Consigli per blogger

Il ruolo di blogger, youtuber e influencer nella narrazione turistica

Che titolone stamattina: "Il ruolo di blogger, youtuber e influencer nella narrazione turistica". O che t'è preso, Silvina?

Eh, m'è preso che giusto una settimana fa ho tenuto un seminario con questo titolone per gli studenti del corso di laurea magistrale di Scienza del Turismo dell'Università Campus di Lucca. Non era la prima volta che facevo una docenza universitaria, ma la prima in modalità online, quindi non nego che la lezione sia stata preceduta da una discreta strizza. Ma è andato tutto molto bene e mi fa piacere condividere anche con voi, a grandi linee, quello che ho raccontato loro.

Loro stanno studiando come diventare esperti di una destinazione, come raccontarla al meglio lavorando per un ente di promozione turistica, un ente locale o una struttura ricettiva. Ma non avevano un punto di vista differente, esterno, quello di blogger, youtuber o influencer che visitano una destinazione e la raccontano.

I ruoli "di mezzo" della narrazione turistica

Si tratta di una narrazione turistica diversa, quella che facciamo noi che stiamo "nel mezzo" tra la destinazione, le strutture ricettive e l'utente finale, ovvero colui o colei che decide quando, quanto e dove prenotare.

Con un paio di esempi ( video degli amici di Vologratis.org e di Miprenodoemiportovia.it), ho mostrato l'enorme diversità che ci può essere nella narrazione turistica fatta da un professionista.

Il bello delle "figure di mezzo" della narrazione turistica sta nell'unicità e nella personalizzazione: ciascuno interiorizza i luoghi a modo suo e a modo suo li racconta sul blog, su Instagram, su YouTube. Sono finiti i tempi in cui ciascuno aveva un mezzo di lavoro (scrittura, fotografia, video) e comunicava attraverso quello soltanto. Adesso se vogliamo essere dei professionisti dobbiamo essere multifunzione e multipiattaforma.

L'asticella sale, ma rimane la bellezza della libertà, del poter esprimere in forma scritta, fotografica o attraverso un video un luogo e quello che è in grado di trasmettere.

Sono sempre stata una sostenitrice del fatto che in rete ci sia spazio per tutti. Adesso che la situazione inizia a essere satura, aggiungo "per tutti quelli che hanno qualcosa da dire e che lo sanno raccontare in maniera corretta e originale".

La correttezza è imprescindibile e lo è sia dal punto di vista stilistico, per cui, veramente, in rete ci deve stare chi sa esprimersi, ma anche chi parla chiaro ed è onesto con chi lo legge, segue e guarda (oltre che con chi lo paga, va da sé)!

L'originalità, poi, è a mio avviso quella che fa la differenza. Potrei chiamarla talento. Forse è anche quello, ma sicuramente è stile, è personalità. È esserci per fare la differenza, non esserci per essere nel mucchio, per vedere di prendersi una fettina di torta. Senza originalità (e passione e dedizione e impegno e nottate di lavoro e sveglie improvvise perché è arrivata un'idea) è impossibile farsi notare, è "lavorare a vuoto" per restare sempre nell'anonimato.

Narrare e narrarsi: come fare la differenza

Bisogna saper narrare, ma occorre anche sapersi narrare, aprire il proprio mondo, le proprie passioni. Ci vuole cuore. Questo non è un lavoro che può fare chiunque: serve volontà di donarsi, di raccontarsi, di aprire le proprie porte. Con la predisposizione giusta, però, diventa il lavoro più bello del mondo, quello che quando hai finito ricominceresti da capo.

A proposito di narrazione, questa e la prossima settimana nelle mie storie di Instagram esce ogni giorno una "pillola" sul narrarsi online. Il mio profilo è https://www.instagram.com/trippando e le "pillole" passate sono nelle storie in evidenza. Il 12 dicembre terrò anche, naturalmente online, un workshop sul narrarsi online. Qui si trovano tutte le info. C'è un gran bisogno di imparare a raccontarsi bene, prima di raccontare il resto... Non vi pare?

Un ringraziamento alla mia amica Gloria, ovvero alla Prof.ssa Cappelli, che mi ha invitato a raccontare di racconti ai suoi ragazzi. Alla prossima!

Silvia Ceriegi

Share
Published by
Silvia Ceriegi

Recent Posts

Profumi di Mosto 2026: il gran finale il 31 ottobre alla Casa del Vino della Valtènesi

C’è un modo di scoprire un vino che non passa dalla bottiglia ma dalle persone…

3 giorni ago

Bagna Cauda Day 2026: la più grande bagna cauda collettiva torna ad Asti (e nel mondo)

La bagna cauda è uno di quei piatti da con calma, tutti insieme, intorno a…

3 giorni ago

Weekend nella Food Valley: il nostro itinerario tra Parma e Piacenza, sapori e un mulino

Il nostro weekend nella Food Valley è nato attorno a un invito: la Festa dei…

2 settimane ago

BMTA 2026 a Paestum: l'archeologia diventa un viaggio nel presente

Paestum è uno di quei luoghi nei quali il passato è così presente da sembrare…

2 settimane ago

Giornate Europee del Patrimonio 2026: cosa vedere nella Marca Trevigiana

Dopo aver raccontato Montecatini Terme, scelta come protagonista del mio speciale per le Giornate Europee…

2 settimane ago

Montecatini Terme: la nuova vita del patrimonio

È affascinante quando una città conserva il proprio passato. Lo è di più quando una…

2 settimane ago