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#Dimmicosaleggi in una cabane (o in un freddo inverno)

Roberta di Turistipersbaglio si è chiesta quali libri porterebbe lei e porteremmo noi in una cabane... o con quali libri vorrebbe trascorrere le giornate dell'inverno che verrà. Se lo è chiesto dopo aver letto, “Nelle foreste Siberiane” di Sylvain Tesson in cui il protagonista "oltre a scorte e provviste porta con sé una cassa contenente 60 libri che allieteranno le sue lunghe giornate da uomo libero sì, ma completamente isolato dal resto del mondo".

Roberta ha allargato l'invito agli amici blogger e Silvia ha fatto altrettanto. È quasi un anno che non scrivo più su Trippando, ma questo invito a giocare non me lo potevo far sfuggire.

Dieci libri sono pochi, ho già sforato soltanto pensandoci. Sessanta, invece, sono una dura prova di attenta selezione.

Cosa porterei quindi? Proviamoci. Qualcuno di questi titoli lo leggerò sicuramente durante l'ormai vicino inverno.

  • Qualche altro libro di Arto Paasilinna: Il migliore amico dell'orso è stato il primo libro scritto da lui che ho letto quasi due anni fa. Consigliato da una persona speciale. L'anno della lepre, il libro che anche in Italia lo ha consacrato al successo, l'ho letto a fine settembre. Ironico, divertente, folle. Il clima freddo della Finlandia, dove generalmente sono ambientati i suoi libri, potrebbe essere perfetto per immergersi nella lettura in un'isolata casina di legno. Lo smemorato di Tapiola e Piccoli suicidi tra amici, quindi, ci potrebbero stare.

  • Tutti mi parlano bene di David Irvin Yalom, tutti mi dicono che è imperdibile, perciò ho cominciato a leggere Le lacrime di Nietzsche, sicuramente me lo porterei. Un po' di psicoanalisi in solitudine non guasta, magari rileggerei quei passaggi che ancora mi sdubbiano.
  • Due o tre testi teatrali: La locandiera di Carlo Goldoni perché tutte le volte che la leggo torna il buonumore e qualche opera teatrale di Shakespeare, tra cui Molto rumore per nulla e Sogno di una notte di mezza estate. Ho bisogno di rileggerli per intero, è passato troppo tempo dall'ultima volta.
  • I Peanuts. In cabane rinuncerei volentieri a Facebook e alla connessione Internet, dipendenza da smartphone permettendo. Ma ad un po' di humour di Snoopy, Charlie Brown e Lisa Van Pelt non potrei rinunciare. I social li hanno riscoperti, io non li voglio perdere. Quindi in borsa almeno un libro con le strisce dei Peanuts non potrebbe mancare. Mi ricordano spesso da dove vengo e chi sono. Mi aiutano a non perdere la (mia personalissima) bussola.
  • A proposito di Peanuts, avrei bisogno delle mie “coperte di Linus”, i libri che non lascerei mai a casa per oltre sei mesi: L'amico ritrovato di Fred Uhlman, da sempre uno dei libri che più mi abbia toccata e Il piccolo principe perché può capitare che in cabane ci si voglia sentire “banali, scontati ed emotivi”. E va bene così.
  • Qualche libro della collana Contromano Laterza, ai quali mi sono affezionata da poco più di un anno. Ce ne sono ancora molti - tra quelli che devo leggere - che parlano di vari luoghi del nostro Paese in maniera atipica, da un punto di vista inconsueto. Oceano Padano di Mirko Volpi (ultimo acquisto della scorsa settimana, dopo la presentazione alla Libreria Orsa Minore di Pisa) e Roma è una bugia di Filippo La Porta potrebbero essere tra questi.
  • Tenera è la notte di Francis Scott Fitzgerald perché è troppo tempo che dico di leggerlo e ancora non l'ho fatto.
  • Nell'ipotetica cabane l'elettricità ce la facciamo stare? Se sì, mi concederei gli unici due libri in formato elettronico che ho intenzione di leggere prossimamente su tablet (ma sia chiaro, io resterò per sempre fedele al cartaceo che si impolvera e occupa spazio, anche dovessi restare l'unica sulla faccia della terra): Indimenticabile India dell'amica Serena Puosi perché mi ha fatto un regalo che non potrò mai dimenticare e perché la porto sempre nei miei pensieri e Ajò sorridi, sei a Londra di Pina Mudulu (aka SfigataMente) perché da troppi mesi è soltanto un file pdf nella mia posta elettronica. E perché dopo la cabane una metropoli – e che metropoli – potrebbe ristabilire un giusto equilibrio.

E qui mi fermo perché i dieci li ho già sforati. Mi fermo, ma sono curiosa di sapere quali libri porterebbero in cabane molte altre persone, tra cui:

  • Francesca e Valentina di Spiccando il volo che proprio nelle settimane scorse sono state impegnate nella realizzazione della seconda edizione del Pisa Book in Town. Ed hanno fatto davvero un ottimo lavoro!
  • I nostri Valentina Mennucci, Marco Sanzani ed Enrico Giuliani.
  • Paola Annoni di Scusate io vado perché spesso ci siamo ritrovate a parlare di libri in una chat "twitterina", tranquille, complici e sicure di non sembrare l'una all'altra “vecchie nerd spocchiose” (la citazione è sua). Chissà se sarà contenta di trovare questo mio pensiero rientrando dal suo viaggio dall'altra parte del mondo.

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