Per anni abbiamo pensato agli hotel come a luoghi destinati esclusivamente a chi vi soggiorna. Prenoti una camera, trascorri la notte e vivi gli spazi della struttura. Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: prima con formule come DayBreak e DayUse, che hanno permesso di utilizzare camere e servizi alberghieri anche senza pernottare, e che per qualcuno sono diventate persino un'opportunità di fuga romantica.
Adesso, sempre più alberghi stanno aprendo le proprie porte anche a chi non è ospite. Non si entra più soltanto per fare check-in e utilizzare una camera, ma per partecipare a una degustazione, assistere a un concerto, concedersi una giornata in spa, prendere parte a una cena speciale o semplicemente godersi un aperitivo in una location insolita.
È una tendenza che sto notando sempre più spesso. Negli ultimi tempi mi capita di fare meno viaggi lunghi e più esperienze mirate, e proprio per questo mi sono accorta di quanto gli hotel stiano diventando luoghi da vivere anche senza soggiornarvi.
A Pieve Aldina, nel Chianti, mi sono ritrovata a pranzare al fresco e a vivere gli spazi della struttura in occasione della mostra ospitata nella vicina chiesa di Santa Maria Novella, parte integrante dell'installazione artistica diffusa sul territorio. A Firenze ho vissuto l'esperienza del tramonto a Palazzo Alfieri, tra aperitivi sul Lungarno e momenti di relax nella corte interna: qualche ora soltanto, ma sufficiente per scoprire un luogo che altrimenti avrei probabilmente associato esclusivamente all'ospitalità. Mi piace questa idea di ospitalità: un modo diverso di vivere il territorio e di entrare in contatto con luoghi belli anche senza fermarsi a dormire. Più aperto, più accessibile e spesso anche più autentico.
La Sardegna, da questo punto di vista, sembra essere uno dei laboratori più interessanti di questa evoluzione. Non si tratta solo di aprire le porte degli hotel agli esterni. Si tratta di trasformarli in luoghi di incontro, dove residenti e viaggiatori possono condividere esperienze che vanno ben oltre il semplice soggiorno.
In Gallura, ad esempio, Gallicantu trasforma gli olivastri secolari che circondano lo stazzo in una scenografia per concerti jazz e degustazioni di vini del territorio. A Cagliari, Casa Clàt porta autori, giornalisti e personaggi della cultura nel giardino del proprio boutique hotel per una serie di incontri che uniscono libri, conversazioni e convivialità.
Sulle colline di San Pantaleo, Petra Segreta apre anche agli ospiti esterni un'esperienza dedicata allo Champagne Krug e alla cucina d'autore. A Porto Rotondo, Abi d'Oru propone eventi che spaziano dalle tradizioni sarde ai grandi concerti estivi. Cascioni Eco Retreat, infine, permette di vivere una giornata completa tra piscina, benessere e gastronomia grazie a formule day pass pensate anche per chi non soggiorna nella struttura.
Ciò che accomuna queste esperienze è una diversa idea di ospitalità: l'hotel non è più soltanto un luogo dove passare la notte, ma diventa uno spazio di incontro, un punto di accesso al territorio, un contenitore di esperienze. E forse è proprio questa la direzione che molti viaggiatori cercano oggi: non necessariamente dormire in un luogo, ma avere la possibilità di viverlo.
Perché a volte basta un aperitivo al tramonto, una cena speciale o una serata di musica tra gli ulivi per scoprire un posto che meriterà, magari in futuro, anche un soggiorno più lungo.
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