pomodori, peperoncino. Il nome è evidentemente griko e significa "senza forma". La potete assaggiare durante le celebrazioni della "Festa de lu focu", quando, durante una delle tante fredde notti d'inverno, tra dicembre e gennaio, un grande fuoco riscalda gli animi e simboleggia la luce contro il buio delle tenebre e dell'inverno.

Silvia Ceriegi

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